Anziani in rete, la proposta del Centro Sociale Caldarette Ete di Fermo per battere la solitudine imposta dal Covid

5' di lettura 28/04/2020 - Il Coronavirus colpisce duro. Il monito estremo che di questi tempi salva la vita è “resta a casa”. Vale per tutti. Serve a scongiurare il contagio. Ma l’imperativo cruciale è proteggere le persone più fragili, le più esposte, quelle con patologie, e tra questi gli anziani. Sono loro i più presenti nei dati di mortalità. Anch’essi stanno tappati in casa, evitando rapporti interpersonali. Se per un giovane, grazie ai potenti mezzi della tecnologia, mantenere contatti e relazioni è meno difficile, per un anziano facile non è. Sono mesi di profonda solitudine per molti di loro. E la solitudine può fare ammalare. Sbalzi di umore, alterazione del sonno, crisi d’ansia e depressione. Molteplici i risvolti negativi del Coronavirus.

A Fermo e non solo i centri sociali rappresentano un punto di riferimento in ciascun quartiere. Un posto dove ritrovarsi quotidianamente. Un luogo di aggregazione. Giovani ma anche meno giovani stretti attorno a un tavolo. Un gelato, una bibita e una partita a briscola per tenersi compagnia. Così era, così non è più.

«Il disagio psicologico non va sottovalutato, specie negli anziani» spiega Renato Leoni, Presidente del Centro Sociale Caldarette Ete di Fermo.

«I nostri anziani sono barricati ognuno nelle proprie abitazioni, non si incontrano tra loro da due mesi, come vivono questa situazione di isolamento?»

Ѐ questa la domanda, o meglio, la questione che Leoni si è posto e alla quale si è cercato di trovare una soluzione nel corso di un’assemblea virtuale dei soci del Centro Sociale il 24 aprile scorso.

«Un’ipotesi per tamponare l’emergenza psicologica ci sarebbe. Vorremmo mettere in rete tutti gli anziani fornendo loro uno smartphone, un tablet o qualcosa di simile in modo che possano restare in contatto quotidianamente. A rotazione i membri del gruppo dirigente - qualcuno di giovane si pensa - predisporrà l’incontro - che si svolgerà sulla piattaforma Zoom - a partire dall’allestimento della stanza virtuale e dall’impostazione dell’orario. Zoom è semplicissimo da usare. Loro non dovranno far nulla, neppure digitare le credenziali. Ѐ sufficiente un click all’invito e la schermata si apre da sé».

Questa la proposta del Centro Sociale Caldarette Ete, discussa dal Presidente nella giornata del 27 aprile in una call a cui hanno preso parte il Sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, l’Assessore alle politiche sociali Mirco Giampieri, Daniela Perticarà, Presidente nazionale dell’Organizzazione Mondo Sociale, una psicologa e i rappresentanti di diverse forze politiche, tra cui il Sottosegretario di Stato alla Salute Sandra Zampa.

Per la dotazione delle apparecchiature elettroniche sarà seguita la stessa procedura adottata per gli alunni delle scuole: «come ogni dirigente scolastico sa quanti sono gli alunni sprovvisti di pc, così calcoleremo quanti sono gli anziani che non hanno attrezzature per poi fornirle con i fondi che arriveranno, se la nostra proposta dovesse venire accettata. Per il momento è stata presa in considerazione a livello nazionale» spiega Leoni e prosegue «qui al Centro non c’è più nessuno, prima sia pomeriggio che sera era pieno. E’ vero che la vita è cambiata un po’ per tutti ma ancora di più per l’anziano che se prima era abituato a badare ai nipoti ora si è trovato improvvisamente senza di loro. Noi già prima del DPCM del 9 marzo abbiamo chiuso il bar e gli spazi esterni e interni. Facemmo una riunione in Comune e anticipammo il Presidente del Consiglio Conte di qualche giorno: una mossa anticipata che ha ripagato in termini di contagi, ossia nessuno».

Oggi intanto si provvede alla sistemazione del verde tutt’intorno. «Con l’apertura dei parchi dal 4 maggio - e il Centro sociale rientra esternamente in tale categoria - qualche bimbo tornerà a giocare. Prima dell’ordinanza regionale emanata non potevamo azzardarci a pulire ed ora è pieno di erbacce. Tutto tornerà nella condizione di poter essere usufruito in sicurezza. Il campetto verrà usato a turni, uno per volta. Non permetteremo gli assembramenti, solo attività motoria singola, nessuna partita o allenamento di calcetto dunque. I cartelli di divieto di assembramento sono già affissi».

Tanti gli eventi andati a monte, dal Torneo di calcio a 5 dei Comuni del fermano, alla festa della birra, dai corsi di ginnastica al pranzo del 1º maggio fino alla sagra della grigliata.

«In attesa che tutto torni alla normalità ho anche avanzato la richiesta di poter far fare a tutti i soci - circa 150, dalla minore età fino ai 90 anni - i test sierologici. Di questo ho parlato con i soci e il direttivo e poi nella call di ieri. La linea del Governo è quella di effettuare i tamponi e non i test in quanto, rilevando l’eventuale presenza del virus e non la presenza o meno degli anticorpi, i primi sarebbero più efficaci. Speriamo che anche questa possibilità si concretizzi».

Detto questo, il Presidente si dice disponibile nel mettere la struttura a disposizione della Protezione Civile come presidio per la distribuzione delle mascherine alla cittadinanza se dovesse servire. «Basta una telefonata - l’assessore Giampieri lo sa - e noi apriamo subito le porte» conclude Leoni.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 28-04-2020 alle 14:35 sul giornale del 29 aprile 2020 - 589 letture

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