Enrico Bracalente: Manca una classe dirigente e l'Europa così com'è non serve a niente

4' di lettura 08/04/2020 - La Germania dovrebbe ricordare gli abbuoni ottenuti dopo la guerra. Però, un po' di ragione ce l'hanno pure i tedeschi quando accusano l'Italia di sperperi.

Enrico Bracalente, calzaturiero, è uno degli imprenditori italiani più di successo. 137 milioni di fatturato nel 2019. Un utile superiore a quello del 2018. Tre stabilimenti di proprietà e 12 aziende che producono per lui. 2000 gli addetti, tra diretti e indiretti.
Il marchio Nero Giardini è presente su tutti i mercati europei, in quello russo, statunitense e canadese.
Da tre mesi, a Campiglione di Fermo, ha attivato il secondo polo logistico che gli consente di far giungere, collegandosi ad una piattaforma, le scarpe riassortite dal cliente in neppure una giornata. Bracalente non vende on line, preferisce il be to be, diventando una sorta, oltre che di produttore, anche di grossista, con risposta in tempo reale.
In questi giorni, le sue fabbriche sono chiuse, ma i settori commerciali e amministrativi lavorano da casa.
Una centralinista raccoglie tutte le richieste e le smista ai diversi responsabili.
Bracalente è anche un uomo senza peli sulla lingua. Questa Europa non gli piace, così come non stima la classe dirigente che ci governa, a Roma come ad Ancona.

Per anni lei s'è detto contrario alle delocalizzazioni. Sembra che il tempo oggi le dia ragione
Il Made in Italy ci premia, abbiamo le produzioni tutte a portata di mano, in pochissimo tempo possiamo rispondere ad ogni richiesta. Chi produce in Cina ha grossi problemi per le aziende chiuse, e per i trasporti delle merci.
Made in Italy è anche far sentire l'azienda vicina al cliente, curare il rapporto umano che è quello che fa la differenza.

Da dove ripartire?
Dopo la tempesta – si dice - arriva il bel tempo. Non dobbiamo piangerci addosso. Dobbiamo fare strategie invece. Noi siamo avvantaggiati. Ci siamo mossi per tempo avendo constatato che il mondo è in continua trasformazione, e le esigenze dei clienti sono sempre maggiori. Per cui avevamo cercato di capire come affrontare le mutazioni. La nostra logistica risponde a questo. È un nuovo modello di vendita che ci sta premiando. Alla riapertura, saremo già pronti.

Di che necessita la nostra Italia, le nostre Marche?
Di una vera classe dirigente Quella attuale non mi sembra all'altezza. Stiamo pagando gli errori della malgestione della Seconda repubblica: un disastro. Non ci sono statisti. Hanno tagliato la testa a gente di qualità che emergeva, li hanno considerati nemici da annientare.

Come si cambia?
La situazione è grave.

Un imprenditore che può fare?
Mi rifaccio al dr Cottarelli: prenderei 20 imprenditori e li coinvolgerei chiedendo loro di cosa c'è bisogno. Ho suggerito ad un politico di casa nostra: raggruppa 20-30 imprenditori marchigiani, coinvolgili, falli parlare. Non abbiamo bisogno solo di infrastrutture, c'è necessità di collaborazione, di sinergia. Noi non possiamo essere visti dai politici come evasori e dai sindacati come sfruttatori. Senza gli imprenditori non si va da nessun parte. L'imprenditore serio, penso a Olivetti, non voleva un ritorno politico, ma una crescita del suo territorio. Io debbo tutto al territorio. E ho interesse che i miei dipendenti stiano bene. Pagherò direttamente gli stipendi. Glieli accrediterò il 10 di aprile. Non è un costo: è un investimento.

Le piace questa Europa?
Non serve a nulla. La Germania dovrebbe ricordare gli abbuoni ottenuti dopo la guerra. Però, un po' di ragione ce l'hanno pure quando accusano l'Italia di sperperi. Faccio un esempio personale. Nell'89 l'azienda di cui ero socio stava fallendo. L'ho presa in mano, piano piano sono riuscito a capitalizzarla, l'ho strutturata finanziariamente così non ero costretto ad andare in banca con il cappello in mano. È quello che doveva fare la Seconda repubblica, invece il debito pubblico è lievitato. Quindi non possiamo parlare.

Che insegna la pandemia?
Rivaluta i valori. Siamo stati troppo presuntuosi: tutti padreterni: Il virus ci ha smontati.
Nuovo rispetto, allora, e nuovo rapporto umano. E sinergia...




Adolfo Leoni


Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2020 alle 11:00 sul giornale del 09 aprile 2020 - 4591 letture

In questo articolo si parla di attualità, lavoro, Calzature, adolfo leoni, crisi coronavirus, classe dirigente

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