Ha senso una struttura emergenziale di 100 posti a Civitanova?

2' di lettura 07/04/2020 - Una domanda pervenuta in redazione alla quale è stata data una risposta senza pretendere di aver dato quella giusta

Gianluigi Rocchetti mi scrive: "Ceriscioli continua a dire che i 90 posti letto Covid-19, non erano 100...???, a Civitanova servono anche se i casi stanno diminuendo, fortunatamente e/o grazie alle norme rispettate dai marchigiani. Ora dico: per questi 90 letti, anziché adibire uno spazio a Civitanova Marche, non possono essere suddivisi per provincia (5), e donare 18 letti, meglio 20, ai vari ospedali.....???

Riguardo alla realizzazione dei 100 posti di terapia intensiva da realizzarsi a Civitanova presso la fiera a me pare si sia perso slancio o meglio “l’attimo”.C'è chi ha affermato che il Presidente Ceriscioli “ha scherzato” e che gli imprenditori pare non siano più tanto convinti di finanziare l’opera per le modalità di attuazione proposte dalla Regione.
Rispetto a Rocchetti che propone
di dividere i 100 posti o 90 che siano tra le 5 province rinforzando le terapie intensive già esistenti, molto probabilmente, i tecnici risponderebbero che una soluzione centralizzata di certi reparti consentono risparmi di gestione di circa il 20 % e che quindi la soluzione proposta non è economicamente conveniente.
Se sia fondato o no questo ragionamento posso dire che la sanità va riorganizzata nella sua interezza visto come e con quale difficoltà è stata gestita e si sta gestendo questa emergenza.
Ma se
i tagli in sanità sono risultati estremamente dannosi ed il prezzo pagato è rappresentato dalla morte di 17.127 persone fino ad oggi, è necessario e doveroso interrogarsi ed analizzare le criticità che hanno portato a questo massacro di vite umane.
Ciò che mi sento di dire è che se c’è disponibilità da parte di imprenditori, questa non va sperperata ma va ottimizzata per realizzare qualcosa che rimanga strutturalmente nel tempo per evitare di trovarci impreparati nella gestione di un’altra indesiderabile emergenza
come quella che stiamo vivendo.
Abbiamo toccato, facendo i debiti scongiuri, la fase più acuta del COVID 19 e si avvertono timidi segnali di rallentamento del contagio.
Le terapie intensive si stanno pian piano alleggerendo quindi farne 100 o 90 adesso in una struttura emergenziale è poco sensato ma spendere le provvidenze che arrivano dalla solidarietà per qualcosa che resti nel tempo è forse più opportuno.


di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 





Questo è un articolo pubblicato il 07-04-2020 alle 19:21 sul giornale del 08 aprile 2020 - 852 letture

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