Porto San Giorgio: Diego Mercuri "Dedicherò ogni mio concerto al mio più grande fan, MIO PADRE"

7' di lettura 19/04/2020 - Intervista al musicista sangiorgese, sulla sua musica, i suoi sogni, i suoi pensieri in questo periodo delicato.

Diego, noto cantautore sangiorgese, frontman della band Diego Mercuri & The Wrecking, nata nel 2013, con uscita nel 2015 del primo disco "Last Blessing" e nel 2019 "Take home", ha collezionato un crescente percorso artistico con all'attivo moltissimi concerti in tutta Italia in diverse formazioni, acustiche ed elettriche.
Dotato di una voce fortemente profonda e penetrante, egli mette anima e corpo nella musica, sino a riuscire ad emozionare potentemente il pubblico.
La sua sensibilità, nonostante sia un pezzo grosso, fisicamente parlando, lo ha portato non solo a fare esibizioni, ma anche a qualcosa che andava oltre, come sé porgesse una stretta di mano ed un abbraccio sincero ad ogni ascoltatore.
Purtroppo il coronavirus ha portato via del tutto improvvisamente ed inaspettatamente una delle figure più importanti della vita di Diego, suo padre, il grande Luigi Mercuri, uomo amatissimo ed ancor più stimato dal territorio sangiorgese.
Questa intervista che Diego ha voluto fare parlerà della sua musica, poiché dinanzi ad un dolore così grande solo il silenzio è la maggior forma di rispetto.

Caro Diego, nel ringraziarti immensamente per questo tuo contributo, come già anticipatoci per telefono, non riesco facilmente a chiederti come stai, ovvero mi sembra di arrecarti un ulteriore dolore, ma come ti ho ribadito, vorrei che tu stessi il meno male possibile.
Veniamo al dunque, mi piacerebbe sapere cosa ti sta donando la musica in questo momento.
Raccontami del come e del perché hai voluto intraprendere il percorso da musicista, e quali sono gli idoli ai quali ti sei maggiormente ispirato.

"Iniziamo con una domanda difficile. Diciamo cosi: per me la musica è 40% a casa (esercizi, ascolto scrittura) e 60% live. Il problema è che però vorrei vivere solo il 60% live. Sono autodidatta e certe volte mi sento anche in colpa quando vedo tanta gente che sa davvero suonare e cantare a casa però per stare su un palco devi avere delle caratteristiche ahimè. Fra tutte devi avere un minimo (non troppo) di egocentrismo e suona strano perché prima di prendere la chitarra in mano a 13 anni, mi vergognavo della mia ombra. Però se non pensi dentro di te di essere in cima, nessuno lo farà per te. Altra cosa che si collega alla domanda precedente: la sincerità. In qualche modo la gente lo sente. Quando ascolto certi musicisti, specie nel blues, amo guardare i loro occhi, le loro smorfie. Pazzesco. Ultimo ingrediente, beh... la bravura mischiata a cuore, anima ed intuizione.
I miei più grandi idoli? Beh, Bruce Springsteen, i Rolling Stones, Ryan Adams, Jackson Browne, Dylan, Johnny Cash, Muddy Waters, Who, Elmore James, BB King, Robert Johnson, Allman Brothers e potrei andare avanti per tanto tempo ancora"


Come ho scritto nell'introduzione, oltre che come musicista, sei unanimemente apprezzato anche per l’umanità e la sincerità che ti contraddistinguono, sono ancora valori attuali, a tuo parere?

"Grazie per quello che hai detto. Ad essere sincero vedo che tanta gente mi ascolta anche perché sono sincero, il mio amore per la scrittura e la musica in generale è un sentimento a cuore aperto, ho sempre una melodia in testa o dei suoni, vivo costantemente così e chi non mi reputa pazzo, mi segue e ne sono onorato. Penso che come ogni sentimento grezzo, la musica non vada descritta o raccontata: va espressa e dimostrata nel modo più sincero possibile ed io sono così, in tutto. Nella mia breve vita, non ho mai tradito un impegno, una parola, arrivo prima ad ogni appuntamento e cerco di non far star male chi ho vicino. Ovviamente ci provo e ogni tanto fallisco ma mai in mala fede. Credo siano valori senza tempo ma che stiamo perdendo con i tempi che arrivano. Ed è un peccato non potersi stupire per un tramonto o per il rumore del mare"

Con la Wrecking band avete prodotto un disco ed avete anche un'etichetta discografica, l'Overdrive Records, a tal proposito vorrei chiederti quanto è difficile emergere oggi con i propri brani originali, e se ti è mai capitato di voler mollare e fare solo cover.

