Psiche 2000, un punto di riferimento nel fermano

4' di lettura 18/04/2020 - Sono trascorse ormai cinque settimane da quando la popolazione ha chiuso le porte di casa minimizzando le uscite e le relazioni sociali e sembra, almeno stando alle parole del Premier Conte, che la situazione non sia destinata a risolversi completamente in breve tempo.

Le parole della dott.ssa Palmieri, Direttrice del Dipartimento di Salute Mentale sono chiare: in una lunga intervista comparsa nei quotidiani il 18 Marzo scorso, sottolineava come “ la quarantena collettiva aumenta il vissuto claustrofobico e di impotenza, predisponendo allo sviluppo di reazioni emotive depressive e comportamentali aggressive.”

Dentro i ristretti spazi delle case sono chiuse volontariamente e involontariamente molte persone già fragili, che rischiano seri danni alla propria salute mentale se non, nei casi più gravi, letteralmente la vita. Secondo l'ISTAT, dal 2015 sono circa 2 milioni e 800.000 le persone soggette a malattie psichiatriche affette soprattutto da depressione ma anche schizofrenia (245.000 italiani circa), disturbi bipolari (circa 1 milione di persone)e dipendenza da sostanze. Per questi l’isolamento forzato è una sfida enorme in quanto, devono rinunciare ai contatti umani e personali ma anche e soprattutto, a quelli terapeutici con gli psichiatri, gli psicologi, gli assistenti sociali, gli educatori e tutto il personale e le attività promosse nei servizi e nei centri afferenti ai Dipartimenti di Salute Mentale. Il tutto in un mondo in cui la salute mentale subisce ancora incomprensione e stigma: infatti per molti di coloro che non ne soffrono, non sembra un malessere reale o almeno non confrontabile con altre patologie; ma le malattie mentali possono fare molto male. In totale nel 2016 solo in Italia sono morte 21000 persone con disturbi mentali.

L’associazione Psiche 2000 da venti anni lavora nel territorio fermano per sostenere le famiglie e i pazienti, dare loro sostegno e lottare per il superamento dello stigma e la realizzazione di una concreta ed efficace inclusione sociale. E’ la nostra mission che ci impone di agire, di essere presenti in questo periodo, non solo col pensiero ma anche concretamente tendendo una mano, o per meglio dire “un orecchio” a tutte le persone che hanno bisogno di sostegno.
Va diffusa l’idea dell’ “Andrà tutto bene!”.

E’ molto importante, mai come ora, manifestare solidarietà e vicinanza: ci sono tante famiglie e tanti malati che si sentono abbandonati, stretti in quattro mura, che hanno difficoltà a raggiungere il Centro di Salute Mentale e che non sanno con chi parlare del proprio stato d’animo. E’ una situazione particolare per tutti (la quarantena) e tra questi tutti non dobbiamo dimenticare i più fragili, chi di solito è ai margini della società e fa fatica a farsi ascoltare o notare.

Questa azione – spiega la Presidente Fermani – vogliamo portarla avanti con due iniziative per rendere significativo questo “tempo sospeso”. Stiamo continuando l’attività dello Sportello di Ascolto rivolto ai familiari, potenziandolo grazie alla disponibilità di due professionisti: la Dott.ssa Giovanna Sanna, psichiatra e psicoterapeuta e il Dott. Tullio Traini, psicologo e psicoterapeuta.
Gli appuntamenti sono
prenotabili chiamando il 391/3601408 tutti i giorni dal Lunedi al Venerdi. Inoltre abbiamo donato al DSM dell’ Area Vasta n.4 un totale di dieci cellulari dotati di SIM e giga per favorire gli interventi di sostegno a distanza attraverso cui il personale sanitario e sociale può continuare l’attività terapeutico-riabilitativa, non lasciando sole le persone ma anzi, rafforzando la stima, la fiducia e la vicinanza. “

Nonostante le difficoltà – conclude la Presidente di Psiche 2000 – siamo convinti che anche un piccolo gesto possa donare sollievo in questi tempi bui. Crediamo fermamente che “nessuno si salva da solo” e che da questa crisi riemergeremo più forti, solidali e più vicini di prima”.

Per info tel. 391/3601408 o visitare il sito internet: www.associazionepsiche2000fermo.it e la pagina FB omonima.


di Marco Squarcia
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 18-04-2020 alle 12:41 sul giornale del 20 aprile 2020 - 317 letture

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