Porto San Giorgio, i candidati di Civitas si presentano: per le Marche occorre velocità

3' di lettura 04/09/2020 - La lista Civitas - Civici a sostegno del candidato governatore Acquaroli si presenta: uno spazio culturale propositivo, una strategia di gruppo, il gruppo composto dai candidati consiglieri del fermano Marco Rotoni, Ubaldo Belletti, Giovanna Paci e Monia Monaldi.

«Quattro professionisti, ognuno con il proprio lavoro, che si mettono in gioco, si impegnano per essere non al margine bensì al centro del problema, discutendo e apportando idee per una soluzione utile e condivisa» così Paolo Mattei, coordinatore regionale, che cita la storia: «da una parte sta la rivoluzione, rapida. Dall’altra la controrivoluzione, lenta, ragionata: noi abbineremo queste due soluzioni, la riflessione e la solerzia» conclude.

Marco Rotoni è il sindaco di Servigliano, o meglio della comunità di Servigliano - precisa. A ragion veduta si mette in gioco, insieme ai suoi compagni. «Si sta aprendo una fase costituente per il tessuto imprenditoriale, sociale e istituzionale - dice. Ai problemi complessi vanno date risposte articolate».

Velocità e sistema, sono queste le parole chiave sulle quali si focalizza. «Abbiamo superato il limite dell’appesantimento - afferma. Stiamo pagando un difetto di collegamento tra le diverse realtà, e per ripartite bisogna mettere via il modello monocentrico fin qui utilizzato, lavorare con i corpi intermedi e rendere più snelle le procedure in ogni asset» sostiene Rotoni.

Per Giovanna Paci, architetto, è la la prima esperienza di politica attiva. Civitas l’ha convinta, l’idea progettuale le appare forte, vede le competenze, ambisce ad approcci inediti e di ampio raggio, “indisciplinati” - come li definisce. Anche per lei la parola magica è velocità, per rendere il concetto prende ad esempio il sisma, le macerie, ancora nel 2020 da portare via, la ricostruzione che non decolla: «cittadini ed enti pubblici stritolati, che se non fossero bloccati potrebbero costituire un volano di crescita enorme per le comunità di riferimento» afferma. Entra poi nella questione appalti. «Il modello imposto, dopo l’Expo, è quello di un controllo ossessivo e preventivo sugli appalti pubblici, generando un appesantimento di tempi e costi - dice, e lancia un’idea: perché non dare il controllo commissariale ai sindaci?».

Francesco Acquaroli interviene, il suo primo grande obiettivo è scacciare l’apatia, lavorare per restituire una visione calata sul mondo terreno, includere tutti, rappresentare tutti senza delle visioni particolari, sostenere le piccole e medie imprese affinché facciano sistema con le grandi. Critico, infine, nei riguardi della visione assistenzialista: vincente, secondo lui, è la logica di progettualità.

Monia Monaldi, ingegnere, proviene dalla Valdaso. Essenziale per lei essere attrattivi, intercettare i fondo, ripartire dai motori del nostro territorio, ossia turismo, sport, cultura, aggregazione, agricoltura e, data la sua provenienza, a quest’ultima tiene in modo particolare.

Ubaldo Belletti, è un imprenditore di Sant’Elpidio a Mare, da 40 anni si occupa della sua impresa familiare. La politica gli è sempre interessata, ora scende in campo per la prima volta, indossando - dice - un abito suo, che nessuno gli ha confezionato. Parla di imprese, del loro smarrimento, dello scollamento totale che avverte tra esse e la politica. Un accenno al Micam di Milano imminente: se non sarà un successo le imprese dovranno ingegnarsi per raggiungere i propri mercati, trovare tecnologie appositive, strategie. Bisogna sapere come fare a incidere. L’imprenditore può essere lasciato solo in questo? - domanda Belletti».


di Benedetta Luciani
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Questo è un articolo pubblicato il 04-09-2020 alle 20:25 sul giornale del 07 settembre 2020 - 599 letture

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