CAMMINO LA TERRA DI MARCA. Grottazzolina: la chiesa della Costa, il san Sebastiano rinvenuto e la Filanda colpita dal terremoto

3' di lettura 05/07/2020 - A piedi è meglio, magari schivando le auto. Il sentiero è indicato dalla minuscola freccia gialla. Mi trovo a Grottazzolina, in periferia. Cerco la vecchia chiesa, non più chiesa, di Santa Maria a pie' di Costa del Castello. Qui si fermavano i pellegrini per Roma e i transumanti per l'Adriatico prima e il Tirreno poi. Salivano dalla strada di fondovalle, quella dell'Ete, per capirci. Io arrivo da sopra. C'è un piccolo agglomerato di case: un grumo interessante. Le erbe infestanti coprono la prima parte del caseggiato.

Di fronte, il Comune ha fatto erigere un muro di belle pietre a sostegno della scarpata che smotta. È via Trocchio quella che imbocco. Non so perché – al momento non capisco, più tardi sì - mi torna in mente una frase dello scrittore Giuseppe Lupo. Ha attinenza con la pandemia di oggi e con le tante critiche alla mancanza di visione delle classi dirigenti. Dice Lupo: «La peste a Firenze nel 1300 non l'hanno vinta i Medici ma il Decamerone. Quelle storie raccontate hanno creato i presupposti per l'umanesimo. La cultura ha questa funzione, di affidarci alla bellezza. Perché la bellezza dura nel tempo, è inattaccabile». Raccontare, dunque, e sempre di più quel bello che ci circonda anche se un po' malandato. Ed eccola la chiesa, anzi ex. Il vigile urbano Augusto Moroni è gentile. Prende le chiavi e mi fa entrare. L'edificio precluso, è minuscolo, una sola navata, poco lunga poco larga. Dietro all'altare che non c'è, campeggia un affresco. È un san Sebastiano colpito dalle frecce. Il santo era – è - invocato contro la peste (le pandemie!). Probabile che l'edicola del 1400, inglobata poi nella chiesa del 1600 che fu rifatta nel 1800, venne eretta per un voto. Come si dice: un voto contra pestem. Ma san Sebastiano è anche il protettore della polizia municipale. Mi stupisco sempre dal come gli eventi si intreccino. L'assessore Giorgio Litantrace m'informa che si stanno cercando finanziamenti per il restauro dell'affresco scoperto casualmente nel '900. Ma, attenzione, agli effetti. Racconta Stendhal nelle sue “Memorie di un turista” di aver constatato un caso di cosiddetta sindrome estatica: una donna era svenuta in una chiesa romana turbata dalla bellezza del santo «guardia personale degli imperatori Diocleziano e Massimiano». Di affreschi ce ne sarebbero anche altri, alle pareti laterali, fatti scomparire sotto calce e nuovi ridipinture dai barbari nostrani dell'Ottocento scientista e positivista. Lo scoprì un secolo dopo padre Guido Piegallina, archivista diocesano, storico, ispettore onorario della Soprintendenza alle antichità.

Sono cresciuti due ulivi in quello che un tempo fu un sagrato. L'ulivo è sempre segno di vita. Una bocca da pubblico forno – e anche questo era segno di vita - si trova dirimpetto alle case, incastonato nella collina. Il mio cammino procede sino alla stupenda costruzione de La Filanda, l'antico stabilimento bacologico di proprietà dei Catini-Graziani. Erano setaioli, tra i più importanti della regione, insieme ad altre due famiglie marchigiane: i Sergiacomi e i Mori. La nostra seta, i nostri bachi, il nostro lavoro!

L'edificio, pur stupendo all'esterno, specie il giardino dalle mille essenze, ha profonde ferite all'interno. Il terremoto ha colpito con durezza.

Prima di lasciare Grottazzolina, uno sguardo lassù, in cima al paese, al Castello che è suggestivo e costruito per le persone non per le auto. Non si possono fagocitare i luoghi. Occorre preservarli e indicarli come nuova/antica prospettiva. Anche se, per dirla con Chesterton: «Il male non è che i sapienti non vedono la risposta, ma che non vedono l'enigma». Ma chi sono i sapienti?






adolfo leoni


Questo è un articolo pubblicato il 05-07-2020 alle 09:14 sul giornale del 06 luglio 2020 - 419 letture

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