Vivere le storie: Giulia, Alessandro e la lana di cane

8' di lettura 25/04/2020 - Devo ammetterlo, realizzare queste chiacchierate mi piace sempre di più. Piuttosto che al telefono viste le restrizioni pandemiche, vorrei farle di persona perché tocco con mano, vivo, percepisco ciò che la gente crea e ciò che la gente è: appassionata. Questa è l'ennesima storia “dietro” casa, che non conoscevo ma che la curiosità ha fatto sì potessi raccontare.

<<Gli eschimesi e i lapponi secoli fa pensarono di filare il sottopelo dei loro cani da slitta ottenendo una delle lane più calde al mondo per i loro indumenti: se questo è possibile per loro, perché non dovrebbe esserlo per voi che, forse, siete stanchi di dover buttare interi sacchetti di lanuggine del vostro fido amico?>>

Così recita l'home page del loro sito. Andiamoli a conoscere meglio attraverso le parole di Giulia Alberti.
Alessandro e Giulia dal 2016 hanno scelto di vivere a Montefortino trasferendosi da Fermo e ….filano la lana del cane.

Cioè, cosa fate?


Il miglior modo per avere un ricordo tangibile e durevole del tuo cane, e al tempo stesso, indossare un capo d'abbigliamento originale, anallergico, ecologico e soprattutto caldo è quello di filare il sotto pelo del vostro cane raccolto attraverso la spazzolatura. Lui ve ne sarà grato visto che questa operazione non è dolorosa per il cane anzi, per la maggior parte di loro diventa un momento rilassante dove fare il pieno di coccole; oltretutto una spazzolatura regolare evita l'insorgenza di nodi nelle razze a pelo lungo e permette l'ossigenazione della pelle con conseguente accelerazione della muta.”


Ma come ci avete pensato a tutto questo?


“Per puro caso, come spesso avviene nella vita. A Fermo Alessandro mio marito, faceva l'educatore con persone disabili mentre io ero e sono ancora consulente aziendale. Quando nel lavoro di Ale è cambiato qualcosa e ci siamo accorti che gli stipendi non bastavano più, abbiamo cominciato a ragionare alle alternative anche se ancora non avevamo i bambini. Avevamo preso un cane dal canile di Macerata, un Akita Inu di 8 anni che probabilmente, avrebbe terminato i suoi giorni lì. Appena portato a casa e lavato bene dopo due anni di reclusione nel box di quel canile, iniziò una muta talmente abbondante che riuscì a riempire due sacchi di plastica grandi. Ho pensato di non buttar via quel pelo che mi sembrava di qualità. Un giorno decisi di farci un cuscino, per svizio ma non veniva bene e non era utilizzabile; ogni volta che mi ci poggiavo sopra, i peli uscivano dalle maglie della federa tanto erano sottili. Cosi parlando di questa cosa con Ale, lui si è ricordato della nonna che filava e che lui, avendo guidato slitte di cani al Nord, aveva imparato che filare la lana di cane è normalissimo all'estero. In Alaska è usanza da centinaia di anni.”

Si sono messi alla ricerca di chi potessi filare il loro pelo e hanno trovato una signora negli States ma la procedura tra spedizioni e lavoro, è sembrata loro troppo lunga e complicata. Cosi hanno provato a fare da soli. I due hanno comprato un arcolaio e tutto il necessario per filare, compresi attrezzi d’epoca che si usavano tanti anni fa.

Prova e riprova, hanno realizzato una bellissima sciarpa di quell’akita inu che nel frattempo aveva rubato loro il cuore.
Mettendo le foto sui social, la novità ha destato molta curiosità e dopo venti giorni sono stati contattati da un signore siciliano, per filare la lana del suo cane di cui aveva vari scatoloni pieni.

“Era la nostra prima commissione, se così si può definire, e anche se il lavoro non era perfetto, il signore tempo dopo ci ha spedito una lettera molto commovente in cui ci ringraziava enormemente. Da qui abbiamo capito che potevamo andare avanti e ci siamo attivati. Siamo andati a qualche fiera cinofila in Italia e tramite passaparola ora siamo qui e ci siamo fermati in queste terre magnifiche a poca distanza dalla nostra Fermo.”

