Il Candidato governatore della lista Comunista Fabio Pasquinelli si è presentato ai sangiorgesi in Piazza Matteotti

4' di lettura 02/09/2020 - Insieme a lui i compagni di lista nel fermano: Giorgio Raccichini, Patrizia Serafini, Filippo Pannelli e Lucia Addario

”Questa lista rappresenta un laboratorio politico di portata regionale e nazionale. Vogliamo creare un fronte di comunisti per cambiare radicalmente questo paese ed attuare i principi fondamentali della costituzione italiana. Vogliamo governare la regione con l’intento di esercitare una pressione costante sullo stato centrale affinché prenda decisioni favorevoli per le classi lavoratrici di questa regione”.

Così Giorgio Raccichini, candidato della lista Comunisti, in una piazza abbastanza deserta a parte qualche passante e i suoi compagni candidati per il Fermano ( Patrizia Serafini, Filippo Pannelli, e Lucia Addario), ha aperto la presentazione del candidato governatore regionale Fabio Pasquinelli in Piazza Matteotti a Porto San Giorgio. Che ha subito incalzato:

“ Pensavo di trovarmi di fronte degli avversari che avessero una visione, un progetto per questa regione ed una idea politica, invece vedo un generale approccio di basso livello, parlano della regione come se dovessero governare un piccolo comune. Forse non ci si rende conto dell’importanza di questo passaggio politico, con cui si decide il futuro delle Marche e del nostro paese. Se sarà conservato questo sistema fallimentare, se la risposta a i nostri problemi sarà la scelta tra una destra e una sinistra ormai omologate e affatto distinguibili, non si coglierà l’occasione per un vero cambiamento”.

“Noi siamo comunisti ed abbiamo una storia ed un futuro diverso - continua Pasquinelli- la nostra proposta è programmatica e non ideologica, ma per noi l’ ideologia è fondamentale. Noi vogliamo rispondere alla più grave crisi strutturale economica con una grande e forte alleanza sociale. Ma non alleandoci con le altre forze politiche, piuttosto con i lavoratori che supporteremo in ogni contesto per una occupazione stabile e dignitosamente retribuita, senza la quale è impossibile anche la ripresa delle piccole imprese. Perché sono loro che producono la ricchezza che poi purtroppo finisce in poche mani”.

Pasquinelli prende poi le distanze da quella parte di sinistra maggioritaria che “ha tradito gli ideali ed ha assunto le posizioni del nemico e dello sfruttatore, andando a braccetto con banche, alta finanza, sanità privata”.

“ A proposito di Sanità- dice- basta guardare lo scempio dell’ Ospedale Covid realizzato a Civitanova, una cattedrale nel deserto, uno sperpero di denaro, realizzato per andare dietro al modello sanitario di Lombardia e Veneto”

I comunisti sulla Sanità invece hanno idee chiare: “ Deve essere assolutamente pubblica. Vanno riaperti e tenuto aperti gli ospedali, i reparti, i servizi socio sanitari sul territorio, assumendo più personale, modificando il sistema di prenotazioni, perché il Cup è una vergogna come funziona, triplicando le prenotazioni per cure ed esami fatti prontamente dalla sanità pubblica. Come fare? Semplice. Ogni anno 350 milioni della sanità pubblica finiscono in convenzioni con la privata. Il bilancio pubblico perde 70 milioni anno per mobilità passiva perché vanno dai privati. Noi rifinanziamo la sanità pubblica facendo il contrario, abbiamo già trovato 420 milioni all’anno di risorse per rafforzarla a scapito dei privati”. Poi continua ricordando che :“ Nel 2011 con referendum gli italiani avevano chiesto che tutti i servizi pubblici fondamentali fossero riportati in mano pubblica. Invece sapete che all’ordine del giorno del prossimo governo regionale ci sarà un bando europeo per la vendita e privatizzazione di tutto il trasporto pubblico locale delle Marche? Ecco, uno dei nostri primi atti sarà bloccare questa misura, perché è la privatizzazione a scapito dei servizi degli utenti e dei lavoratori che perderanno il loro attuale contratto di lavoro e i loro diritti.

Il Candidato governatore del PC non ha mancato di ribadire il “no a Nato e spese militari, a questa Unione Europea e i suoi trattati, a questo degrado ambientale e all’inquinamento causato da una economia basata sulle logiche del massimo profitto. Sposando invece la ricostruzione delle aree interne e di quelle colpite dal sisma , intesa nel senso pieno. “La ricostruzione non è solo quantitativa va ricostruito un tessuto sociale economico, riportando nell’entroterra servizi, lavoro, realtà produttive E va fatto subito perché nel deserto non c’è nulla da ricostruire. Partendo dalla metropolitana di superficie per un trasporto pubblico misto tra gomma e rotàia”.






Questo è un articolo pubblicato il 02-09-2020 alle 10:34 sul giornale del 03 settembre 2020 - 498 letture

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