Montegiorgio: Moda, artigianato, passione educativa: Loredana Pecci

3' di lettura 26/03/2020 - Moda, artigianato, passione educativa. È l'impressione che ricavo parlando con Loredana Pecci, romana d'origine, da 25 anni montegiorgese di adozione

Di questi tempi, no! Ma in quelli normali, la potete trovare al civico 17 di Corso Italia. Una stanza grande, che molti ricordano come il bel negozio d'abbigliamento Calamita. Loredana tiene lì corsi per bambini, aiutata, in alcuni giorni della settimana, da Angela Toscanelli titolare di una merceria locale.
Partiamo dall'inizio. Loredana ha studiato moda nella Capitale, all'Istituto professionale Virginia Wolf. Terminati i cinque anni, ha fatto domanda di assunzione presso una sartoria importantissima di Piazza di Spagna. Poi è arrivato l'amore, il matrimonio con Stefano Peroni e il trasferimento nelle Marche. Mani capaci quelle di Loredana. Non volendo perdere la sua versatilità per la moda, sulle prime ha iniziato a disegnare, tagliare e cucire abiti per i montegiorgese e non solo. Sarta, insomma, e di livello.
Poi arrivano i figli: tre, e l'impegno da mamma si fa pressante. Così come l'esigenza educativa ed anche la creatività. Mentre tagliava gli abiti, dipingeva, recuperava oggetti, restaurava piccoli mobili in legno. Artigianato insomma, convinta che la manualità è essenziale nella persona, specie tra i bambini, i suoi in primo luogo.
Partendo da questa convinzione e dalla urgenza di un punto di aggregazione, insieme ad altri, inizia a gestire un Centro ricreativo dove proprio la manualità è messa in primo piano. Se lei sa cucire, può insegnare il cucito; se Angela sa lavorare egregiamente all'uncinetto, Angela potrà insegnare l'uncinetto. Si parte, dunque, anche ispirandosi a quella che un tempo nella scuola pre-riforma era l'Economia domestica. Nascono alcuni corsi per bambini dai cinque anni in su. Nessuna differenza tra maschi e femmine.
E la prima proposta è proprio quella del cucito. Loredana lo chiama pregrafismo per imparare a tracciare linee, a disegnare e anche scrivere. Ai partecipanti si dà in mano un ago di plastica con cui infilare perline, bottoni ed altro ancora. Un modo per acquisire il controllo dell'impugnatura.
Successivamente si passa a realizzare lavoretti semplici scelti proprio dai bambini e tagliati dalla “maestra”. Il fare a mano, spiega Loredana, sviluppa la concentrazione e richiama l'attenzione. La nostra maestra-artigiana ha acquisito sul campo anche una preparazione psicologica.
Ago e filo però non le bastano. Così amplia la proposta del Centro con iniziative di riciclaggio, con l'intento «di riportare alla luce le cose di una volta». Non tutti i giorni si fa cucito, restauro e riciclaggio. In alcuni si insegna anche chitarra, lingua inglese. Se l'utenza è di bambini e pre- adolescenti, il corso di yoga del mercoledì sera è per tutti, anche per gli adulti. Ovviamente, non in questo periodo di forzata segregazione. Prima che arrivassero le norme restringenti la nostra circolazione, era partito anche il corso di cucina casalinga.
Lo teneva un'altra collaboratrice del Centro: una signora che ai fornelli – mi assicurano – ci sa propria fare. E il corso si svolgeva presso la cucina del salone Manzoni, sopra alla sala cinematografica omonima. Insomma, un universo di iniziative fondantesi sulla convinzione che l'artigianato può essere ancora una risorsa. Ma da tener vivo.




Adolfo Leoni


Questo è un articolo pubblicato il 26-03-2020 alle 16:51 sul giornale del 27 marzo 2020 - 2148 letture

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