Fermo, disturbi specifici dell'apprendimento. Pompozzi: «maggiore presa di coscienza volta all' inclusione»

4' di lettura 29/09/2020 - Ricostituito, sotto il coordinamento della Provincia di Fermo, con valenza biennale, l’Osservatorio permanente sui disturbi specifici dell’apprendimento e sull’inclusione scolastica.

Gli ambiti territoriali 19, 20 e 24, rappresentati rispettivamente da Alessandro Ranieri, Luca Piermartiri, assessore servizi sociali di Porto Sant’Elpidio e Fabrizio Vergari, sindaco di Santa Vittoria, l’area Vasta 4 con il dott. Corsi, gli istituti scolastici con la dottoressa Bernardini neo dirigente dell’Ipsia, il dottor Vespasiani del polo Carlo Urbani di Porto Sant’Elpidio e la dott.ssa Di Mascio dell’Isc dei Sibillini e, infine, la dott.ssa Lucia Iacopini dell’Associazione Italiana Dislessia hanno apposto la loro firma. A lavorare sul protocollo il dott. Acciarri e la dott.ssa Laura Lupi.

Tutto ebbe inizio nel 2015, quando la Provincia iniziò a metter su un accordo di programma ideando una struttura che potesse dare una mano agli istituti scolastici, al personale docente e alle famiglie sotto il profilo dei disturbi specifici dell’apprendimento.

Screening, convegni, approfondimenti, dopodiché - come raccontato dal vicepresidente della provincia Pompozzi - nel corso degli anni, visti i risultati proficui, dicemmo: «perché non darci una strutturazione permanente, un raggio d’azione certo, coinvolgendo gli attori istituzionalmente chiamati in causa, quindi scuole, insegnanti, dirigenti, famiglie, ambiti, associazioni e Asur?».

Ѐ nato quindi l’Osservatorio. «Abbiamo sviluppato le linee guida contenenti consigli, soluzioni, contatti; le abbiamo fornite a scuole e famiglie della provincia di Fermo - dice Pompozzi. Ogni anno - prosegue - abbiamo rinnovato l’adesione all’Osservatorio. Oggi è una riconferma dell’impegno per i prossimi due anni».

Quest’anno, tuttavia, si compie uno scatto in più, si cresce: «oltre a potenziare il lavoro sui dsa andiamo ad inserire all’interno di questo protocollo istitutivo dell’Osservatorio anche un’azione di approfondimento per quanto riguarda i bisogni educativi speciali».

Il 3-4% della popolazione scolastica soffre di disturbi dell’apprendimento: questo il dato - fornito dalla Iacopini - in linea con il trend nazionale, emerso a seguito del periodo di potenziamento post screening.

«Con la conferma delle adesioni, quello che conta - conclude Pompozzi - è potenziare il primo e unico comandamento che la provincia ha: la cultura dell’inclusione scolastica e sociale e la presa di coscienza».

Il dottore Corsi, da poco responsabile dell’unità operativa complessa cure tutelari affronta poi un altro problema, non meno importante, che potrebbe emergere in maniera drammatica, ossia il disturbo d’ansia, forse sottovalutato nella popolazione infantile, «ma terremoto e Covid - dice il dottore - potrebbero aver determinato qualche disturbo comportamentale».

Per la dott.ssa Iacopini dell’Aid il protocollo è il frutto di un duro lavoro e di anni di impegno. «Senza l’ottimo coordinamento della Provincia non avremmo avuto i risultati che abbiamo oggi. Si tratta di una realtà unica nel suo genere, un esempio virtuoso», e precisa come la buona didattica e l’inclusione facciano bene, in realtà, a tutti gli studenti.

Le dirigenti scolastiche Bernardini e Di Mascio lodano il lavoro, fatto in maniera sinergica. «Se fino a un decennio fa c’erano ragazzi con l’autostima a terra, che non capivano il perché del loro non riuscire, orac’è consapevolezza».

Presa di coscienza che cresce anche secondo il dirigente Vespasiani. «Facciamo in modo che quelle misure diventino per tutta la classe. Quando ero maestro elementare i problemi legati ai disturbi specifici dell’apprendimento non erano regolamentati, oggi c’è chiarezza, c’è condivisione, c’è supporto» dice. Piermartiri, assessore ai servizi sociali di Porto Sant’Elpidio aderisce con orgoglio, «sul sociale - spiega - Comune è sensibile e attento. Abbiamo - dice - una rete di coordinamento pedagogico e siamo una città amica dei bambini e degli adolescenti».

Ottimista è Alessandro Ranieri: «La Provincia ha tenuto la barra dritta e siamo riusciti ad arrivare al protocollo. Dieci anni fa gli ambiti venivano tirati per la giacchetta, oggi siamo “periferici”: l’attività è vissuta all’interno del percorso scolastico - spiega».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 29-09-2020 alle 18:08 sul giornale del 30 settembre 2020 - 616 letture

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