CISL MARCHE: Lettera aperta ai candidati Presidenti della Regione Marche e ai candidati consiglieri del fermano

8' di lettura 05/09/2020 - Sanità fermana: meglio ritornare con i piedi per terra ed affrontare i problemi reali e quotidiani dei cittadini

Carisismi candidati alla presidenza della Regione Marche, sulla sanità non si può e non si deve scherzare. La situazione pre Covid della Sanità della provincia di Fermo ed in particolare dell’Area Vasta n.4, era già critica. La CISL FP, spesso lasciata sola, ha tante volte denunciato le carenze organizzative, di personale e strumentali dell’AV4, ricevendo repliche NEGAZIONISTE, tese solo a sviare l’opinione pubblica dalla realtà.
La pandemia ha evidenziato ancora di più le debolezze strutturali del sistema sanitario locale e regionale, tanto che da più parti, si erano invocati, una rivoluzione e un ripensamento rispetto agli errori del passato, che al momento proprio non si sono visti. Ad oggi purtroppo, in materia di potenziamento dei Servizi in particolare sul territorio e di una visione innovativa dell’assistenza, tutto o quasi è rimasto tristemente come prima dell’avvento del COVID-19. I numeri delle criticità per il fermano restano impietosi e sono appesantiti proprio dalle conseguenze della pandemia. Vorremmo tanto come Sindcato del Pubblico Impiego, che voi, che vi siete candidati a governare la Regione Marche, tornaste con i piedi per terra e discuteste di cose e problemi concreti.
Lo diciamo con il massimo rispetto ma pensiamo di interpretare il pensiero di tanti operatori e cittadini. Iniziamo dai numeri. Che in Area Vasta 4 manchino Infermieri, OSS e Tecnici Sanitari, personale della prevenzione, è indubbio. Molti operatori risultano presenti solo sulla carta. Se moltiplichiamo le assenze di varie figure professionali con le ore contrattuali, si evince che potrebbero mancare all’appello circa 100.000 ore annue di attività assistenziale.
Gli infermieri con Legge 104/92 sono poco meno di 70, i part time circa 40 e quelli in maternità circa 30. A questi numeri si devono aggiungere I tantissimi congedi parentali da garanire, le assenze per aspettative varie e malattie. Ulteriore riprova della carenza “strutturale e non occasionale” di pesonale in AV4, è il ricorso ormai stabile alle risorse aggiuntive cioè dell’acquisto da parte dell’Area Vasta 4 di ore supplementari oltre a quelle dovute contrattualmente. Ormai Infermieri ed OSS dell’AV4 ma anche i Tecnici, sono come i famosi “carri armati di Mussolini” che venivano spostati di qua e di la per dare l’illusione della potenza bellica. Però erano sempre gli stessi. Funzione Pubblica Area Sindacale Territoriale di Fermo SEDI TERRITORIALI Sede dii ASCOLI PICENO Corso V.Emanuele,37 (Tel) 0736 253132 Sede dii FERMO Via S. Alessandro,3 (Tel) 0734 60971 (Fax) 0734 623473 Andrebbe avviata SUBITO una massiccia campagna assunzionale di figure assistenziali in particolare OSS, che permettesse di garantire, al di là degli eroici sforzi già compiuti da tutti gli Operatori Sanitari, un’accettabile umanizzazione dell’assistenza. I ricoverati, soprattutto quelli anziani, con patologie degenerative come demenza, alzheimer o fortemente invalidanti, sono soli e spesso poco gestibili. Molti di questi malati sono incapaci di alimentarsi autonomamente quindi vanno inboccati ma senza personale di supporto, come si può fare? Nelle degenze di area medica, è ormai imprescindibile poter contare sugli OSS in ogni turno di servizio ed in numero adeguato ma purtroppo non è sempre così. In Area Vasta 4, oltre a quelli previsti dalla dotazione organica, per garantire una presenza ottimale in TUTTI I REPARTI, ne servirebbero altri 15-20 ma non ci sono. Nel Presidio di Fermo ci sono spazi e reparti che necessitano urgentemente di ristrutturazione e messa a norma. Tutta l’area delle vecchie Medicine andebbe rifatta da zero. Sono Reparti di vecchia concezione e non adeguati ad un ospedale moderno. Non è un caso che il principale focolaio del Covid, interno al Murri, è scoppiato proprio nella ex Medicina sinistra CHE VA URGENTEMENTE RISTRUTTURATA. Come fare per recuperare molto velocemente questi spazi, adeguatamente riorganizzati, che devono tornare disponibili quanto prima? Il Reparto d Geriatria, faticosamente attivato all’interno dell’Ospedale di Fermo alla fine del 2019, è stato smatellato e chiuso dalla sera alla mattina ad aprile scorso per permettere di ottimizzare i percorsi diffenziati sporco-pulito nel pieno dell’emergenza. Che fine ha fatto questa specialità e quando tornerà ad essere fruibile visto che una percentuale altissima di malati attualmente ricoverati all’interno del Murri, sono