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Quaranta perle nelle note di Enzo Sartori ed i nostri giovani ambasciatori delle Marche nel mondo

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da Adolfo Leoni


Le gite scolastiche. Perché non farle all'interno delle Marche e delle Marche Sud? Ci guadagnerebbe la conoscenza dei luoghi, la ristorazione e l'ospitalità in crisi

«Alzate la testa!». Fu l'invito, forte, che Bruno Lauzi, qualche tempo prima di morire, lanciò ai marchigiani dal teatro di Porto San Giorgio. Era salito sul palcoscenico aderendo all'invito del Club di Papillon guidato da Pio Mattioli. Poco prima, aveva mangiato il pesce sangiorgese, visitato Fermo, conosciuto l'entroterra. Gli era piaciuto tutto. E voleva dire: avete scrigni favolosi, fateli conoscere, non restate ripiegati su voi stessi. Raccontare la Terra di Marca è stato un impegno probabilmente e inconsciamente preso in quella circostanza. Farla notare, dunque, e in primo luogo ai suoi stessi abitanti e a quelli di qualche chilometro più in là, senza toglier via, ovviamente, una diffusione più ampia. Lo ha capito anche il nuovo presidente di Marca Fermana. Ivano Bascioni, al suo primo discorso, ha puntualizzato la necessità, specie per i giovani residenti, di cogliere le peculiarità di questa terra e possibilmente di camminarla come meglio si può. Con l'obiettivo, anche, che proprio i giovani diventino ambasciatori delle Marche nel mondo.

Torno a fare una proposta già avanzata in tempi non sospetti: Le gite scolastiche. Perché non farle all'interno delle Marche e delle Marche Sud? Ci guadagnerebbe la conoscenza dei luoghi, la ristorazione e l'ospitalità in crisi. L'argomento mi è provocato da un cd musicale. Lo ha realizzato Enzo Sartori, buon chitarrista e ottimo compositore. Me lo ha consegnato giorni fa, con il suo modo umile e diretto. Lo ascolto mentre scrivo. Enzo ha chiamato a raccolta i suoi amici musicisti: Arturo Spernanzoni (chitarra), Claudia Sartori (flauto), Daniele Cococcioni (fisarmonica), Brunello Corchia (basso e tastiere), Fabio Sartori (pianoforte), Valerio Del Bianco (basso tuba), Silvia de Maria (viola da gamba) e Niki Barulli (batteria e percussioni). Con loro ha musicato una serie di poesie. La prima, che ha dato il titolo al cd Quaranta perle, è della fermana Sonia Trocchianesi. È in dialetto. «Quaranta perle miste tutte in fila, tinute insieme da lu stessu lacciu, velle, da la montagna a la marina, ci sta proprio de tutto in quell'abbracciu...». Come tocchi di un pennello, Sonia dipinge Fermo, Porto San Giorgio, Fallerò, Montappò, Servijà, Pedasu, e tutti gli altri comuni di questa terra benedetta. Concludendo: «... ringrazio Dio che ecco ce so natu».
Le parole scorrono sulle note di una ballata che mi piacerebbe ascoltare con sempre più amici, dinanzi ad un vino rosso Piceno superiore, in un locale dalle pareti di legno, con un fuoco allegro che arde alle nostre spalle. Ce ne sono altre di poesie. Le hanno scritte Giordano de Angelis, Lino Angelelli, Giannino Mostardi, Manlio Massini, Sesto Vita e Antonio Angelelli. È la storia dei nostri sentimenti e dello stile di vita che ci ha contraddistinti.

Non è la prima volta che Enzo si cimenta in questa impresa. Anni fa musicò Terra Marchigiana. Un inno poetico (alcune le poesie di Agostino Scaloni) alla Terra Felix: felice e soprattutto fertile. Lo è ancora? Tra qualche giorno torna una rivista trimestrale che uscirà con l'interrogativo: Ancora Terra Felix? Speriamo di sì. A noi condirla in tutte le salse. Anche musicali. Sempre però con Il Gusto della Vita.



Questo è un articolo pubblicato il 26-01-2020 alle 09:21 sul giornale del 27 gennaio 2020 - 816 letture


Adolfo Leoni