ALOE Onlus, Fermo: vincere contro il Covid-19, l'ennesima battaglia di Padre Mario Bartolini in Perù

6' di lettura 18/05/2020 - Aprile 2010. L’Associazione Missionaria ALOE Onlus di Fermo è immersa nei preparativi della Marcia della Solidarietà Smerillo-Montefalcone, uno tra i suoi eventi più rappresentativi, quando viene a conoscenza di quanto sta accadendo a Barranquita, località sperduta dell’Amazzonia peruviana. Laggiù Padre Mario Bartolini, missionario originario di Roccafluvione, sta rischiando la prigionia e, peggio ancora, la vita venendo più volte minacciato di morte e aggredito. La sua colpa? Quella di essere troppo ostinato nel voler difendere i diritti umani degli indigeni e quelli della Madre Terra.

«ALOE - spiega il presidente Franco Pignotti - decide subito di sposare la sua battaglia e dal maggio 2010 è al suo fianco durante il processo per i crimini di sedizione, ribellione e atti antigovernativi».

Padre Mario arriva in Perù nel 1978. Dopo due anni di lavoro in Alto Marañon, nel 1980 per lui è la volta di aprire un nuovo centro di Missione in un’area totalmente dimenticata dai governi locali, la zona del distretto Barranquita dove, fino ad allora, di missionari ne arrivavano ma assai di rado.

“Quando arrivai a Barranquita c’era solo una piccola cappella; una famiglia mi offrì un locale dove alloggiare e lavorare in attesa di costruire una casa modesta” scrive Padre Mario nella sua lettera.

L’apostolato, ossia la formazione delle comunità cristiane attraverso catechesi e visite periodiche, quella degli animatori e la costruzione di cappelle e la promozione sociale, ossia la formazione scolastica e dei promotori della salute, le cucine comunitarie, le scuole di taglio e cucito e la cooperativa agricola, hanno caratterizzato i primi vent’anni di vita del nuovo centro di Missione; operato - dice - reso possibile con l’aiuto del Signore e di tanti benefattori ma reso altrettanto difficile dal terrorismo, dalla repressione e dal narcotraffico.

A minare la tranquillità della popolazione e generare cambiamenti è l’apertura nel 2000 dell’unica strada che mette in comunicazione Barranquita con il resto del paese.

Da una parte - scrive Padre Mario - l’occupazione di terre comunitarie da parte di immigrati provenienti da altri dipartimenti del Perù, l’accaparramento di terre libere, la distruzione di boschi primari per incentivare le monoculture (palma da olio, papaya, pianta di coca, ecc.) e l’abbandono dell’agricoltura familiare che ha prodotto la perdita dell’autonomia alimentare di molte comunità; dall’altra l’esodo degli abitanti verso le grandi città con il risultato di essersi trovati a lavorare come schiavi, senza nessuna garanzia. Ora, sopraggiunta la pandemia, sono stati licenziati dai loro datori di lavoro, ritrovandosi più poveri di prima.

Al Grupo Romero, una delle più grandi imprese del paese, il Governo Centrale concesse all’epoca 3.000 ettari di foresta dei 10.000 richiesti per la coltivazione della palma da olio. Il Governo Regionale, di contro, con un’ordinanza pianifica la zonizzazione ecologica ed economica della regione: quei 3.000 ettari concessi al Grupo Romero farebbero parte delle zone protette, eppure l’impresa ne distrugge ufficialmente 2.100, scaccia i contadini dalle loro terre picchiandoli e distruggendo le loro case.

Il missionario si trasforma così in pasionario dell’ambiente e dei diritti umani. “Nell’ambito di questo nuovo contesto” - ricorda nella sua lettera - “la difesa dell’ambiente, la promozione del sistema agro-forestale e dell’agricoltura familiare vengono assunti come parte dell’evangelizzazione e per questo abbiamo lottato e stiamo lottando accanto alla gente, soffrendo con loro; dentro questo contesto di lotta - prosegue - abbiamo avvertito la necessità di disporre di un mezzo di comunicazione”.

Fu così che il 22 ottobre 2004 la radio “La voz del Cainarachi” inizia a trasmettere, nonostante i tentativi di sabotaggio messi in atto dai poteri politici ed economici di turno, alcuni dei quali causando non pochi danni strumentali.

«La radio trasmette ancora oggi grazie al sostegno dell’associazione fermana ALOE. Crediamo nella radio, siamo sicuri che se essa si spegnesse anche la voce del popolo cadrebbe nel silenzio», spiega Franco Pignotti.

“In questo periodo di pandemia parliamo ogni giorno via radio delle misure preventive che devono essere prese per evitare la diffusione di Covid-19 come il lavarsi le mani con acqua e sapone a casa o in fattoria o il non permettere agli estranei di entrare nel distretto o nelle comunità senza aver prima eseguito la quarantena obbligatoria; una vera e propria sfida insomma, data la mancanza di istruzione e lo stato di abbandono dei popoli amazzonici da parte dello Stato. I villaggi lontani dal capoluogo del distretto non dispongono di elettricità - spiega Padre Mario - e il collegamento Internet è estremamente limitato: ecco perché l'unico mezzo di comunicazione è la radio”.

“Il lockdown imposto dal Governo fino al 24 maggio e le altre restrizioni adottate dalle autorità locali hanno fatto sì che la popolazione comprendesse l’importanza del campesino, produttore di alimenti e fornitore del mercato locale. Affinché il cibo non mancasse - prosegue il missionario - è stato organizzato a livello di governo dipartimentale e locale di Barranquita un mercato ambulante ove poter acquistare beni di prima necessità ad un prezzo giusto ed accessibile a tutti”.

Esercito, Polizia Nazionale del Perù e Ronde Campesine stanno aiutando nel compito di far rispettare le misure e, pian piano, la situazione viene accettata.

“Il Governo si sta sforzando facendo tutto quello che può ma resta il danno causato dal grado strutturale di corruzione e dalla totale assenza di assistenza sanitaria alla popolazione. Il nostro centro sanitario è a corto di tutto. Per questo dobbiamo impedire al virus di entrare nelle nostre comunità. La Chiesa locale di Yurimaguas, di cui siamo parte integrante, è fortemente impegnata nel soddisfare i bisogni della comunità. Per fortuna fino al 10 maggio - fa sapere Padre Mario Bartolini nelle sue righe - non abbiamo registrato contagi qui”.

Attualmente nel centro missionario di Barranquita con Padre Mario Bartolini vivono il colombiano padre Fernando Beltran Soto e suor Lucero delle Missionarie di Gesù, membro del Command Covid-19 del Distretto di Barranquita e impegnata quotidianamente al telefono del Comune per parlare della necessità della prevenzione.

«Padre Mario è stato sempre un gran lottatore, sempre al fianco delle comunità indigene - conclude il presidente di ALOE Pignotti. Ha lottato contro le multinazionali per impedire la deforestazione, incurante delle minacce di morte, nonostante il processo. Ora alle tante battaglie da lui sostenute se ne aggiunge un’altra: il Coronavirus. Ancora una volta Padre Mario non ha paura per sé, per la sua vita. La sua gente viene prima di tutto, anche del virus».


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 18-05-2020 alle 18:52 sul giornale del 20 maggio 2020 - 741 letture

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