Porto Sant'Elpidio:"Riaprire il 1 Giugno è Impensabile"

3' di lettura 28/04/2020 - Juri ed Ylenia Partemi sono due hair stylist che, grazie alla loro grande passione, da ben 26 anni portano avanti la loro attività riscuotendo grandi consensi da parte della clientela.

Un lavoro in cui entrambi hanno sempre creduto e portato avanti con il massimo impegno, nel 1994 l'apertura del loro salone di hair beauty a Porto Sant'Elpidio, ha rappresentato l'inizio di una grande e meravigliosa avventura costellata da molti successi e soddisfazioni.
Poi, l'arrivo dell'emergenza sanitaria e la chiusura immediata dell'attività, con tutte le conseguenze che sta portando con sè: hair stylist, barbieri, centri estetici, stanno pagando un prezzo altissimo a causa della pandemia e la parola d'ordine, in questo momento, per l'intera categoria è: Incertezza.
"Non c è chiarezza sulle scelte del governo riguardo l'apertura della nostra attività, soprattutto se pensiamo, ad esempio, che le attività dei centri fisioterapici stanno ripartendo; nel nostro lavoro, in cui non siamo a stretto contatto con i clienti, le norme igieniche sono sempre state la prima regola. Eppure dobbiamo restare ancora Chiusi", raccontano Juri e Ylenia, profondamente delusi dalla decisione di tenere fermo il suo lavoro fino al 1 Giugno.
"La Salute viene prima di tutto ed ovviamente è nostro dovere preservarla ma, riaprire il 1 Giugno, dopo quasi tre mesi di chiusura, è sicuramente una scelta che avrà importanti ripercussioni sulle varie attività lavorative.
In questo modo, oltretutto, si potrebbe dare spazio all'abusivismo e al lavoro in nero e questa di certo non è una scelta sensata.
Facciamo parte di un gruppo di parrucchieri ed estetiste e ci stiamo adoperando per parlare con il Sindaco che riferirà poi in Regione ed abbiamo il pieno sostegno del governatore Ceriscioli che vorrebbe farci riaprire il prima possibile.
Stiamo vivendo in un clima carico di dubbi ed incertezze in cui mancano delle precise linee guida che ci indichino in modo chiaro ed univoco come dobbiamo muoverci.
Ripartire in questo modo ed in questo contesto sicuramente sarà molto complicato perchè significherà comunque rivoluzionare l'intera metodologia lavorativa.
Avremo comunque gli affitti e le tasse da sostenere oltre i contributi da versare, in uno scenario completamente mutato; Noi ci siamo già organizzati per la riapertura, sotto il punto di vista tecnico e di prevenzione, investendo sui kit di protezione individuale e, dopo aver fatto questo ulteriore investimento, ci siamo visti prolungare la ripartenza della nostra attività.
Questo aspetto significa che avremo molte ripercussioni sull'attività lavorativa specialmente in virtù del fatto che, avremo meno clienti in un'intera giornata e se, lo Stato, non adotterà delle misure a tutela della nostra categoria, sarà davvero dura.
E' vero che, attualmente, tutte le varie scadenze fiscali sono state posticipate ma, guardando al futuro, mi chiedo come potremo uscire da questo periodo avendo incassi ridotti a metà,
sicuramente dovremo capire se potremo portare avanti la nostra attività ed in quale modo; eravamo convinti che l'11 Maggio avremo potuto riaprire alla clientela ma, mai potevo immaginare, che tale termine sarebbe stato posticipato al 1 Giugno.
Non riteniamo auspicabile un aumento dei prezzi sui servizi che offriamo.
Abbiamo diritto di ripartire e di poter svolgere il nostro lavoro nel miglior modo possibile senza ulteriori ritardi."






Questo è un articolo pubblicato il 28-04-2020 alle 16:11 sul giornale del 29 aprile 2020 - 2616 letture

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