Fermo, decontribuzione al Sud. Atteso emendamento per un'estensione alle aree di crisi marchigiane

4' di lettura 10/09/2020 - Il Decreto Agosto ha portato la decontribuzione alle imprese del Mezzogiorno, ossia un esonero dal versamento dei contributi previdenziali pari al 30% del totale previsto. Ma le Marche, l’area di crisi complessa.

Per fare il punto della situazione e discutere della possibile estensione di questa misura anche alle aree di crisi della regione Marche sono stati chiamati a rapporto a Fermo Moira Canigola, presidente della Provincia di Fermo, il senatore Francesco Verducci, Alessia Morani, sottosegretario allo sviluppo economico. Atteso anche Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la coesione territoriale, che invece non è riuscito ad arrivare.

Il segretario provinciale del Pd Alessandrini introduce l’incontro premettendo come il provvedimento del Governo concernente il Sud a noi, che ci troviamo a ridosso del Sud, qualche difficoltà la crea, visto che le imprese in questo modo avrebbero la convenienza di andare ad investire aldilà del Tronto.

La Canigola ripercorre le tappe, come si è arrivati alla definizione dell’area di crisi: «ci siamo seduti tutti intorno a un tavolo, comprese le associazioni sindacali e di categoria, sono stati ascoltati gli attori del territorio, e delle loro esigenze ci siamo fatti portavoce dinanzi alle istituzioni superiori e ai rappresentanti locali - afferma. La Regione Marche ha prestato la massima attenzione e si è presa un impegno importante - dice».

Metà del finanziamento infatti, nel complesso pari a 30 milioni di euro, è a carico della Regione Marche, mentre per l’altro metà ci pensa il Mise. Un percorso definito dalla Canigola lungo e complesso, che è partito nel 2017, ed ora sono i primi bandi sono iniziati ad uscire.

«Vogliamo un territorio che possa attrarre maggiori investimenti produttivi. Il tavolo dello sviluppo continuerà a fare da pungolo. Il provvedimento del taglio del costo del lavoro del 30% per il Sud sarebbe per le nostre aree l’elemento decisivo per mettere a frutto il lavoro fin qui svolto» conclude la Presidente.

Prende la parola l’assessore Cesetti, e spazia oltre. «Il progetto dell’area di crisi nasce sì come sostegno al settore pelli e calzature, ma il settore pelli e calzature da solo non ce la fa - sostiene».

Area di crisi complessa da lui visti dunque come occasione per esplorare nuove vie di sviluppo, si riferisce in particolare a turismo, cultura e agroalimentare, «senza questo - dice - la Regione non avrebbe avanzato l’istanza e messo 15 milioni di euro». A questo aggiunge il ruolo chiave delle infrastrutture nel progetto di riqualificazione. «Senza infrastrutture, materiali e immateriali, l’area di crisi è fine a se stessa , tant’ è vero che abbiamo preteso un addendum sulle infrastrutture».

Duro, infine, sul tema del giorno: «se la decontribuzione non viene estesa alle aree di crisi marchigiane e io dovessi tornare in Regione valuterò la proposta di revocare il progetto. Occorre - afferma - un emendamento correttivo che estenda l’efficacia di quelle misure alle aree di crisi della Regione Marche (ex Antonio Merloni, piceno -Val Vibrata, fermano-maceratese)».

Concorde il sen. Verducci, che lascia ben sperare. «La conversione del Decreto Agosto è in Senato, stiamo scrivendo degli emendamenti insieme al Governo, presentabili entro il 14 settembre. Oltre a Provenzano, anche il ministro Gualtieri è attento a fare in modo che ci sia questa estensione della decontribuzione ai 150 comuni che insistono nelle aree di crisi».

La sottosegretaria Morani, con delega alle aree di crisi a questa problematica intreccia quella del sisma.

«Le due cose possono diventare un’opportunità. Nel decreto Agosto sono inseriti anche 110 milioni per la zona franca urbana» dice.

Servono le infrastrutture? «Sono possibili, ci sono le risorse del Recovery Fund» - dice, lanciando anche un messaggio all’elettorato marchigiano: «per non buttare via questa grande opportunità c’è bisogno di continuità al governo della Regione. Le Marche - conclude - non possono permettersi di avere alla guida degli anti europeisti che additano i partner europei come colpevoli».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 10-09-2020 alle 22:25 sul giornale del 12 settembre 2020 - 355 letture

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