Fermo, "Fermo Capoluogo" si presenta. Interlenghi: «con questa lista la città si apre al territorio»

4' di lettura 06/09/2020 - A comporre la coalizione di centro sinistra “Fermo Futura” con Interlenghi candidato sindaco, oltre alle forze politiche Pd e Articolo 1, anche tre liste civiche: Fermo Coraggiosa, Agire Locale e Fermo Capoluogo. Oggi a presentarsi è toccato a quest’ultima.

Una lista il cui simbolo lascia intuire la visione: 40 stelle, una per ogni comune che compone la provincia di Fermo. Una lista che, appunto - come conferma Interlenghi in apertura - rappresenta l’apertura di Fermo verso il territorio circostante, l’“uscita dal campanile” - come lui ama spesso dire.

Andrea Morroni, il capolista, Interlenghi lo presenta con affetto: è stato lui il primo a camminargli accanto dall’inizio del percorso. Si occupa di agricoltura, è stato un militante di rifondazione comunista, partito che ha rappresentato in consiglio comunale per 10 anni, prima in opposizione, poi in maggioranza.

Definisce la sua lista come inclusiva, attenta al significato della parola tolleranza. Tante le sfide, dice. In primis la lotta alla povertà, quindi la realizzazione di un piano casa attento ad una edilizia popolare diffusa.

Altro aspetto su cui preme, la valorizzazione delle eccellenze e l’attenzione alle imprese del territorio: «sarebbe bene - dice - dare loro la possibilità di svolgere la propria attività in ambito territoriale: molte vengono tagliate fuori da aziende extraterritoriali concorrenti».

Da ultimo, il concetto di legalità e, connesso alla Casina delle Rose, cita un episodio da lui vissuto: «quando la famiglia Capitani Guerra veniva allontanata e dissi che la decisione andava rivista, mi fu risposto che era una questione di rispetto della legalità - racconta». Paragonando l’accaduto con la vicenda di via Respighi incalza: «in questa situazione invece sarebbe stato rispettato il principio di legalità, considerando il disinteresse della procura e dell’amministrazione comunale?». E, quanto a soluzioni, propone, come fece in passato, una fiscalizzazione della superficie abusiva a favore dei portatori di handicap o delle giovani coppie.

Nella tornata elettorale c’è anche Gianfranco Angelo (Franco) Ferrari. Il professore mette in subordinazione tre parole: politica, decisione amministrativa e ordinaria amministrazione: «senza l’intelligenza politica non ci può essere nessun tipo di ordinaria amministrazione né di decisione amministrativa. Il contrassegno della politica - sostiene - è fondamentale per connotare un certo tipo di governo». In questo schieramento lui avverte una vocazione, quella di costruire un progetto di sviluppo per la comunità partendo dalle richieste della stessa. «Il futuro è giorno dopo giorno, in uno scenario - conclude - che è quello quotidiano».

Poi c’è Alessandra Di Spilinbergo, insegnante di sostegno nella scuola dell’infanzia di Molini e docente presso la facoltà di scienze della formazione primaria a Macerata. Lei, da abitante della periferia, è di periferia che parla, classificando le stesse, non come un problema, ma come risorsa umana e culturale, come un tramite - dice - per i territori limitrofi della provincia di Fermo.

Parola, infine, a Roberto Toscanelli, candidato che a Fermo ha rivestito diversi ruoli da coordinatore in campo infermieristico e continua ancora oggi. Per cercare di risolvere i problemi sanitari e sociali di questo territorio lui mette in gioco le sue competenze. Si concentra sull’ospedale. «Polemiche sul nuovo ospedale non sono mancate - dice - ma quell’ospedale è necessario. Rimanendo così - prosegue - non si è in grado di sostenere le esigenze sanitarie odierne, e credo che un sindaco, presidente della conferenza dei sindaci, debba battere i pugni per rivendicare quei servizi che servono per curare quelle patologie sulle quali la tempestività di intervento fa la differenza. Nel fermano - conclude - abbiamo tre ambiti sociali ma è importante che si facciano progetti insieme per ottenere le giuste risposte».

Sulla scia di quanto accennato in una scorsa presentazione da Giorgio Benni, Interlenghi torna ad insistere sui concorsi di idee per trovare la corretta destinazione di alcuni edifici. Vi sono infatti opere mostruose da recuperare e riqualificare, di alcune si parla un po’ di più, di altre meno, ma sono lì, come l’ex ceramica Lauretana per citarne una.

Infine, la questione rifiuti, che secondo il candidato sindaco una città capoluogo dovrebbe così gestire: cominciando a ragionare per mettere insieme tutti gli altri comuni, avendo così un sistema di raccolta unificato (si veda Macerata), «poiché - come conclude Interlenghi - se è vero che la discarica di Fermo fa da collettore per tutti i rifiuti degli altri comuni, è vero anche che questi raccolgono ognuno a modo proprio con società diverse».

Compongono "Fermo Capoluogo": Andrea Morroni, Andrea Ambrogi, Maria Gabriella Caliandro, Oberdan Cesanelli, Angelo Colonnella, Federico Giuseppe Costantini, Alessandra Di Spilimbergo, Gianfranco Angelo (Franco) Ferrari, Giuseppe Franchellucci, Pierluigi Giacobbi, Arjol Kondi, Dario Laurenzi, Alessia Marsili, Guglielmo Massucci, Ivana Michetti, Maria Rita Minnucci, Edoardo Nibbi, Catiuscia Paci, Riccardo Pagnanelli, Loris Ramini, Patrizia Serafini, Roberto Sollini, Roberto Toscanelli, Maria Paola Volponi.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 06-09-2020 alle 15:06 sul giornale del 07 settembre 2020 - 645 letture

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