Stefania Mattetti: "la Valdaso merita tutt'altra attenzione dalla Regione Marche"

3' di lettura 02/07/2020 - Negli ultimi anni i cambiamenti climatici hanno prodotto eventi atmosferici di particolare intensità e grandinate feroci. Una Regione attenta avrebbe dovuto occuparsene, valorizzare la forte vocazione ortofrutticola di quest’area.

Basta guardare ad esempi virtuosi di regioni come Veneto ed Emilia Romagna, dove troviamo misure di finanziamento per investimenti volti a realizzare le coperture per frutteti, vigneti, uliveti con rete antipioggia, antigrandine e anticimice.
L’ultima grandinata di poche settimane fa, nella media valle dell’Aso (Ortezzano, Montelparo, Santa Vittoria), ha determinato la distruzione degli impianti. Le polizze a copertura dei rischi, finanziante al 70% dall’Unione Europea, oltre ad essere comunque costose per il rimanente 30% , garantiscono in parte la mancanza del reddito per la produzione in corso, ma non prevedono alcun ristoro per la distruzione degli impianti, né il risarcimento del reddito, almeno per i 3 anni a seguire.
Se poi valutiamo la perdita economica per le aziende che fanno trasformazione (succhi di frutta, confetture, sciroppate ecc) il danno è enorme. Quando una pianta è stata quasi abbattuta, come avvenuto poche settimane fa, riportarla in produzione comporta spese, tempo e manodopera che sono tutte sulle spalle dell’azienda agricola. C’è inoltre l’aspetto della proposta commerciale.
Perdere un cliente perché non si ha merce da fornire, anche a fronte di contratti sottoscritti, comporta la perdita di una rete non più recuperabile.
Guardando alle problematiche di irrigazione, serve ricordare che con il PSR (Piano di sviluppo rurale) la Regione Marche ha realizzato in parte l’impianto idrico a pressione, da anni fermo fino al comune di Moresco. E’ grave non aver completato l’opera fino a fondo valle, cioè a Pedaso.
Oggi l’agricoltura, per essere competitiva, deve avere servizi efficienti ed efficaci. Il completamento della rete idrica a pressione garantirebbe il risparmio di gasolio per le aziende, che non devono tenere accesi motori di pompaggio acqua, minor inquinamento e minor spesa per utilizzo delle acque del consorzio di bonifica. Dal governo regionale serve un input per dotare le aziende di servizi di qualità che abbattano i costi di produzione e le altre criticità.
Sul bando per il Psr, raccolgo il lamento degli imprenditori. Moltissime domande, già istruite, sono ferme in Regione, in attesa di finanziamento. Cosa stanno aspettando? Sbloccare questi fondi, specie per le aziende che ricadono nel cratere sismico, ridarebbe linfa ad un territorio dimenticato da anni anche sul fronte della ricostruzione. Senza investimenti urgenti, un territorio distrutto e senza lavoro non può che spopolarsi.
E’ il tempo della concretezza e della lealtà verso gli elettori. Una politica che tira a campare, senza certezze né programmazione, serve solo a mantenere il proprio consenso. Ma gli agricoltori della Valdaso chiedono altro. Questa terra vanta un folto tessuto di piccole e medie aziende agricole ed agroalimentari, produttrici di tante eccellenze. Un’area dove per lungo tempo l’elettorato ha dato fiducia agli esponenti del centrosinistra e che appena un anno fa, alle elezioni europee, ha scelto invece la Lega con il 43,5% dei consensi. Un segno chiaro del fallimento delle politiche di sinistra, sia a livello statale che regionale. Un risultato che oggi ci responsabilizza ancor di più e ci impone di declinare nella politica marchigiana l’impegno ad una politica dei fatti che ha portato una così ampia fetta di elettorato a confidare nelle risposte della Lega.






Stefania Mattetti


Questo è un articolo pubblicato il 02-07-2020 alle 11:09 sul giornale del 03 luglio 2020 - 393 letture

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