Fatti incresciosi con danni comunque di lieve entità sono stati segnalati nel fine settimana a Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio

1' di lettura 02/03/2020 - Elementi di teppismo come espressione di fragilità o manifestazioni di spregio nei confronti di un “Pubblico” che per alcuni stenta a trovare risposte soddisfacenti?

A memoria mi pare di ricordare che i Vandali erano una popolazione della Germania orientale di tanti secoli fa; forse del 400 d. c. e distruggevano non come fanno oggi per il piacere di farlo, ma per necessità di conquista.
Solo più tardi, durante la rivoluzione francese il termine vandalo, assumeva il significato di distruggere nel senso di sfregio nei confronti di un bene senza alcuna ragione o almeno apparente ragione.
Di tanto in tanto soggetti di questo tipo si riaffacciano; il più delle volte prendono di mira oggetti di un certo valore o beni che appartiene a qualcuno “probabilmente” (potrebbe essere questa la ragione psicologica) ritenuto superiore e che li fa sentire inconsciamente poca cosa.
Distruggendo quindi quel bene o schernendolo il “vandalo” spera di annullare quel senso di fastidio e di “inferiorità” che lo porta a commettere gesti scellerati e sensa senso.
Dunque espressione di un latente disagio?
Sta di fatto che atti vandalici sono stati segnalati in due cittadine della riviera. Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio.
Presi di mira: fioriere, arredi esterni, simboli comunali.
Manifestazioni di disprezzo nei confronti del Pubbblico?
Un Pubblico ritenuto incapace di dare risposte concrete in momenti di straordinaria fragilità sociale per mancanza di lavoro, di certezza economica?


di Lorenzo Bracalente
lorenzo.bracalente@gmail.com
 





Questo è un articolo pubblicato il 02-03-2020 alle 16:21 sul giornale del 03 marzo 2020 - 1594 letture

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