ultrasettantenni e con patologie legate all’anzianizzazione? In alternativa al Murri, perchè non pensare ad una diversa collocazione per la Geriatria? Spazi e strutture di proprietà dell’AV4 ove poterla ricollocare, ve ne sarebbero ma si referisce non averla piuttosto che osare strade diverse. Potenziare il territorio e la medicina territoriale. Si, ma come e quando? Per adesso stiamo assistendo al contrario, visto che arrivano segnalazioni di importanti carenze d’infermieri nelle sedi di Sant’Elpidio-Porto Sant’Elpidio e a Montegiorgio. I famosi Ospedali di Comunità, che dovevano essere il perno della medicina di prossimità, assomigliano sempre più a scatoloni vuoti o quasi, per l’assenza di servizi ed ambulatori attivi, a causa della carenza di specialisti ed d’infermieri. Ma non si doveva potenziare la Medicina di prossimità, istituendo ad esempio l’infermiere di famiglia? Il problema del ruolo dei MMG nei PAT, qualcuno è intenzionato ad affrontarlo? In una situazione drammatica, in cui i cittadini trovano un muro ogni volta che tentano di prenotare prestazioni al CUP, Fermo e la sua sanità, rischia di perdere il finanziamento regionale di circa 120.000 euro per abbattere le liste di attesa della specialistica, createsi a causa del Covid perchè non si procede ad attivare le ore. Vane, per ora, sono state le tante sollecitazioni dei servizi amministrativi competenti alla Direzione Teritoriale. Sarebbe veramente un paradosso se si perdesse il finanziamento. Qual’è il ruolo attuale dell’INRCA di Fermo? Da settimane, dopo il ripristino Covid free della struttura fermana, vi è un sotto utilizzo con pochi malati nei due soli reparti attivi. Sarà forse giunto il tempo di capire come inserire virtuosamente INRCA nel percorso della cura e riabilitazione dei malati della provincia fermana e soprattutto di quelli geriatrici? Anche in questo caso, il personale sanitario e gli utenti stessi non possono restare ostaggio di indecisioni o peggio, di prese di posizione di singoli dirigenti. Vi è da più parti la sensazione, che si voglia privilegiare il trasferimento di pazienti presso la struttura privata convenzionata di Campofilone e non all’INRCA, che fino a prova contraria, è pubblica. Andrebbero codificati dei percorsi ben precisi all’inteno della sanità del fermano, per il transito dei pazienti dall’acuzie del Murri al post acuzie e alla riabilitazione.
Varrebbe la pena SEDI TERRITORIALI Sede dii ASCOLI PICENO Corso V.Emanuele,37 (Tel) 0736 253132 Sede dii FERMO Via S. Alessandro,3 (Tel) 0734 60971 (Fax) 0734 623473 rivedere i parametri di inserimento presso INRCA che favorisca l’inserimento dei malati e non il contrario. ServIrebbero nuovi posti di RSA e lungodegenze pubbliche. Non dimentichiamo che il territorio di Area Vasta 4 è l’ultimo delle Marche in numero di P.L. per acuti x 1000 abitanti ma anche ultimo per i P.L. di post acuzie, RSA e lungodegenza. Recuperare il gap con altri territori delle Marche, è una questione di civiltà e di equità vera. In ultimo, ma non per importanza, c’è il problema enorme della poca attrattività che Fermo sembra avere nei confronti dei giovani medici.
E’ vero che mancano in tutta Italia ma per Fermo è sempre più difficile reperire medici per il Pronto Soccorso, la Pediatria, la Cardiologia, l’Anestesia. Senza medici si fermano le attività quindi si limita l’offerta pubblica, favorendo la Sanità Privata. Quest’ultima, pur di fare cassa, nonostante goda di milionarie convenzioni pubbliche, da 14 anni non rinnova il contratto nazionale ai loro dipendenti, creando così una sorta di dumping a sfavore del servizio pubblico.
Cari candidati, come CISL FP Marche vorremmo tanto che si tornasse alla concretezza giornaliera e alla soluzione dei problemi reali come quelli rappresentati. Il dibattito politico che si sta sviluppando in queste settimane, vorremmo che toccasse la pelle delle persone, dei lavoratori, dei cittadii fragili e non si limitasse a teoremi marziani che poco impattano sulla vita quotidiana. L’infinita questione dell’Ospedale nuovo ne è l’esempio. Per Fermo ed il fermano, l’Ospedale nuovo sarebbe importante ma non può continuare a monopolizzare il dibattito, facendo perdere di vista, cosa si potrebbe e dovrebbe fare subito. Basta con le promesse irrealizzabili nel breve, che però giustificano il “non fare” o peggio il “non decidere” nella visionaria aspettativa di ciò che si realizzerà tra anni.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-09-2020 alle 12:57 sul giornale del 07 settembre 2020 - 385 letture

In questo articolo si parla di politica, comunicato stampa

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