Torna “Il Gusto…della vita”, la rivista della Terra di Marca e dei suoi doni grandi

4' di lettura 07/04/2020 - «Se vuoi raccontare una terra devi coglierne l’anima. Di una terra è l’anima che va raccontata, e ancora, gli uomini che ci hanno vissuto, le pietre che essi hanno calcato», afferma Adolfo Leoni.

Il debutto a Tipicità Festival 2020 lo scorso 7 marzo, da lì la diffusione.

Ѐ così che doveva andare per il n. 0 della rivista “Il Gusto…della Vita” - Ancora Terra Felix? edita dal Laboratorio Piceno della Dieta Mediterranea. Purtroppo così non è andata. Il maledetto virus si è messo in mezzo. Nessuna presentazione pertanto, ancora nessuna distribuzione nelle edicole dove, speriamo presto, sarà possibile prenderne gratuitamente una copia.

Adolfo Leoni, giornalista e scrittore ne è il direttore responsabile.

- La pubblicazione ebbe inizio diversi anni fa, venne interrotta, ora torna in vita.

Perché nacque il “Gusto…della vita”?

Il “Gusto…della vita” nacque tredici anni fa in collaborazione con l’Associazione Cuochi della Provincia di Fermo e con il Club di Papillon. Correva l’anno 2008, la bolla speculativa finanziaria stava esplodendo. Prontamente mi chiesi: «come reagiremo noi in questo territorio? Qual è la tipicità di un territorio come il nostro? Quale il tratto distintivo?» Intuivo insomma che la globalizzazione, oggi sotto gli occhi di tutti, a lungo andare non avrebbe retto. Era necessario, e lo è ancora, tornare alle peculiarità dei territori, a quelle specificità che avrebbero senz’altro attratto.

- Torna a vedere la luce “Il Gusto…della vita”. Sarà, di nuovo, in forma cartacea. Una scelta contro- corrente in tempi di web.

Ѐ quanto tu stesso ammetti nelle prime righe del tuo editoriale. Dunque, perché nel 2020 ancora la carta?

Tutto oggi è online e tutto oggi evapora. La volatilità non ha futuro. C’è bisogno piuttosto di tangibilità. Una rivista cartacea si può vedere, toccare, strappare, lanciare. Volessi mai tirarti una rivista se fosse online non potrei farlo!

- Con quale cadenza uscirà?

Mi piace dire che uscirà “quando può e quando gli pare”. Ad ogni modo pensiamo di darle una cadenza bimestrale.

- Qual è la filosofia de “Il Gusto…della vita” e quale la sfida che si propone?

La filosofia è racchiusa nella parola trasversalità. Basta con i contenuti verticali, basta ragionar per segmenti, per settori specifici. Bellezza dei terrori, storia, buone pratiche, piatti tipici: tutto questo va condito insieme ed è quello che ripetutamente io definisco “genius loci”, ossia identificazione di una terra. Forse ce lo siamo dimenticati ma tutto questo già lo abbiamo. C’è solo da ricomporre il puzzle. Questa la sfida, questo l’obiettivo della rivista. Tanti aspetti messi insieme, a cominciare dal mese di marzo. Il numero infatti spazia dall’esame delle prospettive imprenditoriali delle Marche Sud alla Dieta Mediterranea, dallo stoccafisso e baccalà ai pasti dei monaci e molto altro ancora.

- Nel tuo editoriale fai cenno alla recente impressione di un assessore di uno dei comuni più grandi del fermano. A suo dire il territorio fermano è paragonabile a un pugile suonato, ne ha prese troppe, barcolla, non sa più dove andare. Ѐ davvero così?

La classe dirigente immagina che la calzatura, il cappello e il filo di ferro plastificato da soli possano tenere ancora. Assurdo, come è assurdo metter su un calzaturificio in montagna, che sia Amandola o Montefortino. Fallirebbe lassù. Queste località hanno peculiarità altre da valorizzare. Si insista piuttosto sul turismo. Si scommetta, perché no, sul trenino storico stile Val di Non piuttosto che badare all’ovvio, al così dicon tutti (penso al tanto osannato allargamento della strada provinciale).

- Smerillo-Terra della Dieta mediterranea”, è quanto si legge sul cartello stradale del piccolo comune dell’Alto fermano. Lo stesso sindaco Vallesi tra le pagine ne ha parlato in termini di impatto positivo sul turismo. Di cosa si tratta?

Il sindaco ha identificato la sua terra come “Terra della Dieta Mediterranea”. Ѐ stato intelligente. Ha compreso che per comunicare e promuovere una terra fuori regione, fuori dall’Italia occorre un brand forte, potente come è, ad esempio, il logo “Dieta mediterranea”. Presto lo farà anche Montegiorgio, Fermo lo avrebbe fatto nei giorni scorsi se non fosse stato per l’emergenza sanitaria in atto. Tutto ciò si traduce naturalmente nell’ideazione di un menù della “Dieta mediterranea” ad hoc, in una diversa accoglienza nelle strutture ricettive, in una visita ai borghi con un linguaggio sicuramente diverso da quello di guida museale.

Bentornata rivista. Attendiamo di sfogliarti presto.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questa è un'intervista pubblicata il 07-04-2020 alle 09:03 sul giornale del 08 aprile 2020 - 362 letture

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