"Attualmente ho due dischi, uno elettrico ed uno acustico ma avrei canzoni per farne almeno altri tre. Il problema sono i costi. Suonare canzoni mie o nostre e arrangiare ogni tanto qualche cover non è una scelta ma una cosa che viene spontanea. Già a scuola odiavo ripetere "ciò che il poeta dice" perché volevo dare la mia visione. Esistono i vinili, i dischi. Oggi come oggi, seppur la qualità non sia granché, è molto facile trovare ed ascoltare musica. Questo rende la vita ancora più difficile a chi vuole emergere. Oggi chiunque può fare musica, registrarsi, correggere gli errori, riprendersi e postare video. Questo crea tanta scelta e da una parte è una fortuna. La difficoltà nel proporre musica originale sta soprattutto nel catturare l'attenzione del pubblico. Mi è capitato di suonare a Londra e li la gente si ferma se non conosce qualcosa. Qui la maggior parte della gente va sul sicuro. Purtroppo manca la curiosità, la voglia di conoscere ma è un problema sociale e non solo artistico. Detto questo no, non ho mai voluto mollare perché non ho scelto io la musica ma era già in qualcosa che scorre dentro di me e questo è il mio modo di farla uscire. Non sono mai cambiato per nessuno e lo stesso la mia musica, tuttavia eseguire cover è comunque una scelta che rispetto, e ne interpreto anche io alcune, adoro soprattutto arrangiarle a modo mio, lo trovo eccitante.

Quanto ti manca il palco, sia musicalmente che umanamente, il contatto con il pubblico, e come pensi di affrontare questo periodo dove i concerti mancheranno probabilmente per diverso tempo.

"Stare lì sopra per me conta tantissimo, non so cosa fare senza musica live. Ho scritto per adesso 12 canzoni. Tutto questo però senza il profumo delle valvole degli amplificatori, senza amici e famiglia sul palco sembra che abbia poco senso. Mi manca tutto ed è un grosso problema anche per chi lavora nel settore. Non tutti capiscono che dietro ad una band di cinque elementi lavora altra gente fra organizzatori, fonici e tecnici senza dimenticare la parte più importante: il pubblico. Purtroppo nessun partito ha fra i punti del programma la tutela dell'arte, mi dispiace davvero tanto."

Hai dei rimpianti? Qualcosa che non hai fatto od avresti voluto fare, e quali sono i tuoi obiettivi, i tuoi desideri, i tuoi sogni più grandi.

"Non ho rimpianti, o almeno non ho grossi rimpianti. Mi sarebbe piaciuto tanto fare il pilota di formula 1 ma ho già ciò che amo, compresa la terra. Amo i Monti Sibillini e per adesso vivo a mezz'ora da loro. Amo la musica, gli animali. Penso di avere tutto quello che potevo chiedere. Una grande famiglia, nonostante la recente perdita immensa di mio padre, e poca gente intorno, come piace a me. Pochi ma buoni. I miei obiettivi sono: tornare al più presto su un palco, suonare suonare e suonare. Cercare di fare altri dischi e girare il mondo con la mia musica. L'altro obiettivo è di farmi una casa davanti ai Sibillini in modo da poterli guardare per ore e trovare quel silenzio che mi rigenera ogni volta.
Grazie a tutti voi che avete avuto la pazienza di leggere ogni parola e ogni pezzo della mia anima. Ci vediamo presto spero"




di Maria Teresa Virgili


Questa è un'intervista pubblicata il 19-04-2020 alle 00:17 sul giornale del 20 aprile 2020 - 3570 letture

In questo articolo si parla di concerti, musica, spettacoli, articolo, Maria Teresa Virgili

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