Fermo, l'area riformista verso le regionali: futuro, rinnovamento, discontinuità, ma stessi valori

3' di lettura 31/08/2020 - Emanuela Lanfranchi, Milena Sebastiani, Alessio Terrenzi e Fabio D’Erasmo, sono i nomi di cui si compone l’ala riformista, quella che vede unite Italia Viva, Demos, Partito socialista e Civici Marche-Partecipazione democratica a sostegno del candidato governatore Mangialardi.

I quattro si presentano, dopo l’incontro con Mangialardi, giunto a Fermo oggi. Inizia Emanuela Lanfranchi, pediatra al Murri e mamma di 5 figli, nella coalizione di centro sinistra con democrazia solidale. L’essere mamma lo sottolinea, e cita sant’Agostino: “la speranza ha due figli: l’indignazione per le cose che non vanno e il coraggio per cercare di cambiarle”. Tra le cose che non vanno, la sanità, in cui - dice - c’è bisogno di programmazione. «Ci sono persone fragili lasciate sole ad affrontare problemi grandi. Sono aumentati i problemi dell’età evolutiva, le patologie neuropsichiatriche, e non c’è una rete territoriale o ospedaliera che riesca ad accogliere queste patologie. E il privato avanza».

Quanto ai servizi il suo obiettivo è l’equità, e parla di attenzione e di cura alla fragilità, di umanizzazione delle cure, di anziani nelle rsa, privi di socialità, sui quali lavorare, specie ora - dice - che arriveranno i soldi del Mes.

Milena Sebastiani è la veterana della lista quanto a esperienza, 5 anni infatti era con Uniti per le Marche. Poi la frantumazione della lista, ora nell’area riformista, insieme ad alcuni altri vecchi compagni di viaggio. La scritta Civici Marche la rappresenta. Racconta di aver detto subito sì a Mangialardi, a suo avviso la persona giusta per guidare la regione. Impegno e passione è il suo slogan, «lo stesso impegno e la stessa passione con cui credo di aver svolto le attività di assessore allo sport e al turismo a Porto Sant’Elpidio, di presidente del consiglio ora» dice. Attiva da decenni nel mondo dell’associazionismo, delle imprese e del turismo, la Sebastiani vede nel turismo e nella creazione di eventi sportivi delle opportunità di lavoro, di pari passo con una valorizzazione del patrimonio paesaggistico, anche con percorsi enogastronomici e naturalistici.

Ѐ la volta di Alessio Terrenzi, sindaco di Sant’Elpidio a Mare, che si candida all’interno di una lista (Partecipazione Democratica) dapprima comunale, oggi regionale. Vuol essere il sindaco del fermano all’interno del consiglio regionale, ed è certo del buon risultato elettorale per la sua squadra, tra il 10 e il 19% nel fermano - dice. Parla di futuro, di rinnovamento, e sottolinea la discontinuità rispetto all’attuale amministrazione. E anche lui - come i suoi compagni - attacca la scelta sbagliata di destinare 12 milioni per il Covid hospital di Civitanova. «Non mi sono inventato nulla, ho detto di fare come Bonaccini. Ceriscioli avrebbe dovuto recuperare una struttura sanitaria per ogni provincia delle Marche».

Fabio D’Erasmo, Italia viva, chiude il cerchio. Trasparenza, competenza e cambiamento, le sue parole chiave. E, anche per lui, discontinuità, che «non significa cambiare i valori in cui crediamo ma cambiare persone e metodi» precisa. Un dottorato di ricerca in economia appare nel suo curriculum, con questo vorrebbe portare metodo: « analisi dei problemi, ricerca delle soluzioni possibili, pianificazione - di questo parla - perché - conclude - se le cose restano sulle scrivanie per anni poi perdono di significato».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 31-08-2020 alle 22:09 sul giornale del 02 settembre 2020 - 583 letture

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