LE IDEE DEGLI ALTRI: Le domande alla politica della Fondazione San Giacomo della Marca

3' di lettura 09/09/2020 - Venerdì scorso, Rocca Tiepolo di Porto San Giorgio ha ospitato un confronto tra quattro aspiranti alla presidenza della Regione Marche: Francesco Acquaroli (Centro-destra), Roberto Mancini (Dipende da Noi), Maurizio Mangialardi (Centro-sinistra), Gian Mario Mercorelli (5 Stelle). L'iniziativa presa dalla Fondazione San Giacomo della Marca ha visto la collaborazione della Compagnia delle Opere. Un gruppo di studio della Fondazione, formato da persone di estrazione professionale diversa, ha lavorato per quattro mesi approfondendo tematiche importanti per la nostra regione, in modo da porre domande puntuali e di stringente contenuto ai politici.

La prima considerazione è che la Fondazione San Giacomo della Marca, dai molteplici interessi: economia, politica, musica, si caratterizza sempre più come un corpo intermedio di quelli che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella invoca di continuo quale possibilità di alimento della buona politica nazionale: una cinghia di trasmissione di problematiche che sorgono dal basso e vengono veicolate ai decisori.

La seconda considerazione è che l'incontro, molto partecipato dal pubblico, ha dimostrato la possibilità che il dialogo tra rappresentanti di forze politiche diverse è possibile quando c'è chi, con cognizione di causa, interloquisce senza clamori o partigianerie, ma guardando alla possibilità di ricostruzione di una comunità civile rispettosa. Il tema del dialogo tra le parti, insieme a quello della crisi economica e sociale, all'errore rappresentato dalle centralizzazioni come ad esempio per la sanità e la camera di commercio, al male del consociativismo e alla logica del breve periodo, è stato il tema dell'introduzione del presidente della Fondazione Massimo Valentini.

La terza considerazione riguarda non tanto le risposte quanto le domande che, più che domande,

erano vere e proprie proposte per un nuovo sviluppo delle Marche.

La prima domanda/proposta è stata posta dall'ex presidente della Fondazione Carisap. Vincenzo Marini Marini ha chiesto un impegno della politica nel campo del welfare di comunità, per un nuovo rapporto tra pubblico-privato e terzo settore, dove quest'ultimo non sia considerato la ruota di scorta o il tappabuchi delle istituzioni. Luigi Masnari, perito agrario e consulente, ha evidenziato la necessità di un forte cambio di impostazione nella scrittura del prossimo Piano di sviluppo rurale, da basare su tre parole chiave: Economia, Ambiente e Cultura, dove l'agricoltura è produttrice di salute pubblica, presidio del territorio e valorizzatrice degli scarti per la produzione di energia verde.

L'avvocato Andrea Collina, invece, si è soffermato sulla necessità di rivedere la politica di accentramento dei Confidi che non ha portato frutti, perché la Regione si è mossa non dalle esigenze delle PMI, ed ignorando il cambiamento di ricorso al credito, oggi meno bancario e sempre più diretto verso altre forme. L'imprenditore Federico Vitali ha affrontato il tema delle infrastrutture: alta velocità, potenziamento della stazione di Ancona integrata a porto ed aeroporto connessioni digitali, arretramento della ferrovia, realizzazione di una metropolitana di superficie e di una ciclopedonale lungo la costa. Carlo Nofri, direttore dell'Istituto universitario san Domenico, e Gianluca Vecchi, presidente dell'Assoalbergatori del Fermano, hanno fatto il punto sulle necessità turistiche: dalla valorizzazione dei beni culturali intesi come patrimonio immateriale, alla necessità del brand UNESCO, alla difesa e al rilancio del Distretto turistico fermano.

Per le risposte? La prossima puntata.




adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 09-09-2020 alle 11:51 sul giornale del 10 settembre 2020 - 245 letture

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