Porto San Giorgio: Chalet Calypso "Faremo il massimo per rendere felici i nostri clienti, nonostante i limiti".

9' di lettura 24/04/2020 - Ora più che mai, occorre sostenere questo settore, senza il turismo soffriranno moltissime realtà.

Lo chalet Calypso, non ha bisogno di molte presentazioni, ovvero è enormemente conosciuto ed amato, di conseguenza cotanto frequentato da una grossa fetta di pubblico locale e non.
Capitanato oggi da quattro soci, Emanuela Pistarelli, Daniele Casturà, Leonardo Fernandez e Nicola Cococcioni lo chalet ha sempre vantato un solido, costante e crescente consenso della clientela, ma non scontato e gratuito, cioè non senza una gran dedizione e fatica da parte dei gestori.
Un locale, non solo uno chalet, con affermato prestigio che lo ha fatto diventare un luogo di considerevole ritrovo di persone, non soltanto nelle ore diurne, bensì per gli innumerevoli eventi ed iniziative, sia culturali che di intrattenimento, anche nel dopocena.
A tal proposito, ho pensato di intervistare tutti loro, al fine di avere la loro testimonianza sul periodo che inevitabilmente li coinvolgerà su più fronti, viste le misure restrittive legate all'emergenza sanitaria.
Cari ragazzi, ossia imprenditori del turismo da diversi anni, e come introdotto sopra, non senza investimenti né elevata fatica, come pensate di organizzare e far vivere lo chalet questa estate, avete delle previsioni o soluzioni?
Innanzitutto attendiamo le direttive ufficiali del governo, è ancora presto per fare previsioni, bisogna attendere, sperare ed essere positivi! Si pensa di dimezzare i posti in modo da garantire le distanze di sicurezza, crediamo che organizzarsi con servizio al tavolo ed ombrelloni sia una buona soluzione, l’organizzazione in questo periodo è molto importante e sia noi che i nostri colleghi balneari ci stiamo confrontando su un gruppo what’s up per incrociare idee e cercare uniti di dare il nostro contributo. Dal canto nostro, al netto che ancora non abbiamo disposizioni in merito, pensavamo di introdurre una sorta di “ingressista” che penserà all’accoglineza all’interno del locale, garantiremo la “distanza sociale” tra i tavoli sperando di poter sfruttare la spiaggia anche la sera, e regolando gli ingressi ai servizi igienici. Sono tutte idee, ma ripeto, aspettiamo le disposizioni ufficiali fiduciosi che nel rispetto della salute di tutti, siano il meno restrittive possibili. (Leonardo Fernandez)
Credete che il modo di far turismo, di conseguenza in tutti i settori correlati, bar, ristorazione, intrattenimento, strutture alberghiere etc, cambierà inevitabilmente, e pensate che l'economia, quindi in maggiore crisi, sarà un'urgenza da salvaguardare come la salute?

Il modo di fare turismo in tutti i settori almeno per questo anno cambierà inevitabilmente, finché non ci sarà un progressivo ritorno alla normalità. L'economia sarà da salvaguardare al pari della salute, con le dovute precauzioni ed accorgimenti, bisognerà rimettere in moto il motore economico del paese per evitare un impoverimento generale della popolazione. Permettere al nostro settore di ripartire, significa infatti far tornare al lavoro molti professionisti che ad oggi vedono un blocco totale delle loro attività.
E' impensabile ripartire con il regime di tassazione attuale. sulle tasse, inoltre, non ci sono state cancellazioni ma solo un differimento. Ci aspettiamo aiuti sopratutto da questo punto di vista. Tagli ai pagamenti del demanio, del suolo pubblico, della tassa sui rifiuti, abbassare magari i canoni di affitto, non spetta a noi capire dove e come poter intervenire, le nostre sono solo ipotesi gettate lì, ma ci aspettiamo interventi sul fronte tassazione. (Daniele Casturá)
Quanto è difficile oggi come oggi andare avanti con un'attività del genere, precisando che voi avete anche un pub in centro storico, la Locura, quindi è per voi un lavoro tutto l'anno, perciò unico indotto per la vostra sopravvivenza, avete mai avuto momenti difficili, o forse proprio questo lo è, avete dunque mai pensato di mollare?

Penso che portare avanti due attività come le nostre sia difficile e complicato a prescindere dal Covid, ma non scopriamo di certo l’acqua calda. Onestamente, ora come ora, pensare di mollare è solamente controproducente, non avrebbe senso. E’ un momento difficile per tutti, ma allo stesso tempo è un momento di profonda riflessione, crescita professionale anche, e restaurazione dei rapporti umani e sociali. Non dobbiamo farci prendere dallo sconforto, evitando di pensare a qualsiasi scenario apocalittico. Dovremo costruire serate meno affollate ma non per questo soporifere, l’importante è attrezzarsi bene. Posso capire che la maggior parte della gente si possa scocciare davanti a tante prescrizioni, ma ci si abituerà. Prima dell’11 settembre andavamo tutti in aeroporto 45 minuti prima della partenza, poi il terrorismo ha sconvolto le nostre vite e ci sottoponiamo a controlli ed ore di attesa. Ma per questo non abbiamo rinunciato a viaggiare o all’aereo in generale. (Nicola Cococcioni)
E' indubbio che il vostro locale sia tra le più attive e praticate location di intrattenimento del territorio, con assidue serate memorabili, perciò fonte di lavoro per diversi artisti, dall'ambito culturale, come la notissima Shakespeare on the beach, al musicale, con numerosi concerti da voi proposti, più volte alla settimana, contraddistinti anche da una scrupolosa ricerca sulle programmazioni, per intendere che, avete sempre voluto investire, e rischiare, e non credo soltanto per voi stessi, quanto soprattutto per gli altri, per i vostri clienti, per gli artisti, per la comunità. Di conseguenza, visto il blocco dei live, quanto questo sarà rivisto secondo voi, e quanto vi comporterà difficoltà per una struttura come la vostra?

