Pronto l'Hotel Covid di Senigallia: Bomprezzi, "Primo obiettivo liberare posti letto all'ospedale"

2' di lettura 08/04/2020 - Mercoledì mattina l'ultimo sopralluogo per le ultime rifiniture tecniche e da lunedì potrà aprire la porte il'Hotel Covid di Senigallia, la prima struttura nelle Marche per ospiti in quarantina perchè positivi al Coronavirus.

Il progetto è stato realizzato dalla sinergia tra la Caritas e il comitato “Un Aiuto per l’’Ospedale di Senigallia” per ospitare, gratuitamente, una quarantina di persone che possono essere dimesse dall'ospedale ma che non possono tornare in famiglia per terminare la quarantena per mancanza di spazi adeguati all'isolamento.

“L'hotel Covid di Senigallia è la prima struttura di questo genere ad aprire nella regione e questo è stato possibile grazie alla disponibilità di tante persone che si sono messe a disposizione del progetto -spiega Giovanni Bomprezzi, direttore della Caritas- il primo obiettivo che ci siamo dati è quello di ospitare le persone che si trovano in trovano in ospedale e che sono clinicamente guarite ma sono ancora positive dal Covid-19 e che non possono tornare a casa perchè non hanno adeguati spazi di isolamento. Ospitando queste persone si liberano posti letto in ospedale. Il secondo obiettivo è quello di ospitare anche persone positive al Coronavirus ma che comunque non sono pazienti ospedalizzati, dunque autonomi e in buone condizioni di salute, ma che stando a casa rischiano di contagiare i familiari per mancanza di spazi per l'isolamento”.

La struttura ha il supporto dei medici delle USCA e dell'equipe di Medici senza Frontiere, oltre ai medici volontari dell'ambulatorio solidale “Paolo Simone”. Per gestire le priorità di accoglienza insieme allo staff medico e tecnico è stata predisposta una griglia con cui accettare le richieste. Gli ospiti, durante le due settimane di quarantena, vivranno in completo isolamento all'interno delle camere dell'hotel, che la proprietà ha messo a disposizione del progetto, ricevendo il cibo tramite un servizio esterno di catering. “Ciascun ospite vivrà la quaranta in una stanza, ovviamente uso singola, che sarà dotata di televisione, rete wi-fi, e anche un piccolo terrazzino -aggiunge Bomprezzi- questo per cercare di rendere il più possibile agevole il periodo di isolamento. In questo percorso ci saranno anche psicologi volontari che telefonicamente contatteranno gli ospiti per proporre anche forme di intrattenimento in moda da cadenzare la giornata perchè ovviamente vivere in isolamento in una stanza non è facile”.








Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2020 alle 22:45 sul giornale del 09 aprile 2020 - 363 letture

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