Quale futuro per i praticanti Avvocati?

2' di lettura 23/04/2020 - Bocciato l’emendamento del Cura Italia che prevedeva il passaggio all’orale di tutti i candidati che hanno svolto l’esame scritto di abilitazione a dicembre 2019.

Un’odissea infinita. In Italia chi sogna di diventare avvocato molto spesso invecchia sopra ai libri. Dopo 5 anni di Giurisprudenza, occorrono infatti 18 mesi di pratica per poter svolgere l’esame di abilitazione. Esso si articola in tre prove scritte che si svolgono nel mese di Dicembre, e in una prova orale, concernente 6 materie, alla quale è possibile accedere solamente se si superano le prime. Normalmente gli esiti delle prove scritte si conoscono nel mese di Giugno, e le prove orali iniziano nel mese di Settembre. Con l’emergenza Coronavirus le correzioni delle prove scritte sono state sospese. Ciò provoca grandi dubbi e incertezze nel mondo dei giovani praticanti avvocati, la cui preoccupazione più grande è quella di dover ripetere lo svolgimento delle prove scritte nel mese di Dicembre 2020, ammesso e concesso che sia ancora possibile sostenere tale esame con le vecchie modalità: l’affollamento nelle Corti di Appello potrebbe infatti agevolare la diffusione del Virus. Praticanti che nel frattempo si trovano in una posizione di limbo, molto spesso senza retribuzione, ma solamente in attesa di conoscere quello che succederà.

Ad esultare circa il respingimento dell’emendamento, che prevedeva l’ammissione alla prova orale di tutti i candidati che hanno già sostenuto la prova scritta nel dicembre 2019, è Marco Zincani, Avvocato fondatore della omonima prestigiosa scuola di formazione giuridica, la quale si vanta di garantire ai suoi corsisti un’alta percentuale di promozione alle prove scritte di cui sopra. Simpatico è stato il siparietto sulla piattaforma Linkedin tra il prestigioso Avvocato e il giovane praticante Danilo Monterotti, il quale chiede a gran voce un provvedimento volto a far luce e a dare maggiore certezza circa il futuro dei praticanti. Non può considerarsi ammissibile, scrive, che i giovani praticanti non conoscano il loro futuro, che siano vittime di un sistema che non garantisce loro nessuna tutela. È necessario intervenire al più presto affinchè tale situazione di incertezza si risolva. Va denunciato inoltre il Business che si nasconde dietro l’esame da Avvocato: corsi di preparazione ad un costo che si aggira intorno ai 1000 euro, codici annotati, indispensabili per sostenere l’esame – rigorosamente aggiornati - acquistabili ad un prezzo di circa 400 €, oltre a vari centinaia di euro per manuali di preparazione. Si comprende quindi il motivo per cui quest’esame non voglia essere riformato. Uno snellimento che sarebbe da considerarsi necessario aldilà dell’emergenza che si sta vivendo, ma che purtroppo incontra lo sfavore di molti.


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 23-04-2020 alle 00:01 sul giornale del 24 aprile 2020 - 1910 letture

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