Fermo, ospedale Murri: a memoria della pandemia una targa per dire grazie ai lavoratori della sanità

3' di lettura 17/09/2020 - 17 settembre, giornata nazionale per la sicurezza delle cure e della persona assistita ma anche giornata mondiale della sicurezza dei pazienti.

“Grazie infinite a tutti i lavoratori della sanità”. Ѐ con queste parole che il direttore di Area Vasta 4 Livini si è rivolto agli operatori, radunatisi stamane nel piazzale sottostante il Murri. Eppure, in certi casi, le parole non bastano, così lo ha fatto scrivere sulla targa posta nell’atrio d’ingresso dell’ospedale, targa che è stata scoperta proprio stamane.

“Sembra sempre impossibile, fino a che non viene realizzato” si legge poi nella targa, testimonianza che, dice Livini «di fronte a questa emergenza pesante e distruttiva gli operatori sanitari si sono prodigati con forza, volontà e spirito di appartenenza, rischiando la loro vita pur di salvare quella degli altri».

Qualche sbavatura all’inizio c’è stata, non lo nega il direttore, «ma - dice - mediante percorsi organizzativi, abbiamo fatto il possibile perché tutto andasse per il meglio».

Seguono riflessioni importanti; in primis la centralità, per uno Stato che deve progredire, della salute, a cominciare dalla prevenzione. «Dobbiamo dare valore alle nostre azioni: valore - afferma - è sinonimo di efficienza, di lavoro snello, di sanità sicura.

Valore che, la dott.ssa Calcagni, presidente dell’ordine dei medici della provincia di Fermo - intervenuta - lega all’etica, ché «se essa fosse alla base di ogni nostra azione le cose andrebbero certamente meglio». La dott.ssa ricorda poi i 177 medici morti in Italia e i tanti che si sono ammalati, sia ospedalieri che del territorio e, alla luce dei quadri polmonari che nel post malattia lei si trova a osservare, può dire con certezza che non è stato uno scherzo e che dei disturbi questo Covid li lascia. Come pure le denunce, che - fa sapere - stanno fioccando e dice: «non stiamo tranquilli, la classe medica è in profonda depressione; la targa ci serve per capire che qualcuno ha compreso il grande sforzo, il rischio, la sofferenza e la nostra paura».

Ogni giorno, durante quei mesi, abbiamo dovuto reinventarci - afferma Giampiero Beltrami, presidente dell’ordine infermieri. Ne siamo usciti sì provati, ma forti e con nuove competenze. Siamo stati considerati degli eroi - prosegue - eppure noi ci sentiamo semplicemente dei professionisti che hanno adempiuto al proprio dovere; e questo - conclude - vorremo che fosse riconosciuto da chi di dovere».

C’è stato un momento in cui anche il sindaco ha avuto paura, non per lui, a casa al sicuro, ma per la comunità, per i professionisti della sanità, per i quali - dice - niente lockdown.

«Questo ospedale, con la scelta di perimetrare - afferma - è stato esemplare nell’arginare quello che poteva essere un focolaio difficile da gestire. Per rispetto di questa grandissima responsabilità che c’è stata qui - dice - ho voluto che la città di Fermo vivesse i mesi estivi in maniera ovattata.

E chiude - il sindaco - con un’esortazione. «Il rispetto per la professione sanitaria sia sempre sopra ad ogni pensiero e retro pensiero. Facciamo tesoro di quel che è stato, non lasciamoci sfuggire un’occasione di crescita».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 17-09-2020 alle 16:46 sul giornale del 19 settembre 2020 - 575 letture

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