Fermo, l'on. Mollicone (FdI) con Di Ruscio visita la città: «necessario valorizzare il patrimonio artistico»

3' di lettura 18/09/2020 - La Biblioteca, il Palazzo dei Priori con la sala del Mappamondo, sono alcuni dei gioielli fermani ammirati stamane dall’on. Federico Mollicone, deputato e responsabile nazionale “Cultura e Innovazione” Fratelli d’Italia. A fargli da Cicerone, Saturnino Di Ruscio, candidato in consiglio regionale.

Un tour della bellezza - quello degli esponenti di Fratelli d’Italia - per ricordare quanto sia importante valorizzare il patrimonio artistico, materiale e immateriale.

E, a proposito di cultura, è di qualche giorno fa la proposta di legge a tutela dei beni danneggiati e vandalizzati, con un aumento delle pene pecuniarie fino alla detenzione.

«Il nostro patrimonio va difeso dai vandali e dalla superficialità - dice Mollicone - e, accanto a questo - prosegue - si pone la visione di un progetto di tutela e valorizzazione dei beni culturali, che solo Fratelli d’Italia ha».

Una visione - la loro - sussidiaria, ispirata alla Costituzione, che mira a una gestione del bene mista (pubblico -privato). «L’idea - spiega - è quella di presentare dei circuiti (es. Italia segreta) con l’obiettivo di aprire i beni culturali oggi inaccessibili per mancanza di soldi, dandoli in assegnazione ai privati con possibilità da parte loro di investirci, rendendo così il bene pubblico fruibile tutti i giorni e non solo per le visite guidate».

Bellezza uguale risorsa, «ogni euro investito in cultura, ne restituisce 1,80€, invece l’Italia - dice l’onorevole, che a Roma ha portato le grandi mostre di Leonardo, Michelangelo, Canova - negli ultimi anni sta riducendo gli investimenti in cultura del 30%».

Cultura, tradizione e identità dovrebbero costituire un unicum - il pensiero di Mollicone. «Ѐ bene far capire quanto sia importante, nel post Covid, far ripartire il turismo d’arte, una filiera che conta 6 milioni di disoccupati. Il 16% del Pil nazionale è dato dalla filiera della bellezza, che in cambio - afferma - riceve il 3% dei finanziamenti pubblici. Del Recovery Fund - prosegue - solo 16 miliardi di euro sono destinati alla cultura, meno del 5% del totale».

Marche non seconde a nessuno quanto a storia, borghi, città d’arte, eppure - viste da Roma capitale - le Marche soffrono di una carenza comunicativa. «C’è la tendenza ha schiacciare l’identità della regione esclusivamente sul manifatturiero - spiega. Manca una percezione delle Marche come luogo di incanto, di arte e di enogastronomia, nonostante i 47 marchi tutelati. Nel programma di Acquaroli - fa notare - è stata inserita non a caso la promozione internazionale della regione».

Con un invito agli elettori, sempre più sfiduciati dalla politica, Saturnino di Ruscio chiude l’incontro. «La provincia di Fermo non è stata adeguatamente considerata. Le promesse elettorali della sinistra sono le stesse di 5 anni fa - afferma. Non andrò a recitare una parte bensì a sostenere le ragioni del fermano». La definizione di una rete ospedaliera, la cessazione del declino del Murri, le infrastrutture (tra tutte la Mare-Monti) e - infine - l’economia: «la situazione è drammatica - a riferirglielo sono gli imprenditori. Bisogna riprendere in mano il discorso delle aree di crisi complesse: i bandi - conclude - non sono in linea con le esigenze delle imprese».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 18-09-2020 alle 15:33 sul giornale del 18 settembre 2020 - 125 letture

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