L'emergenza lascia palestre e centri fitness senza soldi, l'Asc lancia una petizione per chiedere aiuti al Governo

3' di lettura 12/05/2020 - Il Governo rimborsi i giorni di abbonamento non goduti a causa del lockdown. Si mobilita il comitato regionale dell’Asc (Attività Sportive Confederate) di Confcommercio, che ha lanciato una raccolta firme tra palestre, piscine e centri fitness per chiedere allo Stato di aiutare attività ormai chiuse da oltre due mesi.

L’idea è partita dalla Blu Energy di San Severino Marche e ha trovato le adesioni di Metropolis di Civitanova Marche, Q-Bo Wellness di Montegiorgio, Crossfit Porto Sant’Elpidio e Vintage Gym di Magliano di Tenna, ma le palestre che stanno dicendo sì aumentano passo dopo passo. "Palestre e centri sportivi sono in grande affanno dopo oltre due mesi di chiusura durante i quali queste attività continuano a sostenere le spese vive – dice il presidente dell’Asc Marche Giampietro Cappella – gli utenti del mondo del fitness sono rimasti bloccati in casa e la palestre sono state chiuse. I centri fitness fino allo scorso gennaio o hanno investito, come ogni anno, le proprie risorse economiche per promuovere le proprie attività: abbonamenti low cost, promozioni per abbonamenti a lungo periodo, locali rinnovati, nuove attrezzature, importanti investimenti nel marketing, tutto questo per garantirsi visibilità in un settore ormai saturo, dove la concorrenza è intensa. Alla vanificazione degli investimenti si aggiunte però un altro importante aspetto che rischia di annientare gli sforzi per mantenere in vita i centri fitness: quello di riaprire con un debito ulteriore, il debito nei confronti di quei clienti che avevano un abbonamento nel periodo di chiusura. Le palestre basano le proprie entrate economiche sugli incassi degli abbonamenti a rotazione mensile, trimestrale o annuale che giorno dopo giorno vengono rinnovati. Queste entrate giornaliere forniscono la liquidità necessaria per supportare i costi quotidiani. Se il meccanismo si interrompe e non ci sono più entrate si blocca tutto il sistema-palestra e i pagamenti divengono quanto mai difficili".

Protrarre la scadenza degli abbonamenti di un periodo equivalente al periodo di chiusura forzata non è una soluzione. "Il meccanismo delle palestre non ripartirà perché non ci saranno entrate economiche per mesi – precisa Cappella – a maggior ragione non è una soluzione nemmeno quella di rimborsare le quote abbonamento poiché per la maggioranza delle attività significherebbe la chiusura. La proposta è quindi quella che il Governo si faccia carico delle spese che i centri fitness dovranno sostenere sia per la posticipazione delle scadenze degli abbonamenti, per mancato incasso, sia quelle relative agli eventuali rimborsi che verranno richiesti dagli utenti. Le palestre si troveranno presto a gestire un terribile periodo post quarantena, in cui dovranno ricreare la fiducia nei propri utenti. Il rischio è che tante di queste attività, che rappresentano un importante valore aggiunto alla vita delle persone, vengano definitivamente annientate".

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Questo è un articolo pubblicato il 12-05-2020 alle 12:55 sul giornale del 13 maggio 2020 - 259 letture

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