I M.I.L.L.E. non si fermano: i diritti dei lavoratori non vanno in quarantena

2' di lettura 29/02/2020 - Il Governo si attivi subito per le dovute tutele.

L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, recita l’articolo 1 della Costituzione Italiana. Il lavoro nobilita l’uomo. Il lavoro è dignità. Diritto al lavoro. Tuttavia lavoro, dignità e futuro sembrano essere parole vuote se paragonate alla situazione attuale in cui versano migliaia di lavoratori afferenti all’ambito educativo e sanitario. Educatori, Assistenti alla Comunicazione (Asco), Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione (Asacom) e Assistenti Educativi Culturali (AEC), sono solo alcune delle professioni che gravitano a vario titolo nel mondo della scuola e non solo. Tante vite accomunate da un unico inesorabile destino: il precariato. L’emergenza Coronavirus non ha fatto altro che scoperchiare il vaso di Pandora, è la goccia che ha fatto traboccare un vaso ricolmo di silenzi assensi. Per molti lavorare fa rima con sopportare. È più dignitoso continuare a fingere che tutto vada bene oppure far sentire finalmente la propria voce? Quando si è in tanti e uniti, non ha più senso accettare le cose così come stanno. Occorre cambiare il corso degli eventi e per farlo è necessaria la collaborazione di quanti stanno vivendo nell’incertezza e nella speranza di un domani migliore. Fortunatamente alcuni hanno deciso di smuovere le acque. L’Associazione M.I.L.L.E. - Professioni Educative – Gruppo Questioni Sindacali non ci sta e “A FRONTE DI QUESTA GRAVE SITUAZIONE CHIEDE L'IMMEDIATA ATTIVAZIONE DELL'ESECUTIVO DI GOVERNO E DEI MINISTERI COMPETENTI AFFINCHÉ ADOTTINO MISURE, SIA IN VIA STRAORDINARIA CHE URGENTE, PER GARANTIRE AMMORTIZZATORI SOCIALI ED ECONOMICI A TUTTI I LAVORATORI, OLTRE ALLE DOVUTE GARANZIE DI INDENNITÀ STRAORDINARIA PER I LAVORATORI DEI SERVIZI SANITARI E SOCIOSANITARI ESPOSTI AL RISCHIO IN SERVIZIO.”
Il comunicato diffuso in queste ore intende esprimere il parere dell'Associazione in merito alla situazione che si sta creando dopo i provvedimenti presi in seguito ai rischi legati al virus COVID-19. La sospensione delle attività scolastiche ed educative ha provocato forti disagi nei lavoratori. Tutti i professionisti interessati dalle chiusure dei propri servizi devono vedersi riconosciuta la retribuzione ordinaria delle giornate lavorative perse, individuando soluzioni analoghe per lavoratori del pubblico impiego e del privato sociale. Senza penalizzazioni per nessuno. Tale comunicato è a cura del Dott. Luigi Domenico Cristian Giuva, referente Gruppo Questioni Sindacali e del Dott. Fabio Ruta, Vice Presidente dell’Associazione M.I.L.L.E. - Professioni Educative. Per la lettura integrale del testo si rimanda agli allegati presenti all'interno di questo articolo.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it







Questo è un articolo pubblicato il 29-02-2020 alle 16:04 sul giornale del 02 marzo 2020 - 3569 letture

In questo articolo si parla di scuola, attualità, lavoro, associazione, precariato, educazione, educatori, dignità, articolo, Michele Peretti, Assistenti all'Autonomia e alla Comunicazione, espressioni

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/bgVI

Leggi gli altri articoli della rubrica Espressioni





logoEV
logoEV