"Vivere a fianco del Covid-19 ti cambia nel profondo"

3' di lettura 17/04/2020 - Paolo, nome di fantasia di un operatore socio sanitario che lavora nel fermano, sta combattendo al fianco di medici ed infermieri contro un nemico invisibile e devastante.

"Ho scelto questa professione motivato da un'enorme passione;non c è stato un solo istante in cui abbia avuto il minimo dubbio sul mio lavoro ma, vivere fianco a fianco del Covid-19, è un'esperienza che ti cambia nel profondo.
Tutte le tue priorità vengono totalmente ridimensionate."

Le prime parole di Paolo, sono seguite da un lungo silenzio assordante, colmo di emozioni e gratitudine per tutto ciò che i professionisti sanitari stanno affrontando in questo periodo.
Cosa significa lavorare in un contesto simile?
"Lavorare in questa situazione emergenziale comporta convivere con un costante senso di preoccupazione e tensione,perchè non sai mai se il virus colpirà e quando lo farà.
L'Umanità e la Premura verso tutti i pazienti che stanno attraversando questo tunnel sono i concetti cardine che animano tutti noi operatori, siamo consapevoli del fatto che la nostra presenza sia un grande incoraggiamento per tutti coloro che stanno lottando contro il virus ed ogni gesto, anche il più semplice, può essere prezioso per la loro piena ripresa".

Negli ultimi tempi la tua vita lavorativa è stata profondamente trasformata; come vivi questo cambiamento?
"Questa emergenza non ha solo influito sulla mia attività lavorativa ma, ha anche modificato il mio modo di percepire la vita.
Tutto ciò che prima davo per scontato ora non lo è, convivo con una preoccupazione costante per la mia famiglia che sto cercando di proteggere a tutti i costi.
Il Sostegno reciproco con i colleghi si sta rivelando fondamentale nel sorreggere le tensioni che stiamo vivendo,purtroppo alcuni di loro si trovano in isolamento domiciliare o, sono stati ricoverati e stanno portando avanti la loro battaglia per poter vincere.
Ogni giorno guardo la sofferenza nei volti dei pazienti, molti sono intubati mentre altri vengonio ventilati costantemente;ho assistito con assoluto senso di impotenza alcuni malati terminali che si trovano totalmente soli ad affrontare tutto questo senza la possibilità di poter aver a fianco i propri cari e di poterli salutare un'ultima volta ed è devastante.
I Familiari vivono un doppio dramma,perdendo i propri cari senza nemmeno poterli assistere nei loro ultimi istanti.
Questo virus non ci ha soltanto condotti verso una sorta di Isolamento Sociale obbligato ma, ci ha privati di tutto ciò che amiamo di più:la vicinanza,la comprensione e la presenza di tutti coloro a cui siamo indissolubilmente legati.

Per questo è fondamentale continuare a seguire tutte le disposizioni in vigore e non possiamo minimamente abbassare la guardia ritenendo che il periodo peggiore stia passando,non conosciamo l'evoluzione della situazione da qui ai prossimi mesi e, se vogliamo davvero tutelarci, dobbiamo andare avanti con grande senso di responsabilità."






Questo è un articolo pubblicato il 17-04-2020 alle 19:33 sul giornale del 18 aprile 2020 - 547 letture

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