Parrucchieri ed estetiste domandate a medici ed infermieri come si proteggono dal COVID 19 e poi se vi va vestitevi come loro e tornate al vostro mestiere senza esitazione

2' di lettura 26/04/2020 - Ma se medici ed infermieri possono lavorare senza poter rispettare la distanza di sicurezza con malati di COVID 19 forse è il caso di domandarsi perché parrucchieri ed estetiste no

Il mio ragionamento è un po' come l’uovo di Colombo.
I medici e gli infermieri che sono nelle corsie di ospedale dove vengono trattati pazienti con Covid 19, si tutelano dall’eventuale contagio? Io immagino proprio di si.
Se loro, pur stando a contatto con il virus, salvano in continuazione vite umane e sono quindi nella condizione di lavorare con efficacia sui malati, non si capisce come mai, a distanza di tempo si continua a non dare il via libera a certe categoria di lavoratori che pure per la loro professione devono stare a stretto contatto con altri uomini o donne che siano.
Parlo, a titolo di esempio, di parrucchieri ed estetiste che per il loro lavoro non possono mantenere la cosiddetta distanza di sicurezza.
E allora ripeto: chi per lavoro è a stretto contatto con pazienti COVID mantengono sempre la distanza di sicurezza? Non credo proprio.
Quindi? Penso che a certe categoria professionali sia sufficiente spiegare come “vestirsi” per non contagiare e non essere contagiati.
Vogliamo davvero credere che una partita IVA possa vivere con 600 o 800 euro al mese fin quando non passa l’emergenza COVID. Pochi spiccioli non servono a nulla o quasi se sono praticabili altre strade.
Penso sia opportuno che lo Stato rimborsi, magari su fattura quietanzata, a chi fa certi tipi di lavoro i costi degli apparati di protezione per la sicurezza di tutti e li inviti quanto prima a ricominciare.
L’ Italia ha bisogno di tornare in fretta a lavorare e se una partita IVA non produce reddito, lo Stato non incassa un soldo ed un bonus assistenziale di 600 euro non fa altro che appesantire la nostra situazione economica senza produrre effetti positivi sul gettito fiscale.

Per la sicurezza è indispensabile che chi lavora a contatto con altre persone si vesta come chi è in una corsia di ospedale? Bene! Imponete gli stessi criteri di sicurezza, rimborsatene i costi fino ad emergenza conclusa ed innescate un processo virtuoso che può solo far bene all’Italia.
La maggior parte di parrucchieri ed estetiste lavorano su appuntamento quindi è altamente probabile che nel loro ambiente ci sia meno rischio di contagio che in un reparto COVID di ospedale.
Ho parlato di parrucchieri ed estetiste solo per rendere meglio l’idea del concetto che volevo esprimere. Insomma se c’è contatto tra persone ed è impossibile mantenere le opportune distanze di sicurezza vestitevi come infermieri e medici per il tempo che serve ma si torni a lavorare prima che sia davvero troppo tardi.


di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 





Questo è un editoriale pubblicato il 26-04-2020 alle 00:32 sul giornale del 27 aprile 2020 - 3981 letture

In questo articolo si parla di lorenzo bracalente

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bkl8





logoEV
logoEV