Montappone e il distretto del cappello s'interroga come ripartire

2' di lettura 15/04/2020 - Dopo l’ultimo DPCM le attività produttive del centro del cappello, per un attimo, hanno pensato di poter riaprire le loro attività già a partire da oggi (14 aprile ndr). Tra quelle in riapertura si parlava, infatti, di aziende addette alla lavorazione della paglia e materiali da intreccio.

“Nella fattispecie il nominato codice Ateco 16.29.30 che a prima vista lasciava intendere che ci fossero anche i cappelli tra gli articoli in paglia, di fatto si riferisce alla fabbricazione di stuoie, divisori, ceste, oggetti in vimini etc. ma non ai cappelli che rientrano invece tra gli accessori della filiera dell’abbigliamento presenti in altri e specifici codici Ateco”- spiega il Presidente nazionale del settore del cappello Paolo Marzialetti.
Che aggiunge: “ Ad ogni modo, anche a nome dei colleghi imprenditori del Distretto del cappello, al di la della possibilità di riapertura che può dare o meno questo specifico codice Ateco ( basta una visura camerale per accertare se l’azienda ce l’ha o meno), la tendenza generalizzata è quella della maggiore cautela possibile nel mettere in sicurezza i propri collaboratori. Cioè mettere a loro disposizione i dispositivi di protezione individuale, oltre alla sanificazione degli ambienti di lavoro e, soprattutto, richiedendo alle autorità sanitarie competenti i Kit con i test reagenti per rilevare il comportamento degli anticorpi in via preventiva. Solo così la ripresa delle attività produttive potrà essere la più serena possibile, nel rispetto di tutti”. Di fatto, continua Marzialetti, “per noi non è un problema creare il distanziamento sociale tra i lavoratori, o fornirli di mascherine o sanificare gli ambienti di lavoro. Questi sono tutti accorgimenti che avevamo già preso prima della chiusura imposta e che dovremmo solo ripetere. La sicurezza vera, quella che consentirebbe una ripresa davvero tutelata, può scaturire solo dal sottoporre tutti i nostri dipendenti a questo veloce esame del sangue, che verifica chi ha sviluppato anticorpi contro il covid19. Ma quali sono le intenzioni delle Autorità Sanitarie Regionali competenti ? Intendono procedere utilizzando questi test? I Kit ci sono? E se sì, con quali tempi si procederà? Perché certamente per il nostro distretto è importante ripartire il più presto possibile, altrimenti i danni economici si moltiplicheranno, ma vogliamo farlo nella maggior sicurezza possibile. E su questo attendiamo di conoscere quali strategie chiare intende mettere in atto la Regione”.






Questo è un articolo pubblicato il 15-04-2020 alle 00:01 sul giornale del 16 aprile 2020 - 611 letture

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