Il Codacons grida contro la cremazione per i deceduti da Coronavirus

3' di lettura 17/04/2020 - Verrebbero distrutte le prove dell’effettiva causa di morte

Niente sarà come prima, lo dicono in tanti fino alla noia. I puri di cuore (ne ho sentiti alcuni) immaginano un rabbonimento degli animi umani con la logica conseguenza che dopo questa prova, tutti saremo più indulgenti, più pazienti e maggiormente inclini al perdono ed alla comprensione.

Già, più buoni; ci credo poco anzi per niente. Basta sentirsi in pericolo, precari e lo spirito di sopravvivenza che è in ognuno di noi dimentica i buoni propositi.
Basta riascoltare “il sogno” di Gaber per renderci conto che siamo governati da questo naturale istinto senza il quale non si perpetuerebbe la razza umana. Possiamo migliorarci certamente ma tra la vita e la morte quanti sono disposti a dare la propria per salvare quella di chi ci è indifferente?

Pensieri che di tanto in tanto circolano nella mia mente perché già da giorni sono partite indagini della magistratura per capire cosa sia effettivamente successo nelle RSA italiane.

Altri invitano ad abbandonare la cremazione perché con questa si perderebbero tracce delle cause di morte e oggi, in redazione è arrivato un comunicato stampa del codacons che:

rivolge un appello alle Procure della Repubblica delle Marche che stanno indagando sui decessi registrati nelle case di riposo della regione, affinché vengano adottate misure urgenti in grado di garantire indagini precise sulle responsabilità della strage di anziani sul territorio. Chiediamo agli inquirenti di sequestrare le salme dei pazienti deceduti presso le Rsa della regione, e disporre autopsie su tutti i corpi onde accertare le cause dei decessi – afferma il presidente Carlo Rienzi – Tale misura si rende necessaria per evitare che le case di riposo procedano ad eseguire cremazioni che, di fatto, farebbero scomparire le prove utili ad accertare le responsabilità dei reati commessi a danno dei pazienti delle strutture. In tal senso le autorità competenti devono temporaneamente vietare le cremazioni in tutte le Marche, perché documenti e cartelle cliniche redatti dalle Rsa non sono sufficienti a ricostruire le cause dei decessi e le relative responsabilità, che possono essere accertate solo tramite autopsia – conclude il Codacons.”

Tutti abbiamo il sacrosanto diritto alla verità ma a me pare che i nostri eroi in prima linea quali, medici, infermieri, operatori sanitari che si sono prodigati e si stanno tutt’ora prodigando per salvare più vite possibili siano già sotto accusa.
Si vuole evitare la cremazione per i deceduti da coronavirus. Io non so se esiste un protocollo che la renda obbligatoria in tutta Italia ma non credo perché gran parte delle “materia” sanità è regolata dalla Regione che condivide con i Comuni competenze specifiche.
Mi limito solo a dire che le tante morti come per esempio quelle del nord Italia abbiano fatto optare per la cremazione anche e soprattutto per una questione di sicurezza mortuaria e sanitaria.


di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 





Questo è un articolo pubblicato il 17-04-2020 alle 13:17 sul giornale del 18 aprile 2020 - 2087 letture

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