Rapagnano: la commistione Stato-Mafia raccontata da Mario Consoli

2' di lettura 26/09/2020 - Nella sala consiliare del Comune di Rapagnano, introdotto dal Sindaco Remigio Ceroni, Mario Consoli, ospite dell’Associazione Aries ha presentato l’opera monografica “Stato e Mafia andata e ritorno” pubblicata nel numero 85 della rivista “L’uomo libero”.

Con un sintetico ma efficace escursus storiografico, catturando l’attenzione dei presenti, lo scrittore ha tracciato i punti salienti della storia della mafia esprimendo il suo punto di vista su come e perché lo Stato sia arrivato a trattare con “l’onorata società” siciliana.

“Quando lo Stato ha deciso di sconfiggere la mafia lo ha fatto dimostrando di poterci riuscire.
I fatti - spiega Consoli - sono abbastanza eloquenti.”

L’intervento in Sicilia di Cesare Mori negli anni venti lo conferma e se il Generale Dalla Chiesa, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutto il Pool antimafia di Palermo degli anni ottanta avessero avuto alle spalle lo Stato determinato che ha protetto “il Prefetto di ferro”, il problema della mafia potrebbe essere oggi un capitolo della storia italiana definitivamente chiuso.

Così non è stato e l’autore, guardando con spirito critico la sentenza del 19 luglio 2018 sulla “Trattativa Stato-Mafia”, spiega perché non c’è da stupirsi se lo Stato, con parti deviate dello stesso, abbia nel tempo trattato.

Racconta come, dopo la sua sconfitta, la Mafia sia tornata in auge alla fine della guerra.
Molto – chiarisce Consoli - lo si deve agli americani che per raggiungere in fretta i loro obiettivi al momento dello sbarco, hanno chiesto ad alcuni uomini un tempo in odore di Mafia il loro appoggio.

Convergenze di interessi economici e politici di quel periodo la fecero tornare a prosperare fino a metterla nella condizione di tessere una fitta ragnatela che si è ben radicata fino ai nostri giorni.
In sostanza un potere ben strutturato tanto da consentirsi quella mattanza di uomini dello Stato e magistrati culminata con l’uccisione di Falcone, Borsellino e lo smantellamento del Pool.

Il boicottaggio da parte dello Stato di questo sussulto di legalità da parte di un gruppo di magistrati – che Consoli chiama “L’anomalia degli Anni Ottanta” – esplicita in maniera sufficientemente inequivocabile la mancanza di volontà ad eliminare da parte dello Stato stesso il fenomeno mafioso.


di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 





Questo è un articolo pubblicato il 26-09-2020 alle 08:52 sul giornale del 27 settembre 2020 - 380 letture

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