Fermo, progetto CyberChallenge: cinque hacker “etici” al Montani, la sicurezza informatica la loro passione

3' di lettura 05/10/2020 - Passione, curiosità e voglia di imparare, sono queste tre le caratteristiche che hanno portato cinque ragazzi dell’ Itis Montani di Fermo a dare il loro meglio nell’ambito del CyberChallenge, il primo programma di formazione italiano in cyber security per studenti delle scuole superiori e universitarie.

Tre sono studenti del quinto anno - indirizzo informatica, gli altri due sono approdati in quarto quest’anno. Si presentano; addosso la T-shirt, ricordo di quest’esperienza, oltre alla targa.

Si chiamano Mattia Iachini, Matteo Spiga, Gianluigi Andreozzi, Yacine Boussoufa e Alessio Ciccola.

Il loro docente, il prof. Pagliari è colui che indirettamente li ha lanciati, guidandoli ogni giorno per i sentieri dell’informatica, fino a far conoscere loro il progetto.

«Un progetto - spiega - chiamato CyberChallenge che si occupa di sviluppare competenze nell’ambito della sicurezza informatica».

Alcuni si sono iscritti alla challenge con le idee già chiare, per altri la consapevolezza è arrivata strada facendo.

Matteo ha sentito il professore parlare di questa sfida e ha provato, «non sapevo bene di cosa si trattasse ma, dopo la selezione e il corso, ho capito che questo ramo dell’informatica mi piace e mi appassiona».

Mattia è stato interessato fin dall’inizio; lo stesso Alessio, che teneva di mira il progetto da tempo, ma ha dovuto attendere i 16 anni. Gianluigi è stato mosso dalla curiosità, voleva capire cosa si celasse dietro certi sistemi. Yacine invece, che ha fatto la selezione in Ancona e il corso con Camerino, mentre prima non aveva mai pensato verso quale ateneo indirizzarsi dopo le superiori, oggi dice di avere le idee più chiare.

Da parte della scuola nessuna preselezione. Gli studenti vengono selezionati direttamente dalle varie università italiane, in questo caso dalla Politecnica delle Marche e dall’università di Camerino. «Ogni università ha selezionato i migliori per costituire un team per lo sviluppo delle conoscenze e competenze in ambito di cyber security».

Il progetto è destinato a studenti dai 16 ai 23 anni. Loro erano i più piccoli e si sono confrontati con ragazzi anche della magistrale. Dopo aver superato la prima fase di selezione hanno frequentato il corso sulla sicurezza informatica curato dai singoli atenei, sviluppando conoscenze che travalicano quelle di un ordinario percorso di studi.

Mentre la selezione è avvenuta in presenza, il corso, causa lockdown, si è svolto da remoto, al pomeriggio, dopo le ore di didattica a distanza.

«Un bel momento per i ragazzi - dice il prof. Si sono confrontati, hanno fatto squadra con altri studenti provenienti da altri istituti tecnici e università, hanno dimostrato costanza e serietà nell’affrontare la selezione».

I vari team, da ultimo, si sono sfidati tra di loro: alla fine del percorso infatti si è tenuta una gara nazionale. «I primi 6 classificati in una università sono stati inseriti nella squadra universitaria per partecipare alla gara nazionale» spiega Alessio, classificatosi 2° a Camerino e per questo ingaggiato nella squadra camerte.

La sfida totalmente pratica, su un campo di battaglia virtuale, non ha visto Camerino vincente, ma la soddisfazione rimane. Sul podio sono finite le università di Pisa, Milano e Verona.

«Ove lo studente è interessato l’apprendimento si fa significativo. Mettendo in gioco le sue competenze pregresse, sperimentando, scopre ambiti di interesse che prima non sapeva di avere - afferma la dirigente scolastica Scatasta. In un triennio di indirizzo - conclude - è questo il compito autentico dell’azione didattica: proporre diverse opzioni affinché ciascuno possa scoprire quali sono gli ambiti su cui implementare il proprio progetto di vita».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 05-10-2020 alle 14:26 sul giornale del 06 ottobre 2020 - 370 letture

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