Pillole di automiglioramento per studenti e famiglie

4' di lettura 16/04/2020 - In una fase delicata dell'epidemia di Covid-19, la Provincia di Fermo, nelle persone di Stefano Pompozzi, Vicepresidente della Provincia, e Laura Lupi, coordinatrice del settore Pubblica Istruzione, e insieme all’UOS Età Evolutiva dell’ASUR Marche Area Vasta n.4, promuove mini-video di automiglioramento per studenti, genitori e famiglie in cerca di spunti per un percorso di crescita personale.

Da una settimana, l'iniziativa, spiega Pompozzi, vede la diffusione di brevi video online, di circa due minuti, che forniscono le linee guida, o meglio spunti di riflessione, su come comunicare in famiglia in questo specifico periodo, con l'aiuto di psicoterapeuti e logopedisti, e che si rivolgono a tutte le fasce d'età, partendo dai più piccoli per arrivare ad adolescenti e adulti, disponibili sia sul sito istituzionale della provincia che sulla pagina facebook.

In stretto rapporto con l'Asur Marche area vasta 4, lo scopo è quello di dare un contributo, seppur minimo, a quelle persone che necessitano di un supporto più approfondito. Infatti in ogni video sono presenti dei contatti tramite i quali si può avere un colloquio telefonico libero da qualsiasi intromissione. “È un servizio pubblico totalmente gratuito che mira a prolungare la sua attività anche dopo che l'emergenza Coronavirus sarà passata” conclude Pompozzi.

A parlare per l'ASUR Marche Area Vasta n.4 è il Dr. Bruno Acciarri, neuropsichiatra infantile e Responsabile UOS Età Evolutiva, che ci spiega come in un periodo di isolamento forzato come questo, occorre concentrarsi sulla comunicazione, centrale per la tutela e la conservazione dei rapporti familiari.

La comunicazione è fatta di parole ma anche di gestualità” afferma il Dr. Bruno Acciarri. “In questa situazione delicata, in cui il contatto con l'altro deve essere limitato per la non trasmissione del virus, vi è un grosso pericolo per bambini da 6-12 anni. Nell'infanzia, la comunicazione è più corporale che verbale. Se già a questa età viene negata, vi è il serio rischio che la fisicità nel futuro venga a mancare poiché continueremo a non valorizzare il contatto con l'altro anche quando si saranno abbassati i livelli di emergenza. Fondamentale” prosegue Acciarri “oltre la parola è il fatto di non demonizzare il contatto fisico per i più piccoli perché mina la loro capacità cognitiva, già provata dalla tecnologia a causa della quale la gestualità è minimizzata.

Ogni fascia d'età prima della soglia adulta ha un suo modo di esprimersi. Se ad un bambino di tre anni occorre essere coinvolto attivamente nelle attività della lettura e del gioco, l'adolescente, che vede privarsi un suo pari in un rapporto comunicativo, necessita di un ascolto da parte dei genitori. È importante infatti che i genitori siano interessati alle attività del proprio figlio, le quali adesso si limitano solo all'interazione online. Occorre avvicinarsi all'adolescente non per indagare su quello che fa ma per essere informati e di conseguenza coinvolti nella sua attività, instaurando così un legame anche di fiducia.

Prendersi un momento la sera, anche a tavola, per esternare le proprie emozioni e sentimenti al resto della famiglia”, continua il Dr. Acciarri, “costituisce un ottimo modo per rimanere in contatto, al limite dell'empatico, con i propri familiari, per avere un feedback o un resoconto della giornata o semplicemente un abbraccio o una stretta di mano.

Non dobbiamo far entrare dentro le nostre case il rumore che c'è fuori” prosegue poi Acciarri, poiché l'agitazione dovuta alla situazione attuale blocca qualsiasi altro tipo di comunicazione. “Il silenzio che si sente fuori dalle nostre case è drammatico. Ma allo stesso tempo è assordante. Perché in quel silenzio c'è la paura e l'angoscia per ciò che sta accadendo. Un silenzio reale a cui però corrisponde un rumore virtuale. Stare da soli con se stessi ma allo stesso tempo avere un contatto interpersonale è necessario così da stabilire una comunicazione più umana. Spegnere il televisore, o almeno ridurre il trambusto infodemico di questi giorni, aiuta la famiglia a concentrarsi meglio su se stessa centralizzando il rapporto con i propri cari” conclude infine Acciarri.






Questo è un articolo pubblicato il 16-04-2020 alle 18:59 sul giornale del 18 aprile 2020 - 674 letture

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