Fermo, il saluto della dirigente Corallini: «Grazie a chi mi è stato accanto senza guardare l'orologio»

4' di lettura 01/07/2020 - «Grazie a coloro che, insieme a me, senza guardare l’orologio, hanno contribuito a rendere la nostra scuola una scuola speciale. La gratitudine è la bellezza della vita. Un verbo, “ringraziare”, che profuma di umanità con un tocco di nobiltà».

L’Inno d’Italia. Il sottofondo musicale delle cicale, in un parco che si appresta, in virtù di un protocollo siglato con l’amministrazione comunale, a divenire “aula a cielo aperto”: il Parco della Mentuccia, che tanto le sta a cuore. Non poteva che tenersi qui, nella serata di una calda giornata di fine giugno, il saluto alla città di Fermo della dirigente dell’istituto scolastico “Da Vinci -Ungaretti” Marinella Corallini.

Il 31 agosto prossimo si chiude la pagina della sua vita lavorativa: 42 anni spesi nella scuola, per la scuola, 24 dei quali come dirigente scolastico. Passione, dedizione, intransigenza, lealtà e rigore etico, senza mai arrendersi dinanzi alle difficoltà. Poi amore, perché ha ragione il Comandante dei Carabinieri Marinucci quando le dice: «le professioni si fanno prima di tutto per amore».

«Ho chiesto a me stessa molto più di quanto abbia preteso dagli altri, i miei docenti sanno quanto io sia stata esigente» racconta la preside di sé stessa.

Innovare la scuola, un obiettivo perseguito negli anni con la costante e mirata formazione del personale, l’adozione di nuove metodologie e l’uso del digitale. Grazie ai fondi europei e ai finanziamenti della Confindustria, della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e della Camera di Commercio è stato possibile migliorare gli ambienti scolastici potenziandone le dotazioni tecnologie. «D’altronde - come sostenuto dal già Presidente della Camera di Commercio di Fermo Di Battista - non si può mancare di intervenire dove risiede il cuore della formazione. Vedere tanta passione mi fa sentire tranquillo: un futuro preparato da persone come voi non potrà che essere eccezionale».

Offrire a ogni singolo alunno una scuola di qualità, una scuola inclusiva in cui vera ricchezza sono le diversità: questa la ferma volontà. Attenzione e impegno anche nei confronti delle problematiche ambientali e sociali tanto da divenire l’istituto Bandiera Verde e partner ideale nella rete “Scuole associate all’Unesco” fin dal 2015.

Fermo, insieme a Torino e Palermo, è Learning City Unesco: «i 17 obiettivi dell’agenda 2030 approvata dalle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile sono stati declinati verticalmente a partire dalla scuola dell’infanzia e dalla primaria fino alla secondaria di primo grado: siamo sentinelle dell’ambiente» ha affermato la Corallini, come pure della memoria e del vivere civile.

La voce si rompe quando quel grazie profumato di umanità si dirige verso la famiglia: marito, figlia, genero, nipote e nipotino che con lei hanno condiviso preoccupazioni e successi. «Sei la nonna dalle mille risorse. La qualità del tempo trascorso insieme e i valori che ci trasmetti sono le cose che più contano per noi» le loro parole accompagnate da un bel mazzo di fiori.

Anche il Cai ha voluto renderle omaggio: la loro aquila per ringraziare della fiducia e dei progetti portati avanti insieme.

Il sindaco non la chiama “dirigente Corallini”. Marinella, semplicemente. «Ci siamo conosciuti quando ero assessore alle politiche scolastiche e già, subito, una montagna da scalare: il dimensionamento degli Isc a Fermo in un sistema scolastico già rodato. La difficoltà ci ha fatto conoscere l’uno con l’altro, non rimanendo solo due nude e crude cariche istituzionali. Poi il sisma, che tuttavia non ci ha scomposto: abbiamo sempre lavorato con scrupolo, serenità e rispetto».

Della sua collaborazione hanno beneficiato in molti, compresi i colleghi delle secondarie di secondo grado, la conferma giunge con il saluto del dirigente Ferracuti.

Marinella, il tipico esempio di come nella botta piccola ci sia il vino buono - scherza Luca Pasqualini affiancato da Carla Sagretti, i dirigenti degli ambiti territoriali.

«Abbiamo condiviso un lungo percorso, bello. Eravamo un gruppo di dirigenti che ha ragionato su quella che è l’identità della scuola marchigiana: non un apparato, ma ragazzi, spesso di una fragilità estrema. Ѐ il mestiere più bello del mondo: si costruisce il futuro dell’umanità» conclude l’ex provveditrice.

Il vice presidente della provincia Pompozzi saluta con un aneddoto: «il primo impatto arrivando in provincia, era il 2015, si andava in Regione, sentivo le grida provenire da un’aula e i pugni sbattere. Era Marinella, una dirigente di polso e dall’ottimo rapporto con i docenti: la miglior garanzia per chi, dal lato amministrativo, si approccia a loro e deve portare a casa risultati».

Se è vero che “ci vuole un villaggio per crescere un bambino”, come recita il proverbio africano riportato nella cartellina “Le Marche: una regione laboratorio” che la Preside ci dona…par di vedere, anche dall’affetto che la circonda, che Lei lascia in eredità un villaggio ben fatto.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 01-07-2020 alle 11:08 sul giornale del 02 luglio 2020 - 1568 letture

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