Vivere lib(e)ri: I quaderni del pianto

3' di lettura 27/04/2020 -

Una donna partorisce una bambina in ospedale, ma dopo pochi giorni le dicono che la bimba è morta senza nemmeno farle vedere il corpo.
La donna, poco più che una ragazza torna in campagna dai genitori per cercare di riprendersi dal dolore, ma sente dentro di se che la sua bimba non è morta.
Torna a vivere con il marito in paese in modo da poter essere vicina all’ospedale e poter indagare. Nei suoi appostamenti davanti all’ospedale conosce una ragazza di mestiere avvocato, che la supporta.
Le due raccolgono le storie di altre donne convinte che i loro bambini siano stati rapiti e cominciano a indagare e trovare prove; fondano un associazione che inizia a far scalpore nel paese.
La protagonista del libro diventa famosa e inizia una vita nuova.
Lo spartiacque del libro si ha durante una conferenza quanado vede una bimba in braccio alla moglie dell’ambasciatore e riconosce sua figlia. Da lì il tentativo forsennato di rapirla.
Un libro sicuramente crudo ma reale.

Marcela Serrano: Nasce a Santiago del Cile nel 1951. È figlia della romanziera Elisa Pérez Walker e del saggista Horacio Serrano, ed è la quarta di cinque sorelle, con due delle quali trascorre un anno a Parigi per studiare alla "Maison des Amériques". Nel 1973, a causa del golpe militare, lascia il Cile e si trasferisce in Italia a Roma.
Nel 1977 rientra definitivamente in Cile. Si iscrive alla facoltà di Belle Arti della Pontificia Università Cattolica del Cile, ottenendo il diploma in incisione nel 1983. In seguito lavora in diversi ambiti delle arti visive, vincendo anche un premio del Museo delle Belle Arti per un lavoro sulle donne del sud del Cile, ma presto abbandona queste attività. Sebbene cominci a scrivere molto presto, pubblica il suo primo romanzo, Noi che ci vogliamo così bene, nel 1991.
Il romanzo è la rivelazione dell'anno e vince nel 1994 il Premio Sor Juana Inés de la Cruz e il Premio Feria del Libro de Guadalajara e nel 1996 il premio della casa editrice francese Coté des Femmes, come miglior romanzo ispanoamericano scritto da una donna. Nel 1993 pubblica Para que no me olvides, che ottiene il Premio Municipal de Literatura , a Santiago del Cile. Nel 1995 scrive in Guatemala Antigua, Vita Mia, e nel 1997 L'albergo delle donne tristi.
Dopo molte riedizioni dei precedenti romanzi, pubblica il romanzo giallo Nostra signora della solitudine (1999), i racconti Un mundo raro (2000), Quel che c'è nel mio cuore (2001), finalista del Premio Planeta 2001 a Barcellona e Arrivederci piccole donne (2004).
Marcela Serrano è una delle figure più rinomate e significative della nuova narrativa del suo paese e dell'America Latina. Ha vissuto in Messico col marito, Luis Maira Aguirre, e le loro due figlie, Elisa e Margarita, poiché il marito è stato ambasciatore del Cile in Messico e Belize fino al 2003 e dal 2004 al 2010 ambasciatore in Argentina.

Fonte (wikipedia.org)


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 27-04-2020 alle 12:14 sul giornale del 28 aprile 2020 - 212 letture

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