I sindacati della Polizia e la fase 2

5' di lettura 24/04/2020 - Si ricontano i morti. In Italia, ma anche in molti degli altri Paesi colpiti dal coronavirus, i decessi sono stati molto più numerosi di quelli che le cifre ufficiali e le statistiche ci hanno detto finora. Il contagio sta comunque rallentando e anche nel nostro Paese ci si prepara alla ripresa con la Fase Due.

In questo periodo di ansie, paure, dubbi, criticità, il nuovo virus “Covid-19-” ha e sta caratterizzando le nostre giornate, la nostra professione, la vita di tutti i giorni, ma il nostro impegno non si è mai fermato. Abbiamo visto colleghi ammalarsi, altri in quarantena, ma con innegabile spirito di sacrificio e dedizione. Donne e uomini in divisa della Polizia di Stato di tutte le province hanno proseguito la loro opera incessante, in ottemperanza dei vari decreti che si sono succeduti insieme alle altre forze di Polizia.

Al di là delle questioni giornalistiche che danno previsioni a fantasia su un’ipotetica data e sul fatidico “contagio zero” nelle nostre province, incombente aleggia la csd “FASE 2”, ovvero tutte quelle direttive comportamentali e normative che caratterizzeranno la convivenza col Virus, finché un giorno un vaccino ci restituirà una vita normale. Speriamo a breve.

È indiscusso ed indiscutibile che questo momento non potrà prenderci in contropiede e, a maggior ragione, chi ha responsabilità di comando permettere che centinaia di donne e uomini in divisa si trovino impreparati ad affrontare questa nuova fase.

In primo luogo vanno rivisti i posti di lavoro in cui è impensabile che si possa tornare alla baraonda iniziale che già molti uffici avevano, per diverse ragioni. Analizzando i dati sui colleghi contagiati nelle Marche, al 20 aprile, indicavano 20 positivi, 69 con manifestazioni sospette e 92 in quarantena per contatti a rischio (di cui 82 hanno già terminato l’isolamento). Ebbene di questi numeri la più colpita era la provincia di Pesaro. Ovviamente dal passato non si dovrebbe che imparare. Forse una catena di superficialità, mista a logica impreparazione, hanno contraddistinto la fase 1 in alcune province. Pertanto quest’ultima è stata tollerata fino ad un certo punto tanto che, quando i personalismi hanno preso il sopravvento, abbiamo ritenuto indispensabile, insieme ad altre sigle sindacali, intervenire. Amanti di una polemica costruttiva siamo certi che nella “FASE 2” ciò non accadrà più.

Fatto sta che dobbiamo ancora capire come la FASE 2 verrà gestita, quali saranno le direttive ma è certo che la medesima, in soccorso, dovrà essere faro per chi dirige gli uffici, il csd “datore di lavoro”, che ai sensi dell’art. 17 e 28 del DL 81/08 è tenuto alla valutazione di “tutti i rischi”.

La specifica valutazione per il rischio da agenti biologici (covid19) è prevista dal titolo X.

Una valutazione del rischio specifico per COVID 19 è obbligatoria per tutte le fattispecie in cui il rischio legato all’attività sia diverso da quello della popolazione generale.

Dunque specifico della Polizia di Stato e di tutte le sue attività. Basti ipotizzare la riapertura degli uffici al pubblico come Immigrazione PASI, solo per citare le più eclatanti, ma anche nella sola trattazione dei fermati o arrestati da parte degli uffici operativi. In ultimo luogo, non per importanza, tutti gli operatori delle specialità e specificità che ogni giorno si trovano e si troveranno a contatto. Senza dimenticare le grandi carenze logistiche che in alcune realtà sono presenti da tempo e “L’Amministrazione non è ancora in grado di sanare o riassegnare”. Non potrà e non dovrà essere solo la distribuzione dei DPI e dei gel a mettere al riparo l’Amministrazione dai suoi obblighi verso i lavoratori.

Questa pandemia dovrà necessariamente richiamare anche le deficienze croniche che “l’edilizia” ci impone. Le nostre strutture in quelle province, con questa emergenza sanitaria, hanno palesato tutta la loro inadeguatezza e vetustà.

Urgenti ci appaiono le questioni della distribuzione del personale negli uffici, dell’accoglimento del pubblico, della residenzialità del personale alloggiato presso le strutture dell’amministrazione dove, fino a nuove condizioni sanitarie, il “distanziamento sociale” sarà condizione fondamentale di non facile garanzia.

Così come imprescindibili dovranno essere le pulizie degli uffici e le SANIFICAZIONI NECESSARIE E CONTINUE E NON SOLO SPORADICHE. Come anche si dovrà ripensare all’ordinario sistema di pulizie.

Come vediamo la “FASE 2” impone numerose riflessioni e accorgimenti necessari e non più rimandabili.

Chiudiamo ringraziando tutte le Donne e gli Uomini della Polizia di Stato della Regione Marche, delle altre forze di Polizia e anche gli operatori del sistema sanitario. Il personale medico e infermieristico ha garantito ogni giorno e ogni notte tutti i servizi che sono stati richiesti, dagli ordinari agli straordinari, svolgendo il loro servizio sempre con una professionalità impareggiabile, aiutando i cittadini e mantenendo un ruolo fondamentale di collante tra la società civile e le istituzioni.

Pertanto chiediamo che i Questori della Regione nelle rispettive Province diano seguito ad urgenti incontri anche con le OS per sviluppare insieme strategie per la nuova “FASE 2”.

Un grazie a nome mio e di tutte le Segreterie Provinciali SILP CGIL UIL POLIZIA, grazie di #essercisempre con la vostra serietà e professionalità.

Ora prepariamoci per la “FASE 2”!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-04-2020 alle 14:41 sul giornale del 25 aprile 2020 - 272 letture

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