Fermo, la replica del Cesetti assessore a Catalini e Zacheo sulla questione nuovo ospedale: «alle favole rispondo con la storia»

5' di lettura 05/09/2020 - Dopo le dichiarazioni fatte ieri da Catalini e Zacheo circa la costruzione del nuovo ospedale di Fermo, a Campiglione, il direttore di Area Vasta 4 Livini e l’assessore regionale al bilancio intervengono per fare chiarezza.

«Il luogo scelto per le dovute precisazioni è - puntalizza Cesetti - una sede istituzionale, e - dice - io sono qua in veste di assessore al bilancio della Regione Marche, attualmente in carica. Un candidato alle elezioni ha anche l’opzione della propaganda, un assessore al bilancio ha il dovere della verità».

Carte alla mano, punto per punto, l’assessore smentisce quando dichiarato ieri alla stampa da Catalini e Zacheo.

«Falso - dice l’assessore - che i fondi del nuovo ospedale sono vincolati alla vendita del Murri, tanto più perché non è prevista alcuna vendita, anzi: il Murri verrà potenziato per diventare una struttura di supporto al nuovo ospedale».

I fondi, quei 70 milioni iniziali, sono a bilancio; altrimenti - afferma Cesetti - l’ospedale non sarebbe potuto andare a gara.

Lo stesso dicasi per le risorse ulteriori. «Nel bilancio 2020-2022 sono stati destinati all’ospedale di Fermo ulteriori 30 milioni di euro, sulla base della dichiarata esigibilità della spesa. Queste risorse non possono non esserci - sostiene - altrimenti non avremmo potuto approvare la variante rilasciata dal Comune di Fermo a luglio, variante regolarmente trasmessa ad Anac e che, raccogliendo le indicazioni di Livini, delinea un ospedale diverso, con 362 posti letto, diversi altri ampliamenti e accorgimenti».

«Il progetto inoltre- continua Cesetti - è stato validato da una società esterna, di Genova. Può essere validato un progetto che non ha copertura finanziaria? - chiede».

Le risorse sono a bilancio e, dato il tempo di realizzazione di 36 mesi a partire da luglio, per il 2023 l’ospedale ci sarà.

Poi, questione viabilità, delibera 972 del 5 agosto 2019. «Vengono destinati alla viabilità 11 milioni dei 53 complessivi previsti per la regione Marche. Poi la delibera 1339 del 7 novembre con la quale 3,8 milioni andrebbero alla viabilità di adduzione intorno all’ospedale (ponte san Claudio)». E ancora, ulteriori 7,2 milioni, per i seguenti interventi: 700.000 euro per la corta che scende da Torre san Patrizio, 5 milioni per la lungo Tenna, 700.000 per l’intersezione sulla Mezzina e 800.000 euro per la rotatoria a san Marco.

Ulteriore replica: i lavori sono stati affidati alla ditta Carron come appalto integrato a quello dell’ospedale ai sensi dell’art 57 comma 5 lettera a) del d.lgs. 163 del 2006. E la Carron conferma in diretta: «abbiamo utilizzato nostri professionisti perché la gara d’appalto lo prevedeva, trattandosi di appalto integrato».

Questione cartelli. «Ci sono tutti. Senza questi il cantiere sarebbe stato sequestrato» replica Cesetti.

Hanno anche sostenuto che i lavori sarebbero stati fermi. «Mai - smentisce l’assessore - e proseguono perfettamente, tant’è vero sono stati liquidati 8 milioni di euro per i lavori eseguiti».

Non solo, «ad agosto - prosegue - i miei uffici hanno liquidato un Sal (stato avanzamento lavori) per 600.000 euro per la viabilità, e un altro ne è stato presentato il 3 settembre per la liquidazione dei lavori dell’ospedale di 3 milioni e 800 mila euro».

Morale della storia: non sarebbe possibile dare copertura finanziaria a un progetto messo a gara prevedendo l’alienazione di un altro bene. «E se poi non lo vendi? - fa Cesetti. Lo stanziamento deve essere certo, liquido, ed esigibile.

Qualche novità arriva poi sul fronte sanitario: in primis a Fermo avverrà il finanziamento per l’attivazione del servizio di emodinamica.

«Il 2023 - afferma Livini - sarà un traguardo per la sanità fermana con, oltre a Campiglione, anche l’ospedale nuovo di Amandola. Oggi stiamo anche riorganizzando il sistema per fronteggiare eventuali necessità e riallineare l’organizzazione grazie a risorse che arrivano attraverso i decreti del Governo».

Si parla di nuovi posti letto per le terapie intensive e subintensive, di potenziamento delle aree mediche, dell’emergenza territoriale, del pronto soccorso e di posti letto anche nelle residenzialità territoriali.

«15 posti letto di terapia intensiva e 10 di subintensiva ci sono stati assegnati. Oggi viaggiamo intorno ai 290 attivi, per arrivare a 335 già da gennaio. » spiega.

Chiesto anche personale: 111 infermieri, 33 oss e 36 medici.

Intanto 68 posti di rsa sono a Campofilone; giovedì sarà siglata formalmente la convenzione con Montefalcone a Sant’Elpidio a Mare per posti letto di residenza protetta anziani sulle due strutture.

Presto anche i lavori per mettere il Murri a norma dal punto di vista antisismico. E, novità, è stato fatto un progetto sulla chirurgia robotica, approvato e validato; interesserebbe tre aree vaste (Fermo, Ascoli e Macerata). La macchina verrebbe posizionata al Murri e utilizzata dai vari specialisti. Già fatto il bando di pubblicazione. Si è optato per un noleggio.

Quanto alle ulteriori necessità, «ci sarebbe bisogno di più posti letto a malattie infettive, di un servizio di pneumologia, di anatomia patologica e ematologia» conclude il Direttore Livini.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 05-09-2020 alle 15:28 sul giornale del 07 settembre 2020 - 646 letture

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