Proposta Disegno di Legge: il MIUR internalizzi gli Assistenti all'Autonomia e alla Comunicazione!

4' di lettura 16/07/2020 - "Migliaia di lavoratori precari costretti a patire la fame e a subire condizioni umilianti, di totale incertezza, mortificanti della loro dignità: un sistema di lavoro povero legittimato". Lucrezia Quadronchi

Proposta Disegno di Legge: Internalizzazione degli Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione nell’organico del MIUR
Montecitorio, 15 luglio 2020 ore 10,30

Protagonista dibattuto il Servizio di Assistenza per l’Autonomia e la Comunicazione (art. 13 comma 3 L.104/92) pensato sì per accogliere i nostri ragazzi tra i banchi della scuola pubblica, ma che ancora oggi, dopo 28 anni dalla sua previsione, mostra anomalie e paradossi che mal si coniugano con la favola dell’inclusione. L’evento straordinario è stato fortemente sollecitato dalla FAND (Federazione Associazioni Nazionali Persone con Disabilità) e dalla FIRST (Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità) che, rappresentando rispettivamente le persone con disabilità e le loro famiglie, credono nella professione che, per specifica competenza ed esperienza, garantisce il diritto all’istruzione e all’inclusione scolastica delle categorie che rappresentano.
I Presidenti Maurizio Benincasa (FIRST), Nazaro Pagano (FAND), Mario Barbuto (UICI), Giuseppe Petrucci (ENS), Lucrezia Quadronchi (Associazione ASACOM) illustrano, dalla peculiarità delle loro singole prospettive, la deficienza di un servizio essenziale e un sistema contorto che si riverbera in modo negativo sulla quotidianità degli studenti più fragili e le loro famiglie. L’attento interesse delle istituzioni presenti dimostra l’inconsapevolezza diffusa sull’argomento da troppo tempo trascurato: quello che narra dell’indispensabilità di un servizio che, difformemente dispensato dai singoli enti locali, ha generato una forte disparità e negazione di diritti essenziali, quello della partecipazione scolastica dello studente con disabilità e quello di un equo inquadramento lavorativo dei professionisti che la rendono possibile.
Come sottolinea il Presidente dell’UICI «Le anomalie del servizio di assistenza per autonomia e la comunicazione sono da rintracciare nel vizio originario della stessa legge 104 che affida alle singole autonomie locali la competenza generando un’offerta di un servizio differenziato per territorio. A complicare il sistema, la prassi dell’esternalizzazione a enti gestori da cui ne consegue, non solo un inutile dispendio economico, ma anche un’anomala precarietà lavorativa per i professionisti del settore».
Prospettandone la soluzione, le parole del Presidente della FIRST, l’Avv. Benincasa, «. . . Essendo rappresentanti delle famiglie e delle singole disabilità, il nostro obiettivo è la massima tutela dei nostri studenti, la cui garanzia si individua nella soluzione, oramai improcrastinabile, di assicurare il diritto alla stabilizzazione dei 55.000 lavoratori impegnati . . .».
La Presidente dell’Associazione ASACOM, la Dott.ssa Quadronchi, parla piuttosto di «”Disservizio” che crea fragilità su fragilità, disparità su disparità poiché genera conseguenze sugli alunni e le loro famiglie, ma anche su migliaia di lavoratori precari costretti a patire la fame e a subire condizioni umilianti, di totale incertezza, mortificanti della loro dignità: un sistema di lavoro povero legittimato».
Il destino di questi professionisti, infatti, rimesso alle gestione di enti terzi, subisce un sistema di totale sfruttamento che si conclama negli 8/9 euro lorde, una sorta di elemosina concessa per ogni ora di lavoro (retribuzione che si può far attendere anche per mesi o anni) a fronte dei 20/23 euro erogati dall’ente locale per ogni ora lavorata. Professionisti inquadrati con contatti di lavoro subordinato di cui tuttavia ne vengono disconosciuti i diritti: se l'alunno si assenta, nessuna retribuzione, così come durante la sospensione delle attività didattiche (vacanze, scioperi, disinfestazioni, ponti, chiusura estiva delle scuole ecc).
Ancora con le parole della Quadronchi «Il virus di alunni e lavoratori si chiama esternalizzazione di un servizio essenziale che risponde a un diritto fondamentale, quello all'istruzione, che per sua natura universale non può sottostare a logiche di decentramento o di contenimento della spesa pubblica e all’inevitabile risultato di risposte differenziate e frammentate a uno stesso stato di bisogno. L’unica cura efficace, risolutiva e possibile è indubbiamente internalizzare questo servizio in quella che è la casa madre del diritto all'istruzione: il MIUR».
L’intento non si risolve a chiacchiere ma si concretizza nella proposta di un Disegno di Legge che, così come formulato, può considerarsi una riforma a costo zero, se non addirittura comportare un risparmio notevole alla spesa pubblica.
Il progetto viene ben illustrato dall’Avv. Benincasa: «Questa proposta nasce dalla disperazione delle famiglie che ogni anno sono costrette a scendere in piazza o ricorrere al tribunale per vedere riconosciuto un diritto fondamentale per i loro figli. Il processo di internalizzazione pertanto si avvierebbe per garantire la continuità educativa e assistenziale e a stabilizzare tutti gli operatori che offrono servizio da almeno un anno, escludere qualcuno, infatti, sarebbe un atto illegittimo [..]. Il “concorso sanatoria”, per titoli ed esami, che il progetto prevede, si indirebbe su base regionale, e oltre a essere un atto dovuto, si predispone a garanzia della qualità del servizio: obiettivo prioritario e di assoluta importanza a tutela dell'interesse dello studente. Ai lavoratori sprovvisti o carenti di titoli considerati idonei si chiederà un impegno formativo a integrazione da realizzarsi nell’arco del primo anno, ma a stabilizzazione avvenuta [...]».


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 16-07-2020 alle 13:33 sul giornale del 17 luglio 2020 - 2943 letture

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