L'Asacom o la Cenerentola della scuola

2' di lettura 28/02/2020 - Ad oggi siamo ancora in attesa di risposte concrete che restituiscano dignità a questa importante figura professionale.

Chiudono le scuole di ogni ordine e grado anche nelle Marche. Il Ministro Lucia Azzolina rassicura: "i docenti non perderanno lo stipendio". Insegnanti e personale ATA, bramosi di un meritato riposo, possono dormire sonni tranquilli. Le notti in bianco lasciamole invece agli Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione (ASACOM) che molto probabilmente pagheranno lo scotto di queste “ferie” forzate.

Proviamo a riflettere su questa situazione con Esther de Gennaro, referente del movimento nazionale “Noi assistenti all’Autonomia e Comunicazione” e ideatrice dell’omonimo gruppo Facebook.

1) Emergenza Coronavirus e servizi educativi: uno scenario apocalittico?
Con la chiusura delle scuole per l’emergenza epidemiologica sono insorte problematiche abbastanza rilevanti circa la sospensione del servizio di assistenza specialistica scolastica. La conseguenza immediata potrebbe essere la mancata corresponsione dello stipendio ai dipendenti delle cooperative sociali, impegnati in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Molti colleghi ASACOM stanno vivendo, in queste ore, una situazione di forte disagio. Per il Governo la nostra è sempre stata una “categoria di professionisti fantasma”, che non merita il giusto riconoscimento giuridico ed economico. Sarebbe auspicabile che il Governo intervenisse, con la massima urgenza, mediante misure che tutelino la categoria e che garantiscano la retribuzione poiché il servizio è stato sospeso per cause non imputabili al lavoratore.

2) Riconoscimento professionale degli Asacom: manca ancora molto?
Mi auguro proprio di no poiché la situazione è diventata insostenibile. Dal 7 dicembre del 2019 siamo in attesa che la Conferenza Unificata Stato-Regioni riconosca la nostra figura prevista ai sensi dell’art. 13 comma 3 della Legge Quadro 104/92. L’art 3 comma 4 del Decreto 66/17 stabiliva quanto segue: “Entro 180 giorni dalla data in vigore del presente decreto, con intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono individuati i criteri per una progressiva uniformità su tutto il territorio nazionale della definizione dei profili professionali del personale destinato all’assistenza per l’autonomia e per la comunicazione, anche attraverso la previsione di specifici percorsi formativi.” Ad oggi siamo ancora in attesa di risposte concrete che restituiscano dignità a questa importante figura professionale.

3) C'è qualcosa che vorresti aggiungere?
Ci terrei a precisare che l’Asacom non è un docente di sostegno e non deve più essere considerato un “tappabuchi” utile a coprire le ore scoperte del sostegno. Troppo spesso subiamo pressioni e imposizioni di orari da parte dei dirigenti scolastici e delle cooperative. Ribadisco inoltre che non vi è alcuna norma che vieti la compresenza con il docente di sostegno. Siamo “tecnici della comunicazione” con un percorso formativo specifico sulle disabilità.


di Michele Peretti
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 28-02-2020 alle 00:01 sul giornale del 29 febbraio 2020 - 3131 letture

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