Coronavirus, Premier Conte: Prolungamento delle misure restrittive fino al 3 maggio e parziali riaperture dal 14 aprile

3' di lettura 10/04/2020 - «Proroghiamo le misure restrittive sino al 3 maggio, una decisione difficile ma necessaria di cui mi assumo tutta la responsabilità politica. Non possiamo permetterci una nuova esplosione del contagio», le parole di Conte.

Si tratta di una decisione assunta dopo diversi incontri tenuti con la squadra dei ministri, con esperti del Comitato Tecnico Scientifico, con le regioni, le province, i comuni, i sindacati del mondo delle imprese e dell’industria e con le associazioni di categoria.

Il Comitato Tecnico Scientifico ha dato una conferma: i segnali della curva epidemiologica sono incoraggianti, le misure fin qui adottate stanno funzionando.

L'Ufficio Europeo dell'Oms ha ribadito che l'Italia si sta dimostrando un esempio anche per gli altri Paesi nel tutelare la salute dei cittadini.

E, proprio per questo - ribadisce Conte - non possiamo vanificare gli sforzi fin qui compiuti con il rischio di perdere i risultati positivi ottenuti finora. Sarebbe una frustrazione per tutti dover ripartire da capo.

Dobbiamo perciò continuare a mantenere alta la soglia dell'attenzione. Soprattutto ora che si avvicina la Pasqua, ma anche i ponti del 25 aprile e del 1 maggio.

Siamo tutti impazienti di ripartire; l'auspicio di Conte è che dopo il 3 maggio si possa ripartire, pur con cautela e gradualità. Dipenderà tutto dal nostro comportamento.

La proroga disposta con il nuovo DPCM vale anche per le attività produttive. Da martedì 14 aprile potranno tuttavia riaprire le librerie, le cartolibrerie e i negozi per bambini. Ripartiranno anche la silvicoltura e le varie attività forestali.

Il lavoro per la fase 2 è già partito - assicura il Premier. Superata la fase acuta, dovendo convivere con il virus, si sta lavorando a un programma che poggia su due pilastri: l’istituzione di un gruppo di lavoro di esperti capitanato da Vittorio Colao, uno dei manager più stimati anche all’estero e il Protocollo per la sicurezza nei luoghi di lavoro, la Bibbia da cui ripartire - come lo definisce Conte.

Venendo all'Europa: saranno necessari almeno 1.500 miliardi di euro per fronteggiare questa emergenza.

La principale battaglia che l’Italia deve condurre sui tavoli europei è quella di un fondo che deve essere finanziato con una vera e propria condivisione economica dello sforzo, come, ad esempio, con gli Eurobond. Il fondo deve avere una potenza di fuoco proporzionata alle cifre che sono richieste da un’economia di guerra - afferma Conte - e detto fondo deve essere disponibile subito.

Quanto al Mes - precisa il Premier - esso è uno strumento che esiste già dal 2012 e non è stato attivato la scorsa notte come falsamente e irresponsabilmente è stato dichiarato da Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Questo Governo guarda in faccia gli italiani e parla con chiarezza - tuona il Primo Ministro - e l’Eurogruppo non ha firmato nulla né ha istituito alcun obbligo. L'Italia non ha firmato alcuna attivazione del Mes, il Paese non ne ha bisogno perché lo ritiene uno strumento totalmente inadeguato rispetto a questa emergenza.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 10-04-2020 alle 19:28 sul giornale del 11 aprile 2020 - 529 letture

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