Fermo, la ricandidatura di Cesetti in Regione: «Qui per garantire continuità, chiederò a Mangialardi la vicepresidenza»

5' di lettura 24/08/2020 - 24 agosto 2020. Sono trascorsi quattro anni dalla quella notte, la notte del terremoto. Nel ricordo delle vittime di quella tragedia e della sofferenza delle famiglie colpite, Fabrizio Cesetti, assessore regionale, già presidente della provincia di Fermo, presenta la sua ricandidatura in Regione.

E, a proposito di terremoto, dice: «le risorse sono arrivate, è la ricostruzione che non funziona. L’unica responsabilità - spiega - è non avere preteso la nomina di un commissario ad hoc per le Marche e non per l’Italia centrale».

Menziona anche un’altra data Cesetti, 18 aprile 2015. «Presentai ai cittadini la mia candidatura a consigliere regionale, e l’amico Simone di Belmonte mi disse: “Presidente, tu non hai bisogno di firmare contratti, tu mantieni la parola sulla parola”. Questo per dire che in questi anni sono andato oltre gli impegni assunti, non ho fatto altro che il mio dovere, però l’ho fatto» dice.

A tal proposito ricorda il tempo in cui disse che non si sarebbe mai fatta la centrale a biomasse a Campiglione, che avrebbe finanziato l’ospedale di Fermo (altrimenti non avrebbe votato il primo bilancio di previsione), che le provincie, smantellate, dovevano essere sostenute dalla Regione. E ancora, infrastrutture, lavoro, sanità, crisi del distretto industriale. «Mi candidavo in regione per un fermano più forte. Lo è stato. Oggi mi ricandido perché sia ancora più forte. Il fermano ha avuto un ruolo decisivo all’interno delle Regione, a parità con altri territori: nel fermano - precisa - sono arrivate risorse, dal 2015 al 2019, per 255 milioni di euro. Con il bilancio di previsione 2020-2022 altri 38,2 milioni sono stati destinati a questo territorio, cifre senza precedenti, in questi 5 anni più che nei 45 precedenti».

Non solo assessore del fermano Cesetti, ma assessore regionale. «Insieme al governatore affrontato il fallimento dell’aeroporto, salvato e risanato; poi la crisi del credito, con il fallimento di Banca Marche; la riforma delle provincie, con il trasferimento delle funzioni e oltre 1000 dipendenti trasferiti dalle provincie alla Regione: nessun disagio, nessuna vertenza, tutto condiviso con le organizzazioni sindacali».

A seguire, la crisi dei distretti industriali. «Varata l’area di crisi piceno-Val Vibrata, approvato l’accordo di programma per l’area di crisi complessa fermano-maceratese (30 milioni, metà dello Stato), con l’impegno di implementare quelle risorse laddove necessari. I primi bandi stanno uscendo, scadranno il 30 settembre».

Poi il terremoto e il Covid, «finanziati gli ospedali definanziati (ad esempio il Salesi, l’Inrca a Osimo, l’ospedale di Fermo, con 70 milioni destinati, e di Amandola). Nell’ultimo bilancio - dice - destinati ulteriori 30 milioni, per il nuovo ospedale più grande, con 362 posti letto, realizzato con dissuasori sismici».

Oggi, l’assessore si ricandida. «Sono di nuovo qua per completare il lavoro in atto, i progetti messi in campo, con me mai stato il tempo per le chiacchere ma il tempo dei progetti e delle realizzazioni».

Cinque anni fa la richiesta di fare l’assessore regionale, «oggi dico che sono qua non solo per arrivare primo nel fermano ma primo a livello regionale, perché poi chiederò a Mangialardi, che ha la forza necessaria per vincere questa sfida, di fare il vicepresidente della Regione Marche».

Tra gli obiettivo completare l’ospedale di Fermo e di Amandola, completare la progettualità dell’area di crisi con le risorse sottese e le progettualità che stanno dietro.

«L’area di crisi non è stata solo sostegno al settore pelli-calzature. Bisogna avere la determinazione di esplorare nuove vie di sviluppo, dall’agroalimentare, al turismo, fino alla cultura», e fa l’esempio di Monte Vidon Corrado, con la mostra Licini-Morandi finanziata dalla Regione: 246.000 euro e migliaia di persone transitate in paese.

Poi il tema infrastrutture e gli interventi a difesa dalla costa.

«Fesseria parlare di arretramento, cantierabile la terza corsia da Porto Sant’Elpidio, con Porto San Giorgio, che ne risentirà, destinataria di opere compensative - sostiene. C’è poi la Mezzina, occorre una prosecuzione, la progettualità c’è e va ripresa. Ancora, la mare - monti, interventi al porto di Porto San Giorgio, la difesa della costa, con scogliere a Pedaso, a Porto Sant’Elpidio, (ad Altidona lavori in corso per 4 milioni di euro).

Molto è stato fatto, «ma - l’esortazione di Cesetti - è ora che il ministero delle infrastrutture assuma decisioni definitive».

Come finanziare tutto questo, se prima non è stato possibile? «Ciò che all’epoca era impossibile, lo abbiamo reso possibile. Era impossibile finanziare l’ospedale di Fermo e poi ci abbiamo messo 110 milioni inclusa la viabilità; abbiamo finanziato l’Iti Urbano di Fermo (oltre 6 milioni)». Le risorse saranno quelle dell’Europa, del Mes e del Recovery Fund - come già specificato da Mangialardi.

Arriviamo ai servizi sanitari mancanti, quindi all’emodinamica. «Fermo la avrà prima di subito, le risorse ci sono». Poi la medicina territoriale: «L’ospedale di Sant’Elpidio a Mare, di Montegiorgio, di Porto San Giorgio, di Montegranaro, i poliambulatori di Petritoli dovranno ritrovare un rinnovato protagonismo. Il tempo di fare economie in sanità è finito».

Cesetti, in ultimo, chiama Interlenghi, il candidato sindaco di Fermo, accanto a sé. «Renzo è l’uomo che mi è stato più vicino nella sfida impossibile per la provincia di Fermo. Per lui invece si profila una sfida possibile» dice.

«Il centro sinistra regionale ha voluto bene alla città di Fermo, noi - afferma Interlenghi - chiederemo alla Regione di aiutarci a migliorare la viabilità a Capodarco, che necessita di una bretella. Necessario anche un miglioramento della viabilità sulla Castiglionese e sulla strada che da Salvano arriva a Caldarette Ete. La Regione, poi, deve stare al fianco delle 2.000 famiglie che sono in difficoltà, e aiutare il Comune a creare un piano casa».


di Benedetta Luciani
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Questo è un articolo pubblicato il 24-08-2020 alle 14:05 sul giornale del 25 agosto 2020 - 769 letture

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