Belmonte Piceno: Associazione di volontari " Attila e Toby", presidio di protezione civile animali nell'emergenza Covid-19

4' di lettura 24/04/2020 - Belmonte Piceno- L’associazione di volontari “Attila e Toby” di Belmonte Piceno è una realtà che opera da 15 anni nel recupero e adozione di animali abbandonati, ma è diventata importante presidio di protezione civile animali in questa emergenza da Covid 19, in cui alcuni cani e gatti sono rimasti da soli per la malattia dei propri padroni. Come nel caso della meticcia Briciola e dei suoi 4 cuccioli, il cui proprietario è ricoverato in ospedale e un parente dell’anziano si è rivolto all’associazione per chiederne il recupero e la possibile sistemazione presso nuovi padroni. O nel caso di un gatto piuttosto malandato, il cui proprietario è ricoverato per Covid, che ora è ospitato e assistito in casa di una volontaria.

L’associazione di volontari “Attila e Toby” di Belmonte Piceno è una realtà che opera da 15 anni nel recupero e adozione di animali abbandonati, ma è diventata importante presidio di protezione civile animali in questa emergenza da Covid 19, in cui alcuni cani e gatti sono rimasti da soli per la malattia dei propri padroni. Come nel caso della meticcia Briciola e dei suoi 4 cuccioli il cui proprietario è ricoverato in ospedale e un parente dell’anziano si è rivolto all’associazione per chiederne il recupero e la possibile sistemazione presso nuovi padroni. O nel caso di un gatto piuttosto malandato, il cui proprietario è ricoverato per Covid, che ora è ospitato e assistito in casa di una volontaria. La piaga dell’abbandono di animali domestici non è certamente nuova, anche se si è acuita in questo periodo perché alcune persone temono, a torto, che possano essere vettori di contagio. Così il telefono di questi volontari squilla di giorno e di notte e le richieste di aiuto arrivano anche da fuori regione. Ma in questo periodo con le restrizioni da Covid, c’è anche la difficoltà di potersi muovere sul territorio e tutto si complica. Anche se i volontari, forti della loro rete di contatti con gli altri centri in tutta Italia,e persino all'estero, si attivano per trovare anche soluzioni a distanza. E’ di pochi giorni fa il gesto solidale ed importante del vigile urbano di Servigliano, Marco Ramadori, che si è offerto di trasportare fino al domicilio delle nuove famiglie adottanti 2 meticce che erano state recuperate in zona Curetta e poi appoggiate per alcuni giorni nel canile di Piane di Falerone per indisponibilità di spazio nel centro di Belmonte Piceno. “Attila e Toby” è un centro che pur operando da 15 anni assolutamente su base volontaristica, si è costituito come Associazione solo nel settembre 2019 e che, se non ci fosse stato il blocco da epidemia , avrebbe inaugurato per Pasqua il nuovo resort/ pensione per cani e gatti in un capannone affittato in contrada Castagneto a Montegiorgio. “ E’ tutto pronto- racconta Lada Tasca Husarikova , socia insieme a Paola Morelli e Francesco Maurizi- il capannone è di circa 500 metri, dotato di riscaldamento, aria condizionata, con stanze singole o familiari, con ogni sicurezza e confort, con spazi separati per cagnolini piccoli o disabili e in cura fisioterapica. All’esterno poi c’è un vastissimo spazio dove tutti potranno sgambarsi e giocare”. Ma cosa fanno di preciso questi volontari? Ce lo spiega Lada: “ Sostanzialmente raccogliamo animali randagi e cuccioli abbandonati, li curiamo grazie alla rete di veterinari che ci sostiene, li ospitiamo e poi li offriamo in adozione tramite il collegamento con altri canili e sul nostro sito facebook , non senza aver prima controllato l’adeguatezza delle famiglie affidatarie. Il tutto esclusivamente a nostre spese o, al massimo, con qualche offerta caritatevole da parte di singoli cittadini. Ognuno di noi fa quello che può. Io abito in campagna ed avendo spazio sono arrivata ad ospitare una media di 40 cani all’anno. Chi vive in appartamento magari si occupa dei gatti. Ma in questi anni ci sono capitati anche capretti, trovati malconci, che sarebbero finiti al macello. Li abbiamo rimessi in salute e poi affidati ad Aziende agricole che nel contratto di adozione, si impegnano a non sfruttarli né per il latte né per la carne e, nel caso siano femmine, a sterilizzarle. Ad esempio uno di questi capretti, a cui abbiamo dato il nome di Bebè, è rimasto a casa della nostra volontaria Diva Marcucci di Falerone che le si è affezionata”. Ma Lada racconta anche di ricci, che spesso vengono raccolti investiti in strada e che, dopo le cure, vengono liberati nuovamente in natura. Insomma un amore a tutto tondo per gli animali, che viene portato avanti a proprie spese, sacrificando anche il proprio lavoro, e che ha assunto i connotati della protezione civile animali in questo periodo di emergenza. Del gruppo volontari, oltre ai 3 soci citati, fanno parte anche Paola Morelli, Diva Marcucci, Enrico Sacchini, Martina Camaioni e Lorena Carosi.








Questo è un articolo pubblicato il 24-04-2020 alle 02:21 sul giornale del 25 aprile 2020 - 1100 letture

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