Fermo, Rosa Romano è il nuovo questore: «sarò vicina ai cittadini, lavoreremo insieme»

3' di lettura 01/09/2020 - Insediatasi stamane la Dirigente Superiore della Polizia di Stato, dott.ssa Rosa Romano, nuovo questore della provincia di Fermo.

Presso la sala riunioni della Questura l’incontro con la stampa locale. La Romano scende, gira in mezzo ai giornalisti e, uno per uno, si presenta. Racconta di sé, ha tutta l’aria di essere una donna disponibile, sensibile, loquace, attenta, che sa ascoltare. Una “alla mano” diremmo noi.

Fare la questora era il suo sogno di bambina - confida. Un sogno che costa sacrifici, specie familiari, per questo dice grazie a suo marito, attualmente questore di Matera, e ai suoi due figli di 23 e 29 anni.

La Romano nasce a Bari, classe 1960, ma - come precisato da lei - le sue origini sono un mix tra Lazio e Campania.

Si sente onorata, ringrazia il capo della Polizia per averle concesso la possibilità di essere la responsabile della Questura della provincia di Fermo, il secondo dopo il dott. Soricelli, che - sottolinea la Romano - ha svolto un grandissimo lavoro.

Fermo è una provincia che non conosce, non ancora almeno. Ѐ arrivata appena ieri sera in città, intorno alle 19. Il collega vicario l’ha portata a vedere la piazza, un vero gioiello - il suo pensiero. Dei marchigiani e dei fermani conosce però la laboriosità, la tenacia e la creatività.

A proposito del nuovo incarico sostiene di voler svolgere il suo lavoro in questa provincia nel segno della continuità con il lavoro svolto dal predecessore. «Credo nel lavoro svolto da Soricelli e ritengo che quanto fatto dagli altri non debba andare disperso, al più dobbiamo migliorarci» afferma.

Ci sono cose per lei imprescindibili, essere in mezzo alla gente è una di queste, avere cioè un rapporto di collaborazione costante e continua con la cittadinanza, far sentire la presenza sul territorio. “Esserci sempre”, il motto della Polizia di Stato, è anche il suo motto: «voglio essere il questore dei cittadini, la mia porta è sempre aperta, e ai cittadini chiedo di collaborare insieme, di confrontarci».

Poi viene l’importanza del lavoro di squadra, con i suoi collaboratori, con le altre forze di Polizia, con la Prefettura e con le istituzioni locali, e - conclude - un’attenzione particolare sarà rivolta ai giovani, attraverso incontri mirati nelle scuole.

Il fatto di essere una donna non le hai mai creato problemi, «ho sempre lavorato in maniera sinergica con tutti i colleghi, sia uomini che donne» dice.

Vincitrice di concorso nel 1985, di esperienze ne ha accumulate. Da Vibo Valentia a Genova, poi Bari, poi in Veneto nella Polfer (Polizia Ferroviaria) come dirigente, oltre ad aver diretto diversi uffici, essersi occupata di immigrazione e coordinato servizi di ordine pubblico, come le visite di Papa Benedetto XVI a Molfetta e Bari.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 01-09-2020 alle 12:27 sul giornale del 02 settembre 2020 - 809 letture

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