Abbiamo da sempre lavorato e investito molto per mantenere un intrattenimento costante, dato da una molteplicità di eventi di vario genere che quest’estate ci sarà difficile mantenere. Aspettando tutte le direttive in merito alla situazione, cercheremo sempre di trovare delle alternative che ci consentano di creare interesse nei nostri clienti. Vogliamo pensare al futuro, e a quando ripartiremo tutti insieme, con positivà, come abbiamo sempre fatto. Noi fondamentalmente abbiamo sempre venduto divertimento, anche e soprattutto grazie alla passione per questo lavoro. L’epidemia del Covid-19 rischia di cancellare l’intera filiera economica legata alla musica dal vivo. L’interruzione di tutti gli spettacoli e le incerte prospettive future mettono a serio rischio un intero settore, già di per sè fragile ma ad alto tasso innovativo: artisti, musicisti, videomaker, tecnici del suono, service, promoter, uffici stampa e tante altre professionalità. Ora più che mai, occorre sostenere questo settore, senza la musica siamo tutti più poveri. (Emanuela Pistarelli)
Avete avuto un confronto con chi è nel settore come voi, e se sì cosa ne è scaturito?

Noi non abbiamo avuto confronti diretti con nessuno. Crediamo sia il caso di aspettare le nuove dispozioni, che ad oggi, non ci sono. Girano solamente un sacco di voci, ed articoli fuorvianti, per non dire assurdi, in questo momento confrontarsi sul nulla sarebbe solo una perdita di tempo.
Ovviamente una volta che la situazione sarà più chiara in termini di disposizioni sul come aprire, saremo ben lieti di confrontarci e magari proporre nuove idee, anzi credo proprio che ci vorrà un rapporto corale tra professionisti di diversi settori. (Nicola Cococcioni)
Ora una domanda po' scomoda, cosa ne pensate del modo di gestire questa cosa da parte degli organi istituzionali, vi sentite ascoltati, tutelati, dunque, nel rispetto del dramma del virus, avete un messaggio unanime per quanto state vivendo in termini imprenditoriali, ed in fondo come voi, altri milioni di imprenditori?

Ovviamente la domanda scomoda l’hanno lasciata a me. Sarà necessaria la più grande azione comunicativa degli ultimi 30 anni per risollevare il settore turistico e ristorativo italiano. L’obbiettivo dovrà essere comune e il lavoro coordinato e collettivo. E’ necessario riscoprire l’importantanza dell’ospitalità, del calore che solo noi sappiamo trasmettere e che forse negli ultimi tempi avevamo dimenticato. Un’italia consapevole dei propri limiti ma anche dei sui pregi. Credo che ci sia molto da lavorare e da ricostruire ma nulla potrà mai cambiare o cancellare quello che siamo, le nostre storie, le nostre idee e le nostre tradizioni millenarie. Immagino una ristorazione e una balneazione dove nulla sarà stravolto e, seppur nei primi tempi vi saranno delle regole da rispettare, l'entusiasmo e la voglia di rimetterci in gioco saranno sicuramente più forti e susciteranno in noi la voglia di riportare in auge le meraviglie che ci contraddistinguono nel mondo. Alle istituzioni chiediamo chiarezza e massima trasparenza nell’introduzione delle nuove norme magari affidandosi non solamente ad esperti in medicina ma anche ad esperti del settore balneare e di ristorazione, per interderci, quelli che stanno dietro ad un bancone ed in mezzo alla gente da sempre. (Nicola Cococcioni)
Nel ringraziarvi immensamente del vostro punto di vista, chiudo con questa domanda, visto che mi avete inviato la foto di testata con tutti e sei e dato che ho comunicato che ora siete rimasti in quattro, perciò Elia Biondi e Marco Virgili (mio fratello), hanno deciso di interrompere questa attività, vorrei sapere se l'amicizia e stima, peraltro precedenti il rapporto di lavoro, continuano ad esistere nonostante la fine di questo percorso professionale insieme.

Come ci hai chiesto di inviarti una foto che ci ritraeva insieme, non abbiamo esitato un attimo a mandarti questa, dove siamo tutti insieme. E questa cosa già la dice lunga sul nostro rapporto. Chi ci conosce lo sa, l’amicizia era precedente a questa avventura intrapresa 8 anni fa, e ad oggi, è ancora più salda e profonda. Elia e Marco hanno deciso di comune accordo di intraprendere altre strade, per motivi strettamente personali, molto prima che scoppiasse la pandemia. Li sentiamo quotidianamente, per farci una chiacchierata o per insultarci come ai vecchi tempi. Per noi lo Chalet Calypso e La Locura Bistrot resteranno sempre anche loro. (Tutti)




di Maria Teresa Virgili


Questa è un'intervista pubblicata il 24-04-2020 alle 23:06 sul giornale del 25 aprile 2020 - 1585 letture

In questo articolo si parla di musica, spettacoli, intervista, chalet a mare, Maria Teresa Virgili, Chalet Calypso

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