Il Coronavirus e la «patente di immunità». In Italia solo dopo sei settimane di sperimentazione è pronto il test. Costerà 5 euro

2' di lettura 08/04/2020 - Superata la fase più critica ora è necessario poter riconoscere le persone immuni al coronavirus per far ripartire la macchina produttiva del Paese senza rischiare nuovi contagi

Nel siero esistono anticorpi che combattono efficacemente il Covid 19; individuare i soggetti che ne sono in possesso consente di capire quante persone potrebbero riprendere la vita lavorativa senza rischi e quante persone invece sono più vulnerabili nei confronti del virus.
La sperimentazione ha dato sotto questo aspetto ottimi risultati.
E' stato messo a punto un test in grado di rilevare chi è in possesso di anticorpi tali da dare una risposta immunitaria al Covid 19.
Siamo quindi potenzialmente nella condizione di scoprire chi non rischia più di ammalarsi e, di conseguenza, chi potrà lavorare senza alcun pericolo.
Questi saranno i cittadini ai quali potrà essere data la «patente di immunità».
Completata la sperimentazione, si è trattato di sviluppare un modo per trasferire le conoscenze acquisite in un formato automatizzato utilizzabile in maniera massiva e quindi distribuibile a chiunque volesse in Italia o nel mondo utilizzare il test.
A tale scopo è stato messo a punto un metodo per identificare nel sangue gli anticorpi neutralizzanti il virus potendo così effettuare referti con una processività altissima a costi contenuti.
Nell’azienda dove è stata effettuata la sperimentazione e creata con gli esperti una partnership esiste già la strumentazione che consente di effettuare mille referti al giorno.
Si può quindi azzardare di essere a buon punto se si considera che negli ospedali lombardi esistono oltre 60 di questi strumenti ed in Italia circa 500 già usati anche per altri tipi di accertamenti.
Trovato il sistema, ora si dovrà agire in maniera razionale per capire in che categoria applicare questo tipo di indagine e su quale scala di valori; questo è di fondamentale importanza se si considera che fare indiscriminatamente il test a tutti creerebbe più confusione che altro (questo è quanto dicono gli esperti).
Sarà infatti importante accertare chi ha sviluppato una risposta robusta, chi la manterrà nel tempo, quanti soggetti hanno incontrato il virus e quanti di loro hanno titoli neutralizzanti elevati e sono potenzialmente protetti fin quando non sarà possibile usufruire del vaccino.


di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 





Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2020 alle 02:25 sul giornale del 09 aprile 2020 - 1560 letture

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