Visori protettivi per tutti. Una storia di collaborazione, altruismo e tanta generosità.

5' di lettura 17/04/2020 - Mettersi a disposizione per il bene di tutti, impegnare il proprio tempo per la sicurezza degli altri e scegliere di non rimanere fermi durante l’emergenza.

Una storia fatta di altruismo, aiuto reciproco e dedizione per il bene comune. Una storia di quelle a cui, in un primo momento, fai fatica a credere, ma poi te ne innamori e ti viene solo da “battere le mani”. In una società trainata dal tornaconto personale e dal ritorno economico, c’è chi ha deciso di prodigarsi e dedicarsi alla sicurezza dell’altro, non rimanendo fermo.

La storia ce la racconta Marco Antognozzi, l’ideatore di questa iniziativa. Originario di Comunanza, vive e lavora nel suo paese natale insieme alla moglie e alla figlia di pochi mesi. Il covid 19, come per tanti altri cittadini italiani, ha creato scompiglio nella sua vita. Marco, però, non si dà per vinto, non è un tipo che resta fermo; nell’attesa che tutto si risolva e torni alla normalità, ha deciso di darsi da fare, ma non per se stesso, bensì per gli altri.

“Dal web sono venuto a conoscenza di questo strumento protettivo. Un ragazzo svedese aveva diffuso il modello nei forum degli appassionati di stampe 3D e chiunque poteva utilizzarlo, così ho deciso di provare – ci racconta Marco – in casa ho una stampante 3D che uso per lavoro e progettazioni e da lì è iniziato tutto”.

Uno strumento semplice, ma particolarmente efficace, che limita il contagio: “Si tratta di un supporto in pvc al quale va unita una visiera in plastica che copre tutto il viso ed assemblandoli, si crea un visore protettivo. Ho iniziato a fare le prime prove qualche giorno dopo il bocco totale e subito ho deciso di donare il materiale nel mio Comune. È ovvio, non è uno strumento certificato DPI, non sostituisce la mascherina, ma va usato insieme ad essa, è complementare. Inoltre, è facilmente lavabile, sanificabile e durevole”.

Un’iniziativa senza alcun ritorno economico, i visori sono gratuiti per tutti: “Li ho donati subito a chi ne aveva veramente bisogno, Forze dell’Ordine, Enti Sanitari, Croce Rossa, dipendenti comunali ed anche ai commercianti che dovevano continuare la loro attività lavorativa”.

C’era bisogno di maggior aiuto, serviva una chiamata generale: “Dopo poco, ho iniziato ad avere sempre più richieste e da solo non riuscivo a coprirle tutte, così, tramite i social, ho chiesto sostegno a chiunque voleva mettere a disposizione la propria stampante 3D”. Nonostante non si ricavi alcun profitto, sono stati molti gli aiuti che ha ricevuto Marco: “Qui a Comunanza si sono aggiunti Marco Travanti e Giuseppe Maiorani, poco dopo è arrivato Marco De Luca da Amandola, poi Alex Piermarini da Montefortino e Roberto Pacifici da Montemonaco. Li ringrazio tutti immensamente, sono parte fondamentale di questa iniziativa”.

Così, grazie a questa collaborazione a distanza, i ragazzi riescono a coprire gran parte del territorio montano e non solo. Ora sono entrati in contatto anche con il Comune di Montefalcone Appennino, che si è detto favorevole a collaborare, comprendo la zona dell’Alto Fermano, come ci dice il Sindaco Grifonelli: “Ho dato la massima disponibilità per l’iniziativa, aiutando anche per la distribuzione nei territori limitrofi a Montefalcone. Ringrazio i ragazzi per ciò che stanno facendo, soprattutto in questo periodo di emergenza. A breve consegneremo i visori protettivi anche presso la nostra struttura Socio Sanitaria”.

“E’ ovvio – ci spiega Marco – stiamo usando le nostre stampanti in modo un pò in proprio, infatti sono ideate per la progettazione, non per la produzione, per questo chiedo a chiunque volesse mettere a disposizione la propria stampante 3D di contattarci. L’aiuto di tutti è davvero importante”. I ragazzi si impegnano giornalmente, facendo lavorare la macchina 3D 24 ore al giorno circa: “Ognuno di noi riesce a produrre circa 35 supporti al giorno e poi c’è il lavoro di assemblaggio ed imballaggio. E' un impegno economico relativamente contenuto, ma c'è anche molto lavoro manuale per il confezionamento e l'assemblaggio".

Ogni giorno arrivano nuove richieste, sia da semplici cittadini che da titolari di fabbriche ed Associazioni, anche fuori Regione: “Abbiamo creato un semplice modulo che si può compilare da Google per richiedere lo strumento protettivo e tramite contatti nei vari Comuni, cerchiamo di consegnare al più presto il materiale. A Comunanza ci aiutano molto i volontari della Croce Rossa, che hanno messo a disposizione la sede come punto di consegna”.

Nei prossimi mesi come farete? “Per adesso cercheremo di soddisfare tutte le richieste entro fine Aprile, dopo vedremo come fare. È ovvio, nei successivi mesi spero di tornare al mio lavoro, quindi non avrò tanto tempo da dedicare all’iniziativa, per questo cerchiamo altri possessori di stampanti 3D che desiderano mettersi a disposizione. Se il progetto continuerà anche nel futuro, stiamo pensando di attivare delle donazioni e con il ricavato regalare strumenti protettivi o altro materiale agli Enti ed Associazioni della zona”.

Un’iniziativa davvero unica, un gesto di grande altruismo: “Abbiamo deciso di fare tutto questo per aiutare gli altri, non vogliamo un ritorno per noi stessi, ma sostenere e facilitare la vita del prossimo in questo momento difficile. Vorrei far comprendere anche il valore del bene comune, infatti invitiamo a fare richiesta di questo oggetto, chi ne ha veramente bisogno, chi sa che frequenterà luoghi dove c’è il rischio di contagio e non a chi lo richiede tanto per averlo o tenerlo in casa”. Collaborando per un nobile scopo ed aiutandosi reciprocamente senza secondi fini, si raggiungono grandi risultati.

Chi vorrà mettere a disposizione la propria stampante 3D per l'iniziativa, potrà contattare Marco Antognozzi, mediante Facebook.








Questo è un articolo pubblicato il 17-04-2020 alle 15:59 sul giornale del 18 aprile 2020 - 1031 letture

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