Liceo Classico A. Caro Fermo: il racconto fotografico toccato con mano dagli studenti

3' di lettura 21/02/2020 - Conclusosi, presso il Liceo Classico Annibal Caro di Fermo, il Corso di Catalogazione Bibliotecaria.

Numerosi gli studenti che, nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (ex Alternanza Scuola-Lavoro), hanno preso parte al corso “Catalogazione: elementi di ricerca e descrizione bibliografica” a cura della dott.ssa Cristiana Iommi. Consegnati quindi ai ragazzi gli attestati di partecipazione.

I ringraziamenti del dirigente scolastico Piero Ferracuti sono per la prof.ssa Trentuno, la dott.ssa Iommi, la biblioteca civica Romolo Spezioli di Fermo e gli allievi che si sono cimentati in un lavoro così cospicuo, quasi “tremendo” che, sottolinea il preside, ricolloca l’istituto al centro di un percorso culturale di cui è depositario e degno custode.

Il dott. Sandro Mongardini e il prof. Domenico Pupilli per l’occasione hanno offerto spunti di riflessione circa il “racconto fotografico” per poi analizzare le personalità di Elio Vittorini e Luigi Crocenzi.

Dopo le miniature, dopo le illustrazioni in nero, dopo l’evoluzione tecnica del colore quest’anno ai ragazzi dell’alternanza è toccato qualcosa di ancor più moderno, ossia la narrazione per immagine, o, per meglio dire, il racconto fotografico che a Fermo riveste particolare importanza.

Il primo concorso per racconti fotografici infatti, come ricorda il dott. Mongardini, è stato fatto a Fermo.

Si parte con l’analisi del reportage ove ad accumunare le foto non può che essere un fatto realmente e storicamente avvenuto: “Il sacro vero mai non tradir”, questo il motto del fotogiornalista.

Francesco Cito e Gianni Berengo Gardin, passando per Mario Dondero, i nomi dei più grandi fotoreporter citati da Mongardini.

Dall’altra parte sta il racconto fotografico dalle caratteristiche più libere, con dettagli e sfumature personali. La valenza sociale, talora di denuncia è l’aspetto che più lo caratterizza. Elio Vittorini fu il primo a pubblicare un antologia con delle immagini fotografiche: “Americana” il titolo. Luigi Crocenzi, natio di Montegranaro, con Vittorini vi collaborò. Il prof. Pupilli ne ricorda persino le tensioni ai tempi di “Conversazione in Sicilia”.

Crocenzi nel 1954 fondò il Centro per la Cultura nella Fotografia, successivamente spostato a Milano e nel 1961 il FotoCineClub Fermo.

Fu un fermano illustre ma poco conosciuto. “Alvaro Valentini e il tizio con il cane”, diceva la gente quando vedeva i due amici insieme passeggiare per la città.

“Fui fortunato” la dichiarazione di Luigi Crocenzi a Roberto Palazzi che lo intervistò per la sua tesi nel 1982, riferendosi alla pubblicazione sul “Politecnico” di Vittorini del 1946 delle sue fotografie scattate per i vicoli di Fermo e nelle campagne circostanti anticipando così di 15 anni la poesia di Luigi Di Ruscio.

Dopo gli studi classici a Fermo Crocenzi si iscrive alla facoltà di ingegneria al Politecnico di Milano come voleva suo padre. A Milano invece di studiare scattava foto documentando, nel 1943, quei bombardamenti che rasero al suolo buona parte della città e che, ancora una volta piacquero tanto a Vittorini da volerle pubblicare sulla sua rivista accompagnate da didascalie asciutte ma dense di pathos.


di Benedetta Luciani
redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 21-02-2020 alle 20:42 sul giornale del 22 febbraio 2020 - 1380 letture

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