Ma in Italia solo voi filate lana di cane?

“In Italia siamo gli unici che filiamo a mano in questa maniera lavorando col singolo cliente. Quindi direi che siamo unici, si.
Il servizio che offriamo ha un forte carattere emotivo, chi ci chiede la lana ha un legame fortissimo con il proprio animale domestico, al punto di volerne un ricordo per quando questo non ci sarà più.”


Pensavate a tutto questo successo? E ora come vi state organizzando?

All'inizio pensavamo che tanta convenienza nel fare solo questo non ci fosse, perché diciamola tutta, è una pratica strana qui da noi. Ma piano piano sono arrivate le richieste e così qui a Montefortino abbiamo deciso di costruire un laboratorio più strutturato. Arriveranno anche macchinari dal Canada e lavoreremo tutte le fibre animali e vegetali come possano servire attraverso un piccolo impianto.

Questo si può azionare da mezzo chilo di fibra in su. Diciamo un impianto in miniatura che non compete con quelli industriali ma ci permette di essere più qualitativi, selezionati e di rispondere alle esigenze di piccoli allevatori del centro Italia.”

In più...

“Lavorando il pelo di cane, abbiamo collezionato attrezzi manuali di più tipologie e avendo richieste per visitarli, abbiamo pensato d'allestire una piccola mostra con questi arnesi funzionanti e attivi. C'è anche un sentiero naturale nella natura che poi conduce ai laboratori da visitare.”

E ancora...


Offriamo il servizio di filatura ad allevatori ed abbiamo già stretto importanti collaborazioni con partner del cratere sismico del centro Italia per la valorizzazione della vera lana di pecora Sopravissana certificata nell’ottica della trasparenza e della filiera corta. L’imprenditrice Silvia Bonomi di Ussita è la capofila di questo grande progetto di cui presto di sentirà molto parlare! Insieme ad altre donne imprenditrici agricole abbiamo deciso di rivalorizzare un prodotto pregiato, la lana di pecora Sopravissana.”


Quali sono le prime reazioni quando dite che lavoro fate?

Innanzitutto dubbi: “che schifo"oppure ma poi non puzza?" e ancora "e le pulci?".
Sono le reazioni maggiori e immediate.

A queste domande la nostra risposta è sempre stata quella di ricordare che la lana normalmente proviene dalle pecore e dalle capre che, notoriamente, sono animali con molti parassiti e tutto fuorché profumati.
Chiarito questo iniziamo dicendo che la lana di cane è anallergica: infatti,al contrario di quello che dicono molti medici e molti siti medici, l'allergene CANfl (responsabile delle reazioni) non è nel pelo ma su di esso perché è prodotto dalle ghiandole sebacee a cui è collegato per impermeabilizzarlo. Di conseguenza, una volta che il sotto pelo viene separato dalla ghiandola e opportunamente lavato , perde l'allergene.
Altra caratteristica importante della lana di cane è la sua alta traspirabilità: proprio per questa sua proprietà in Lapponia la lana di cane viene consigliata "a pelle" per chi soffre di reumatismi alla schiena; questa sua caratteristica lo rende il capo ideale per chi svolge attività sportive in montagna.”

Diffidenza ma anche tanta fiducia di chi vi sceglie e conosce.


“Sai, è una questione di mentalità e di cultura: noi siamo poco abituati alle “novità”, ma speriamo che le cose cambino.
Sicuramente un primo passo è “fare cultura”, da qui l’idea del piccolo museo e del sentiero didattico. Il “problema” più grande sarà quando i miei figli andranno a scuola e dovranno spiegare cosa fanno il papà e la mamma, per vivere....(sorride Giulia).”


Grazie, buona festa della liberazione e un grande applauso per il vostro coraggio nel perseguire un sogno.
Oltre alla concreta testimonianza nel ribadire con forza, la bellezza e l'importanza di un territorio dell'entroterra spesso troppo bistrattato e dimenticato, ma che l'emergenza insegna, è il posto probabilmente più sicuro e stimolante in cui vivere.




https://fattorialarocca.it/
http://sibillana.it/
http://www.lanadicane.it/index.html


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 25-04-2020 alle 14:32 sul giornale del 27 aprile 2020 - 627 letture

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