2020 - Pandemia e Resurrezione

3' di lettura 14/04/2020 - 2020 - Pandemia e Resurrezione. È il nuovo libro che il prof. Giulio Sapelli, economista, storico e dirigente d'azienda, ha pubblicato appena alcuni giorni fa presso le Edizioni Guerini Associati

Un libro di 127 pagine, con un condensato di analisi, ricerche e proposte incredibile. Un volume che costringe il lettore a prendere coscienza di quanto accaduto e del perché è accaduto. Sapelli lo presenterà con una iniziativa in rete proposta dalla Fondazione San Giacomo della Marca.

La video conferenza si svolgerà venerdì 17 aprile alle ore 17,30 iscrivendosi a www.fondazionesgdm.it/landing/pandemia-e-resurrezione-17-aprile-2020.

Non è la prima volta che il prof. Sapelli raggiunge il Fermano per un convegno sui temi economici e storici. Ma è la prima volta che lo fa in un incontro virtuale causato da quello che il professore definisce il Cigno nero.
Con la consueta profondità e vastità di pensiero, il professore prova a fare luce sulla drammatica crisi e sugli scenari futuri. Il Cigno nero sguazza in quello che è stato «il nostro modo di costruire sino ad oggi la poliarchia – senza una buona governance – con la separazione degli interessi privati da quelli pubblici e con la prevalenza dell'interesse particolare su quello generale...».
Non può continuare, afferma il professore, questo modello «deve trasformarsi, pena la distruzione della società, senza alternative».
Dovranno essere sempre più la persona e il lavoro i temi dominanti.
«Il capitalismo, se vuole sopravvivere, deve cambiarsi per conservarsi, rispetto al tema del lavoro, riconducendo la tecnologia al ruolo più corretto di supporto al lavoro umano».
Un altro passaggio significativo: «E dovrà sorgere, di già sorge spontaneamente, dal lavoro umano associato una sorta di nuova territorialità con la scoperta che la delocalizzazione non è inevitabile».
E, ancora, non più la diade: stato mercato, ma la triade stato comunità mercato, dove il diritto pubblico torna ad essere centrale.

La pandemia e la sua gestione – secondo Sapelli – sono il frutto amaro di una società e di un sistema economico globalizzato come pure di un arretramento della politica, dello Stato e dello spirito pubblico.
Ma tale sciagura, per l'autore, è anche una rara occasione di trasformazione.
O, meglio, di Resurrezione. Il bene comune, spiega Sapelli, deve essere messo al centro della scena e devono soccombere i meri tornaconti sia privati sia nazionali.
Il passaggio decisivo sarà la fine del dominio del mercato e il riconoscimento del lavoro come strumento principe per garantire equità sociale, benessere, sicurezza e giustizia.

Il presidente della Fondazione San Giacomo della Marca, Massimo Valentini aggiunge che: «La ripresa dell'umano, che miracolosamente abbiamo visto in azione in questi tempi del coronavirus, è la vera risorsa e condizione di qualsiasi cambiamento, anche delle strutture socio economiche che anch'esse chiedono un profondo cambiamento.
Con Giulio Sapelli andremo a conoscere i dati epocali dei mutamenti in corso, certi che la novità presente nel mondo non potrà essere fermata da qualsivoglia potere che non regge l'urto del tempo».

All'inizio del suo saggio, che riporta anche due interventi di Giuseppe De Lucia Lumeno e Alessandro Mangia, il professore cita la Lettera ai Romani di san Paolo: «Spe salvi facti sumus...», nella speranza siamo stati salvati. Speranza di rinascere, anzi di resurrezione.




Adolfo Leoni


Questo è un articolo pubblicato il 14-04-2020 alle 12:43 sul giornale del 15 aprile 2020 - 530 letture

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